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Note per un linguaggio non discriminatorio

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Nota introduttiva sul linguaggio utilizzato in questo sito web

 

Linguaggio non specista
I testi originali proposti da Manifesto antispecista (prodotti da questo progetto e non provenienti da altre fonti esterne) vogliono essere un esempio pratico del lavoro, nato nel 2007 e ancora oggi in continuo sviluppo, di reinterpretazione del linguaggio corrente in chiave antispecista e non discriminatoria per un maggiore rispetto per i non umani. Tale attività gradualmente permetterà l’introduzione di interventi e soluzioni sempre più radicali a livello linguistico.


Precisazioni su alcuni termini usati in chiave antispecista

Animale/i”: si utilizza tale sostantivo per facilitare la leggibilità del testo. Il termine “Animali” in realtà è da intendersi sostitutivo di “animali non umani”, o “altri animali”, o “non umani”, in sintesi tutte le specie animali diverse da quella umana. Si riconosce a tale termine una valenza assolutamente positiva, e si utilizza la lettera iniziale maiuscola per sottolineare la dignità pari a quella umana di ogni altro Animale.

Cane, Maiale, ecc.”: si utilizzano tali sostantivi con la lettera iniziale maiuscola per conferire pari dignità tra le diverse specie animali.

Umano/i”: non s’intende utilizzare il sostantivo maschile “uomo”, in quanto termine carico di significati filosofici e culturali che volutamente pongono l’Umano al di sopra degli altri Animali, e che hanno un preciso riferimento a una visione patriarcale, gerarchica e maschilista della società umana.

Lager per Animali“: qualsiasi luogo (in particolar modo i macelli e gli allevamenti) in cui gli Animali vengono sfruttati, imprigionati ed uccisi per il soddisfacimento di interessi umani.

Persona umana vegana“: che si astiene per scelta etica da tutte quelle attività e pratiche che possano provocare danno, sfruttamento o morte degli Animali (pertanto anche umani) e che ha una presenza nella società di tipo radicale, attiva e con valenza educativa e di pubblica denuncia.


Leggibilità del testo
Manifesto antispecista non utilizza soluzione o variante linguistica che preveda l’utilizzo di segni grafici o tipografici (come *, _, -, @ e similari) in sostituzione di vocali e consonanti, di elementi non appartenenti all’alfabeto della lingua italiana (come lo schwa) o più in generale privi di un suono associato, non permettendo quindi una traduzione fonetica e di conseguenza una corretta lettura del testo, una sua interpretazione e una corretta riproduzione mediante software di lettura automatica.
Tale posizione ha la doppia finalità di non causare fraintendimenti o cattive o errate interpretazioni del testo da parte di chi legge e, al contempo, di evitare che persone umane con particolari esigenze (ad esempio ipovedenti o non vedenti), possano incontrare ostacoli o difficoltà nella lettura automatica mediante l’utilizzo di appositi software, subendo pertanto una chiara discriminazione.

Sempre per favorire una migliore leggibilità, questo sito web è dotato di un applicativo per rendere maggiormente accessibile il testo a ipovedenti e nonvedenti (attivo nella versione del sito web per PC).


Inclusività del testo nel rispetto delle identità di genere in ambito umano
Il testo degli articoli originali prodotti è frutto di uno sforzo di mediazione tra l’esigenza di mantenere una forma comprensibile ed efficace di comunicazione e quella di modificare il linguaggio utilizzato in base all’inclusività delle diversità e identità di genere in ambito umano.

Tenuto conto delle considerazioni esplicitate nel paragrafo Leggibilità del testo, le soluzioni di inclusività attualmente utilizzate sono la classica forma doppia (care amiche e cari amicicare/i tutte/i), ma soprattutto l’uso di circonlocuzioni (come ad esempio la figura retorica della perifrasi) per rende il linguaggio il più possibile neutro, evitando le declinazioni al maschile e al femminile tipiche del binarismo sessuale del linguaggio attuale (dunque per esempio al posto di care amiche e cari amici, si opta per care persone umane amiche). Le circonlocuzioni in particolare sono assolutamente da preferire, perché forniscono soluzioni mediante l’utilizzo di insiemi di parole già presenti nella nostra lingua e quindi comprensibili immediatamente per chiunque.

Un esempio semplice: al posto di ti sei sporcato tutta la camicia, si opta per hai la camicia tutta sporca, il senso di quanto si intende comunicare non cambia e attraverso l’uso di altre parole si evitano non soluzioni come ti sei sporcat*ti sei sporcatti sei sporcat@ ecc.).

Qualora venissero individuate ulteriori soluzioni ritenute accettabili, verranno adottate e implementate.


Critiche costruttive e idee sono sempre le benvenute.

 

Indirizzo breve di questa pagina: https://www.manifestoantispecista.org/web/addbh

3 Commenti

  1. Grazie per questo articolo, più che utile direi sia necessario discutere di questo tema. Concordo pienamente sull’uso della perifrasi come soluzione primaria. Concordo meno, ove la perifrasi non possa aiutare, nell’uso della doppia forma per quanto riguarda noi animali umani (es. tutti e tutte) perché non è un’espressione a parer mio inclusiva di chi non si riconosce conforme al sistema del binarismo di genere. Personalmente, dove strettamente necessario, utilizzo lo schwa per il singolare e lo schwa lungo per il plurale. Non credo possa essere una soluzione definitiva, ma al momento penso sia l’opzione migliore dato che, come il trattino (-) questi simboli vengono letti come muti dalle app di lettura automatica dei testi per non vedenti. Elidendo semplicemente l’ultima consonante, il testo può rimanere comprensibile, non creando confusione come fanno invece altri simboli (*, @ o anche la x). Mi piacerebbe questa discussione fosse partecipata e si potessero valutare alternative valide all’uso di simboli che non appartengono normalmente alla nostra lingua, come hai detto tu. Grazie ancora per aver trattato questo tema!

    • Grazie a te Cate per il tuo commento che è molto interessante.

      Il tema del linguaggio utilizzato per la cominicazione dei contenuti che vogliamo trasmettere è fondamentale. Per prima cosa è indispensabile riflettere sul fatto che in quanto persone umane attiviste dobbiamo trovare delle modalità di comunicazione che possano essere facilmente comprensibili per la massa. L’uso di simboli grafico o tipografici, di elementi privi di un suono associato, di lettere non appartenenti al nostro alfabeto o alla nostra cultura, sono senza alcun dubbio un considerevole ostacolo.

      Inoltre certamente le cinconlocuzioni possono risultare difficoltose o a volte pesanti, ma hanno due grandi pregi:

      1) Ci forniscono la possibilità di utilizzare un linguaggio il più possibile inclusivo e rispettoso senza ricorrere all’utilizzo di nuovi strumenti, ma solo utilizzando il linguaggio d’uso comune e quindi di immediata comprensione.

      2) Ci forniscono l’occasione per recuperare un patrimonio lessicale ormai quasi del tutto abbandonato se non addirittura dimenticato. La lingua italiana è molto ricca di sinonimi che potrebbero essere utilizzati per rendere il nostro linguaggio più ricco e al contempo più inclusivo.

      Senza dubbio la forma doppia (come hai evidenziato) è limitata e non è una vera soluzione, ma di sicuro risulta più agevole nell’utilizzo sia nella forma scritta, sia in quella orale.
      Questo fino a quando non si riuscirà ad individuare delle alternative che siano davvero delle soluzioni al problema.

  2. Proposte utili per fare un po’ di chiarezza nel caos che stiamo vivendo! Grazie

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