Il 24 marzo scorso è stato presentato al pubblico un documento a cura della Pontificia Accademia per la Vita (d’ora in poi PAV), nel quale vengono aggiornate le linee guida di tale istituzione in fatto di xenotrapianti. Nel documento in estrema sintesi la PAV – quindi il Vaticano – avalla l’uso del corpo di Animali modificati geneticamente per l’espianto di organi da destinare a trapianti su Umani; coadiuvata da esperti e scienziati compiacenti e dopo aver prodotto una ragguardevole mole di dati e riscontri biomedici, la PAV infatti aggiorna e conferma con maggior convinzione ciò che già aveva affermato in un precedente documento nel 2001, ovvero il proprio nullaosta agli xenotrapianti.
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Antispecismo
“L’idea antispecista” incontro ad Arese (MI)

Attenzione: causa sciopero nazionale del settore ferroviario l’incontro di sabato 10 gennaio ad Arese (MI), presso Vitadacani, è rimandato a data da destinarsi.
Sabato 10 gennaio 2026 dalle ore 20 presso il Parcocanile di Vitadacani (Via Mattei 140, Arese – MI), si terrà l’incontro “L’idea antispecista” con Adriano Fragano.
Ciclo della carne, antispecismo e decrescita. Incontro online

Appuntamento online mercoledì 17 dicembre alle ore 21 a cura di Decrescita Felice Social Network, Associazione Eco-Filosofica, Agenzia di Stampa Pressenza, Associazione Tutto è Uno.
Ciclo della carne, antispecismo e decrescita
con Adriano Fragano e Paolo Scroccaro
a questo link: https://www.youtube.com/@PressenzaItalia/streams
¿En carne propia?
Di recente è stato pubblicato un libro in lingua spagnola dal titolo “Identidades en disputa y sentidos de futuro. Saberes, ideas y lenguajes de las crisis” (USAM Edita, 2025).
Tra i capitoli del libro ne segnalo uno che in qualche modo riguarda il Manifesto Antispecista: ¿En carne propia? Transiciones hacia un estilo de vida vegano e incorporación a activismos antiespecistas, di Patricio Bruno Besana.
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Z.T.L. – Zone Temporaneamente Liberate

Una delle maggiori sfide che la teoria antispecista ci lancia è la sua attuazione concreta nel quotidiano, la sua conseguente e coerente applicazione alle nostre normali attività di Umani. Considerando lo stato delle cose, le difficoltà della messa in pratica dei suoi principi sono oggettivamente rilevanti, tanto da indurci a volte a pensare che non tutto ciò che è stato teorizzato possa in realtà essere declinato nella vita quotidiana, contribuendo così – più o meno consapevolmente – a relegare sempre più l’antispecismo ad una sfera esclusivamente teorica e utopica.
Personalmente non sono in grado di affermare con certezza che l’intera elaborazione teorica antispecista possa avere un riscontro pratico, certamente nell’immediato non è così e ciò è chiaramente dovuto alla nostra condizione attuale di membri una società umana fondata sull’antropocentrismo: condizione che ci impedisce di poter sperimentare liberamente esperienze di vita alternative e nuovi rapporti con gli altri viventi. Tale problematica è dovuta ovviamente ad oggettivi impedimenti nel campo delle pratiche e delle attività umane, ma prima di tutto al concetto e alla visione che abbiamo di noi, del nostro ruolo in seno alla Natura e del mondo che ci circonda.
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Cinque principi
Nel lontano 2007 pubblicai su Veganzetta un articolo dal titolo “Cinque principi” a mio avviso utili per il raggiungimento di una possibile giustizia interspecifica. Tale testo rappresentò il punto di partenza di una reinterpretazione dei cinque principi di P. W. Taylor in chiave antispecista, successivamente inserita nel libro “Manifesto Antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera“.
Ripropongo di seguito il testo originario.
Cinque principi
Il paradigma suggerito dall’antispecismo è la costruzione di una nuova società umana non più verticale come l’attuale, ma orizzontale, dove empatia, giustizia, solidarietà, rispetto, assumono il loro significato più pieno ed inoltre allargato anche a coloro che attualmente non fanno parte della sfera dei “diritti umani”. Pensare ad un futuro dove ogni singolo atto può avere ricadute importanti se non nefaste per altri esseri senzienti o in generale viventi, potrebbe rimanere un puro esercizio di stile, se non si adottassero una serie di criteri pratici e comportamentali utili per allargare la sfera morale anche agli Animali.
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