Melaverde news: “Cos’è l’antispecismo?”

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Una definizione di antispecismo pubblicata su Melaverdenews e derivante dal testo del Manifesto antispecista:

L’antispecismo è il movimento filosofico, politico e culturale che lotta contro lo specismo, l’antropocentrismo e l’ideologia del dominio veicolata dalla moderna società umana. L’antispecismo respinge la discriminazione basata sulla specie (specismo) e sostiene che la sola appartenenza biologica ad una specie diversa da quella umana non giustifichi moralmente o eticamente il diritto di disporre della vita, della libertà e del lavoro di un essere senziente. Gli antispecisti lottano affinché gli interessi primari degli animali non umani vengano considerati fondamentali tanto quanto quelli degli umani, cercando di destrutturare e ricostruire la società umana in base a criteri ecocentrici che non causino sofferenze inutili, e di per sé quindi evitabili, alle specie viventi e al pianeta.

Cosa vuol dire essere antispecisti?

Di seguito una proposta di introduzione all’antispecismo da considerarsi come stimolo per successive revisioni. Si attendono commenti, modifiche, critiche e proposte.

Revisione 1.1
(nrd: sono state recepite alcune osservazioni su violenza, democrazia ed antisemitismo)
10 gennaio 2008

“L’antispecismo è il movimento filosofico, politico e culturale che si oppone allo specismo. Come l’antirazzismo rifiuta la discriminazione arbitraria basata sulla diversità razziale umana, l’antispecismo respinge quella di specie e sostiene che la sola appartenenza biologica ad una specie diversa da quella umana non giustifica moralmente o eticamente il diritto di disporre della vita, della libertà e del lavoro di un essere senziente.
L’approccio antispecista ritiene – che le capacità di sentire (di provare sensazioni come piacere e dolore), di interagire con l’esterno, di manifestare una volontà, di intrattenere rapporti sociali, non siano prerogative esclusive della specie umana;
– che l’attribuzione di tali capacità agli animali non umani comporti un cambiamento essenziale del loro status etico, da equiparare a quello normalmente riconosciuto agli individui umani;
– che da ciò debba conseguire una trasformazione profonda dei rapporti tra individui umani ed individui non umani.”

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