F.A.Q. n° 6 – Antispecismo e violenza

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F.A.Q. n° 6 tratta dal libro “Proposte per un Manifesto antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera” di Adriano Fragano, NFC Edizioni, 2015. Testo liberamente divulgabile senza modifiche e citando la fonte.

Faq 6 – Il pensiero antispecista giustifica l’uso di pratiche violente di lotta?

 

No. L’antispecismo non può accettare il principio secondo il quale, per giungere alla liberazione animale e umana, si debbano adottare le stesse metodologie che utilizza la società specista, dominatrice e violenta per mantenere lo stato delle cose. Il fine non giustifica mai i mezzi, pertanto l’utilizzo della violenza nei confronti dei viventi, se non come atto estremo di legittima difesa, non è ammissibile.

 

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F.A.Q. N° 5 – ANTISPECISMO COME MOVIMENTO

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F.A.Q. n° 5 tratta dal libro “Proposte per un Manifesto antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera” di Adriano Fragano, NFC Edizioni, 2015. Testo liberamente divulgabile senza modifiche e citando la fonte.

Faq 5 – Possiamo parlare dell’antispecismo come di un movimento univoco, o è possibile individuare al suo interno visioni, correnti e prospettive differenti?

 

L’antispecismo non è ancora un’ideologia completa e cristallizzata, al contrario è in continuo divenire e, in un arco di tempo relativamente breve, ha compiuto considerevoli mutazioni rispetto all’impianto teorico originario. Non possiamo quindi parlare di un movimento antispecista univoco (e forse non lo sarà mai), perché al suo interno vi sono numerose correnti di pensiero diverse tra loro.

 

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F.A.Q. n° 4 – Antispecismo e animalismo

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F.A.Q. n° 4 tratta dal libro “Proposte per un Manifesto antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera” di Adriano Fragano, NFC Edizioni, 2015. Testo liberamente divulgabile senza modifiche e citando la fonte.

Faq 4 – Quali sono le principali differenze che intercorrono fra animalismo e antispecismo?

 

L’animalismo (soprattutto quello storicamente definito “liberazionista”) è senza dubbio uno dei pilastri su cui si fonda il pensiero antispecista, ma il suo campo d’azione si limita esclusivamente agli Animali non umani. L’antispecismo, in virtù del fatto che anche l’Umano è un Animale, e che lo specismo è anche un fenomeno socio-culturale umano, considera le problematiche della discriminazione, dello sfruttamento e del dominio comprendendo anche la nostra specie e assumendo una posizione politica critica nei confronti della società umana nella sua interezza.
L’antispecismo è anche animalismo, ma non è vero il contrario.

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F.A.Q. n° 3 – Umani e risorse della Terra

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F.A.Q. n° 3 tratta dal libro “Proposte per un Manifesto antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera” di Adriano Fragano, NFC Edizioni, 2015. Testo liberamente divulgabile senza modifiche e citando la fonte.

Faq 3 – Come si configura, in chiave antispecista, il rapporto fra l’Umano e le risorse della Terra?

 

La Terra è la casa comune di tutti i viventi e in quanto tale dovrebbe essere rispettata, protetta e non sfruttata e distrutta come invece accade. Non si dovrebbe parlare di “risorse”, ma di “ricchezze” della Terra da studiare per comprenderne le caratteristiche, da utilizzare per lo stretto necessario in condivisione con gli altri Animali e i viventi in generale.

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F.A.Q. n° 2 – Rapporti con gli altri Animali

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F.A.Q. n° 2 tratta dal libro “Proposte per un Manifesto antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera” di Adriano Fragano, NFC Edizioni, 2015. Testo liberamente divulgabile senza modifiche e citando la fonte.

Faq 2 – Se non siamo più legittimati a pensare che la specie umana valga più delle altre, come dovrebbero cambiare i nostri rapporti con le altre specie viventi?


In un’ipotetica società umana aspecista e liberata i rapporti tra Umani e altri Animali dovrebbero cambiare radicalmente. Nell’ottica del rispetto dell’altra/o, i rapporti interspecifici dovrebbero divenire paritari, orizzontali e di conseguenza spontanei: non regolati secondo il controllo e lo sfruttamento da parte dell’Umano, bensì secondo il minor impatto possibile sugli altri esseri senzienti, che verrebbero considerati in tutto e per tutto “persone non umane”.

 

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