Il biocentrismo individualistico di Taylor

respect for nature - Il biocentrismo individualistico di Taylor

 

Martedì 15 novembre 2011 ho tenuto una lezione presso la Facoltà di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano nell’ambito del Laboratorio di Etica dell’ambiente 2011-2012 organizzato dal docente dott. Matteo Andreozzi: www.filosofia.unimi.it/eticambiente.

La registrazione audio dell’incontro è disponibile nella sezione AUDIOTECA del sito della Veganzetta.
E’ inoltre disponibile online un estratto dell’incontro: Download estratto in formato PDF

Adriano Fragano

Resoconto incontro antispecista “Azioni e Parole”

4giorni 04 2008 - Resoconto incontro antispecista "Azioni e Parole"

Milano / Magnago 24-25-26-27 aprile ‘08

incontro ‘AZIONI e PAROLE’

Documenti relativi alle discussioni svoltesi durante l’incontro:

Relatore e autore: Aldo Sottofattori:
La visione politica dell’antispecismo (formato .doc, peso: 46 Kb)

Relatore: Marco Maurizi – Autori e partecipanti: Crovesio, Doniselli, Filippi, Fragano, Galbiati, Maurizi, Sottofattori, Terrile:
Lo Specismo (formato .doc, peso: 23 Kb)

Relatore: Adriano Fragano – Autori vari:
Antispecismo e Metodo del Consenso (documenti esterni)


COMMENTI E DOCUMENTI POST-INCONTRO

Aldo Sottofattori:
Per una visione politica dell’antispecismo II (formato .doc, peso: 47 Kb)

Davide:
Resoconto Incontro Azioni e Parole 2008 (formato .doc, peso: 28 Kb)

Qualora vi siano altri documenti relativi all’incontro da divulgare, questo sito web sarà lieto di pubblicarli.

 

Doveri umani o diritti animali?

Fonte: Veganzetta.org


“La delimitazione della volontà, o ragione pratica, rispetto all’arbitrio consente a Kant di porre in evidenza la specificità dell’etica rispetto al diritto, ossia della legislazione etica rispetto a quella semplicemente giuridica. Mentre la prima fa dell’azione un dovere e del dovere un movente della volontà, tanto che per poter parlare di eticità si deve sempre partire dall’idea del dovere, la seconda ammette altri moventi per le azioni, tra i quali, oltre all’inclinazione e repulsione, anche l’idea di una coazione esterna che unita alla legalità delle azioni, cioè del semplice accordo con le leggi, fondi il diritto in senso stretto. In etica l’uomo è costretto dall’idea del dovere che la ragione assume come massima dell’azione, nell’ambito del diritto vi sono sì doveri ma esterni, poiché non si esige che l’idea di dovere sia motivo determinante soggettivo dell’arbitrio” (*).
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Antispecismo e metodo del consenso

Una ipotetica futura società umana aspecista dovrà ovviamente essere amministrata. La vita pubblica sarà (per motivi di egualitarismo e di giustizia) nelle mani dei singoli membri della società stessa. La vita sociale necessita di continue decisioni, talvolta di estrema importanza e gravità, per poter funzionare al suo meglio, e in una società umana liberata nessuno dei suoi membri dovrà/potrà essere escluso, dato che ogni decisione, potrà avere delle ricadute dirette o indirette sul singolo.
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…e superare l’animalismo

Da Veganzetta n° 2
www.veganzetta.org


Più volte ci è capitato di affrontare il discorso relativo all’identità dell’animalismo in Italia, e più volte siamo stati costretti a constatare che l’animalismo nel nostro paese nonostante i molti anni di lavoro, di attività e iniziative, non è riuscito ad elevarsi in alcun modo a movimento. I motivi sono numerosi ed in alcuni casi complessi, la ragione di fondo, però, è in estrema sintesi soltanto una: la mancanza assoluta di principi fondanti condivisi. Sebbene infatti l’animalismo come fenomeno sociale sia presente in Italia sin dalla fine degli anni ‘70, nonostante le numerose sigle, gruppi, associazioni, collettivi nati, estinti o tutt’ora presenti nel tentativo di perseguire in vario modo la difesa degli interessi degli Animali (ci limitiamo a dare questa descrizione molto sommaria e generica degli scopi a causa dell’eterogeneità della “galassia” animalista in oggetto), l’estrema diversità di posizioni, ovvero la diversità degli scopi finali, delle metodologie, delle strategie, non ha permesso sino ad oggi la trasformazione di un fenomeno sociale in un soggetto sociale coeso e forte. Per contro, la storia dell’animalismo italiano è costellata di screzi, lotte intestine, diatribe e veti incrociati che ne hanno in gran parte neutralizzato la diffusione sul territorio e l’efficacia dell’azione.
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