Il progetto di Campagne per gli animali si conclude

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Care amiche e cari amici di Campagne per gli animali,

Vi informiamo che con la fine dell’anno 2021, avrà termine anche la lunga avventura del progetto Campagne per gli animali, cominciata nel lontano 2006.

Come tutte le cose della vita, anche questo progetto ha esaurito le sue energie e la sua spinta propulsiva, è quindi giusto che si giunga alla sua conclusione. Il bilancio di questi quindici anni è davvero lusinghiero e importante e speriamo che la grande mole di lavoro svolto, sia realmente stata utile alla causa della liberazione animale.
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Dove sono? Tra il dire e il fare c’è di mezzo il virus

Nel paese della bugia, la verità è una malattia.
Non ha vaccino, non ha cura e neanche a metri si misura.
La verità è presagio solo di buona sorte e ai bugiardi
non rimane che tenersi il naso lungo o le gambe corte.
Gianni Rodari

Premessa
In Italia da qualche tempo, adducendo motivazioni legate all’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da coronavirus, è in atto una limitazione sempre maggiore delle legittime libertà individuali umane. Lo strumento utilizzato è il famigerato certificato digitale denominato green pass.
Con il dilagare del virus infatti è cominciata la lotta alla pandemia, che ben presto è divenuta una guerra con tanto di lessico appropriato (medici in trincea, martiri, eroi, nemico da sconfiggere e via discorrendo). L’asticella del controllo sociale a fini sanitari (?) ha cominciato così a salire sempre più, inesorabilmente, fino alla situazione odierna in cui pare che l’integrità del corpo umano non sia più un argomento riguardante chi tale corpo lo possiede, ma sia diventato esclusivamente di pertinenza pubblica. Sulla questione si sono creati due fronti contrapposti, sempre più radicali e distanti tra loro a causa di notizie false, tendenziose, di verità ed evidenze non dette o negate, di previsioni funeste, statistiche che dimostrano tutto e il contrario di tutto ed ovviamente emergenze continue. Continua a leggere

F.A.Q. N° 10 – Immaginare una società aspecista

F.A.Q. n° 10 tratta dal libro “Proposte per un Manifesto antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera” di Adriano Fragano, NFC Edizioni, 2015. Testo liberamente divulgabile senza modifiche e citando la fonte.


Faq 10 – È possibile immaginare concretamente un esempio di società liberata dallo specismo, o questa visione è destinata a rimanere relegata a una dimensione utopica?

 

Immaginare una società umana liberata dallo specismo è molto difficile, per il motivo che anche le persone antispeciste sono nate e cresciute in un sistema specista, pertanto semplicemente non siamo in possesso dei mezzi sufficienti e necessari, per poter immaginare una società con tali caratteristiche perché condizionate/i dal paradigma specista. A causa di un deficit d’immaginario derivante dalla nostra condizione, possiamo concepire solo parzialmente le ripercussioni dell’idea antispecista sulla società umana futura.

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F.A.Q. N° 8 – Antispecismo, razzismo, sessismo e fascismo

F.A.Q. n° 8 tratta dal libro “Proposte per un Manifesto antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera” di Adriano Fragano, NFC Edizioni, 2015. Testo liberamente divulgabile senza modifiche e citando la fonte.


Faq 8 – È possibile che gruppi ideologicamente legati a idee conservatrici, reazionarie, sessiste, razziste, fasciste o neonaziste possano dichiararsi antispecisti?


No. La teoria antispecista si basa sul rispetto dell’alterità, del singolo individuo, e concepisce la “diversità” non come un elemento discriminante o come disvalore, ma al contrario come un valore positivo da rispettare. In tal senso ogni pensiero che veicoli una discriminazione e che contribuisca a generare una gerarchizzazione dei viventi, è incompatibile con l’antispecismo.

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F.A.Q. N° 7 – Antispecismo, capitalismo e consumismo

F.A.Q. n° 7 tratta dal libro “Proposte per un Manifesto antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera” di Adriano Fragano, NFC Edizioni, 2015. Testo liberamente divulgabile senza modifiche e citando la fonte.


Faq 7 – Come si pone il pensiero antispecista nei confronti della crescita illimitata, del mito della produzione e dei consumi, come pratiche dominanti nelle attuali società umane industrializzate?


La dottrina della crescita illimitata, la visione capitalistica della società moderna, sono in antitesi con l’idea antispecista che sostiene una visione incentrata sull’orizzontalità e sulla decrescita come metodo del raggiungimento di un equilibrio tra l’Umano, le altre specie viventi e il Pianeta. Quella antispecista può quindi essere considerata una filosofia che si oppone al sistema vigente, quindi rivoluzionaria.

 

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La scoperta dell’acqua calda: la psicologia dello specismo

Laura Matilde Mannino traduce per Peacelink un testo pubblicato dallo psicologo Lucius Caviola a proposito di una sua recente ricerca, che dimostra come lo specismo sia effettivamente un costrutto psicologico e che ha affinità con altre forme di pregiudizio intraumane.
Di seguito il link al testo tradotto, è possibile infine leggere alcune riflessioni su queste ricerche che si potrebbero tranquillamente definire come “la scoperta dell’acqua calda“.
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