F.A.Q. N° 10 – Immaginare una società aspecista

F.A.Q. n° 10 tratta dal libro “Proposte per un Manifesto antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera” di Adriano Fragano, NFC Edizioni, 2015. Testo liberamente divulgabile senza modifiche e citando la fonte.


Faq 10 – È possibile immaginare concretamente un esempio di società liberata dallo specismo, o questa visione è destinata a rimanere relegata a una dimensione utopica?

 

Immaginare una società umana liberata dallo specismo è molto difficile, per il motivo che anche le persone antispeciste sono nate e cresciute in un sistema specista, pertanto semplicemente non siamo in possesso dei mezzi sufficienti e necessari, per poter immaginare una società con tali caratteristiche perché condizionate/i dal paradigma specista. A causa di un deficit d’immaginario derivante dalla nostra condizione, possiamo concepire solo parzialmente le ripercussioni dell’idea antispecista sulla società umana futura.

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F.A.Q. N° 9 – Antispecismo e anticapitalismo

F.A.Q. n° 9 tratta dal libro “Proposte per un Manifesto antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera” di Adriano Fragano, NFC Edizioni, 2015. Testo liberamente divulgabile senza modifiche e citando la fonte.


Faq 9 – Qual è, allo stato attuale, il rapporto che intercorre fra l’antispecismo e i suoi sostenitori e il movimento anticapitalista in genere?

 

In linea di principio i rapporti tra anticapitalismo e antispecismo dovrebbero essere molto stretti, per via del fatto che entrambi mirano all’eliminazione delle disuguaglianze e delle ingiustizie seppur con gradi differenti: il primo combatte il sistema economico capitalista e le sue applicazioni sull’esistenza del singolo Umano e sulla società, il secondo combatte la visione antropocentrica e gerarchica fondata sul dominio del più forte nei confronti del più debole, che vige nella società umana che opprime gli Animali, ma anche gli Umani. L’antispecismo è anche anticapitalismo, ma non è vero il contrario.

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F.A.Q. N° 8 – Antispecismo, razzismo, sessismo e fascismo

F.A.Q. n° 8 tratta dal libro “Proposte per un Manifesto antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera” di Adriano Fragano, NFC Edizioni, 2015. Testo liberamente divulgabile senza modifiche e citando la fonte.


Faq 8 – È possibile che gruppi ideologicamente legati a idee conservatrici, reazionarie, sessiste, razziste, fasciste o neonaziste possano dichiararsi antispecisti?


No. La teoria antispecista si basa sul rispetto dell’alterità, del singolo individuo, e concepisce la “diversità” non come un elemento discriminante o come disvalore, ma al contrario come un valore positivo da rispettare. In tal senso ogni pensiero che veicoli una discriminazione e che contribuisca a generare una gerarchizzazione dei viventi, è incompatibile con l’antispecismo.

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Manifesto antispecista nella biblioteca del Gruppo Anarchico Cafiero FAIRoma

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Per interessamento di Raffaele Granito (che ringrazio sentitamente) il libro “Proposte per un Manifesto antispecista” è il primo titolo a comparire nello scaffale dedicato alla liberazione animale della biblioteca del Gruppo Anarchico C. Cafiero FAIRoma.
E’ un vero piacere fare da “apripista”, spero che il libro possa essere utile e che molti altri titoli seguano fino a riempire lo scaffale.

La scoperta dell’acqua calda: la psicologia dello specismo

Laura Matilde Mannino traduce per Peacelink un testo pubblicato dallo psicologo Lucius Caviola a proposito di una sua recente ricerca, che dimostra come lo specismo sia effettivamente un costrutto psicologico e che ha affinità con altre forme di pregiudizio intraumane.
Di seguito il link al testo tradotto, è possibile infine leggere alcune riflessioni su queste ricerche che si potrebbero tranquillamente definire come “la scoperta dell’acqua calda“.
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Pane e antispecismo

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A volte (ma solo in particolari casi) l’antispecismo può diffondersi anche attraverso i gusti, i profumi e i colori della cucina vegetale. Per principio ho sempre evitato di accostare questi due mondi, ma una volta tanto è opportuno fare una doverosa eccezione. Esiste a Savona un ristorantino molto particolare sin dal nome: in’Unzaja. Trattasi di un luogo d’incontro e degustazione di cibo etico e vegetale, fondato e gestito da un piccolo ma agguerrito gruppo (Anna, Michele, Elia e la cagnolina Shiva) che in precedenza aveva dato vita all’esperienza dei Veganierranti.
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