La morte di Rémi Fraisse

Di seguito stralci di un articolo dedicato alla morte del ventunenne attivista ambientalista francese Rémi Fraisse.
Per maggiori informazioni sulla lotta contro il progetto del Testet e sulla morte di Fraisse, si consiglia la lettura di un corposo e dettagliato articolo pubblicato da Infoaut.org che ben spiega quale scempio ambientale sia in atto in Francia.


Fonte: Polisblog.it

Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre 2014 a Testet, in Francia, nei pressi del cantiere della diga di Sivens, Rémi Fraisse, studente 21enne di Tolosa, ha perso la vita durante gli scontri con la polizia mentre protestava contro la diga di Sivens.

Il ragazzo era tra i manifestanti che si oppongono alla costruzione di questo enorme lago artificiale da 1,5 milioni di metri cubi d’acqua che sulla carta dovrebbe servire a irrigare le terre confinanti, ma secondo gli oppositori favorirebbe solo i proprietari terrieri che sviluppano agricoltura intensiva e provocherebbe la distruzione di un habitat naturale che ospita decine di specie protette. Viene definita ZAD, zone à defendre, ossia zona da difendere e sabato è stata teatro dell’ennesimo scontro tra manifestanti e polizia.

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Mike Hill

Mike Hill

 

Sabato 9 febbraio 1991 alle 16 del pomeriggio nel parco di Oulton (Cheshire, Inghilterra), Mike Hill muore durante un’azione anticaccia.
Salito assieme ad altri due attivisti sul rimorchio di pick-up (per impedire la prosecuzione della battuta di caccia) condotto da un cacciatore (Alan Summersgill), viene sbalzato fuori dall’automezzo a causa della guida forsennata del cacciatore che tenta di liberarsene e rimane schiacciato tra l’auto e il suo rimorchio.

Il cacciatore ferma il veicolo solo un miglio dopo l’incidente, quando uno degli altri due attivisti rimasti sul rimorchio dietro il mezzo rompe un finestrino per bloccarlo.
Mentre i due attivisti corrono incontro al corpo schiacciato di Mike, Summersgill fugge insieme ad altri due cacciatori presenti nell’automezzo senza prestare alcun soccorso, solo molto più tardi si consegna alla polizia. Continua a leggere

EXPO 2015 e il business del “benessere animale”

Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” questa è la frase che introduce l’EXPO (Esposizione Universale)  2015 che si svolgerà a Milano dal 1 maggio al 31 ottobre 2015.
Tra le protagoniste dell’evento, oltre alle varie organizzazioni internazionali del settore e multinazionali del settore alimentare e non solo, ci sono due  realtà italiane che è interessante segnalare per le tematiche legate al cosiddetto benessere animale, che stanno adottando per avvolgere le loro attività di una patina etica e una facciata “green”: Slow Food (partner dell’EXPO 2015 insieme a incredibili testimonial come Vandana Shiva e Jeremy Rifkin) e Coop Italia.

Di seguito alcuni interessanti estratti del dossier: “Nessuna faccia buona, pulita e giusta a EXPO 2015” a cura del collettivo Farro&Fuoco – alimenta il conflitto:


Slow Food e benessere animale

Slow Food è attivamente impegnata da molti anni nella promozione di un approccio olistico al cibo e alla agricoltura: le buone pratiche a vantaggio del benessere animale sono un aspetto fondamentale di questo approccio. Esse sono importanti non soltanto perché rispettano gli animali in quanto esseri senzienti, ma anche perché costituiscono un valore aggiunto per gli allevatori, i consumatori e l’ambiente
Il benessere animale secondo Slow Food, Documento di posizione, settembre 2013

Nel menù di Slow Food, da molti anni, non c’è solo il pesce, ma anche l’ottimismo e la passione
..dal sito di Slow Food, alle pagine relative a Slow Fish

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E’ morto Loukanikos, il Cane delle rivolte in Grecia

Loukanikos in action by Jean Housen cropped e1613384983550 - E' morto Loukanikos, il Cane delle rivolte in Grecia

 

Atene, 9 ott. 2014 (TMNews) – E’ morto Loukanikos, detto anche Louk, il cane mascotte delle manifestazioni di Atene, premiato personalità dell’anno 2011 dalla rivista Time, per la sua imperterrita presenza a tutte le proteste di piazza nella capitale greca, dal 2009 al 2012. Ne ha dato notizia il giornale di sinistra Afghi, vicino al partito Syriza, citando un veterinario che lo seguiva e secondo il quale Loukanikos, che significa “salsiccia” in greco, avrebbe inalato troppi gas lacrimogeni. “Le sue interiora erano impregnate dai gas della polizia, il suo corpo pieno di cicatrici di manganellate” sferrate degli agenti.
Due anni fa il cane dal caratteristico pelo fulvo, esausto e malato, si era ritirato a vita privata, adottato da un giovane ateniese che lo aveva ribattezzato “Teodoro”.
È morto nel sonno e “riposa all’ombra di un albero su una collina del centro della capitale”. (fonte afp)


Per maggiori informazioni su Loukanikos: http://it.wikipedia.org/wiki/Loukanikos

Una bellissima galleria fotografica: https://www.theguardian.com/world/gallery/2010/may/06/greece-protest?picture=362292542

In apertura: Loukanikos, fonte Wikipedia

Riposa in pace Loukanikos!

Homeless Veggie Dinner

Homeless Veggie Dinner

 

Fonte Veganzetta


C’è chi considera il veganismo un grande affare economico e commerciale, e chi invece lo utilizza per uno degli scopi per cui è nato: la solidarietà e la giustizia nei confronti dei più deboli.
Homeless Veggie Dinner  è un esempio di come si dovrebbe realmente intendere la filosofia vegan.
Tutto è perfettibile (sarebbe importante che in futuro tutte le portate fossero esclusivamente vegan, questo per essere coerentemente solidali con tutti gli Animali), ma l’attività ideata e svolta da Adam e le persone del suo gruppo è ammirevole, e si spera che anche in Italia nascano progetti del genere. Di seguito una breve intervista, un video, e una galleria fotografica (foto di Homeless Veggie Dinner). Continua a leggere

Come fare un sacco di soldi con la rivoluzione vegana

Come fare un sacco di soldi con la rivoluzione vegana

 

Fonte Veganzetta


La copertina del numero di settembre 2014 della rivista mensile di business Millionarie propone una ragazza bionda, sorridente e nuda, con il corpo completamente dipinto a mo’ di globo terracqueo, e con un cartello che le copre il bacino. Si potrebbe pensare alla solita trovata pubblicitaria sessista che usa il corpo delle donne per attirare l’attenzione (e lo è infatti), ma questa volta c’è anche un elemento in più che vale la pena analizzare: il cartello riposta in inglese la scritta “salva la Terra: diventa vegan“.
Che succede? Uno dei più famosi mensili italiani di business che si occupa di idee e risorse per lanciare nuove attività produttive, commerciali e speculative, si è trasformato in un opuscolo informativo sul veganismo? Nulla di tutto ciò.

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