Quando si parla di liberazioni

Fonte Veganzetta


Quando si parla di liberazioni

Illustrazione di Emy Guerra per Veganzetta

Quando si parla di liberazioni, immediatamente viene in mente l’azione diretta volta a sottrarre gli Animali dai tanti Lager in cui sono rinchiusi, salvandoli così da una (non) esistenza in gabbia trascorsa tra privazioni e maltrattamenti, nell’attesa dell’uccisione per essere trasformati in “prodotti”.

Sono tante le maniere in cui si può mettere in atto una liberazione di questo tipo, ed è importante distinguerne le diverse modalità – principalmente a volto scoperto o coperto – poiché ognuna risponde a strategie diverse e mira a raggiungere obiettivi specifici; soddisfacendo, sempre, la finalità precipua di restituire agli Animali la dignità ed esistenza di cui sono stati privati, talvolta alcune liberazioni riescono a trascendere la contingenza dell’atto stesso, inserendosi e configurandosi entro una più complessa prospettiva d’azione a lungo termine. In questo modo una liberazione non mira “soltanto” (le virgolette sono d’obbligo perché quando si parla di salvare una vita non è mai un “soltanto” ed è sempre un gesto di incalcolabile valore: di fatto il valore di una vita non è misurabile) a salvare alcune vite, ma apre scenari inediti di una diversa considerazione dell’Animale, per un momento sottratto alla finzione di una realtà che solo lo reifica e degrada, per restituirgli la sua preziosa, unica individualità.

Continua a leggere

Soldati vegan

Fonte Veganzetta


Soldati vegan

 

Happy International Vegan Day to all our vegan supporters! In the IDF being vegan is easier than you think!

Così il 1 novembre 2012 la pagina Facebook dell’IDF (Israel Defence Force) salutava le persone umane vegane simpatizzanti dell’esercito israeliano.
La giornata mondiale del veganismo, un appuntamento dedicato a chi non vuole sfruttare, torturare, uccidere gli altri Animali, salutata da uno dei più spietati eserciti d’occupazione del mondo. 
Ma c’è di più: IDF si preoccupa dei propri soldati vegan e per loro crea stivali in similpelle, berretti privi di materiali di origine animale, una cifra integrativa in denaro per i militari che desiderano acquistare cibo vegan, e addirittura il diritto a rifiutare le vaccinazioni di prassi perché testate su Animali.
Che significa tutto ciò? Cosa hanno a che fare la guerra, i bombardamenti, le occupazioni, le armi e la violenza con il veganismo? E come può una persona preoccuparsi della vita di un Cincillà, o di un Topo e poi imbracciare un fucile e sparare contro un Umano?
Questo non è il veganismo che vogliamo, non è nemmeno veganismo, al massimo si tratta di veganwashing. E’ l’aberrazione di un’idea non violenta, libertaria ed egualitaria. Un’aberrazione da rifiutare e combattere perché una persona umana vegana non ammazza nessuno, Umani compresi: no agli stivali vegan per calpestare gli altri.

Chiude l’ultimo lager di Cincillà d’Italia

Chiude l’ultimo lager di Cincillà d’Italia

 

Fonte: Essere Animali

Pegoraro Cincillà, ultimo allevamento di cincillà da pelliccia in Italia, HA CHIUSO.
Ne abbiamo avuto conferma sicura e definitiva.

Non ci fidavamo di quanto Pegoraro scrivesse sul proprio sito o di altre sue testimonianze, visto che in passato aveva già finto la chiusura per evitare proteste. Ma adesso sappiamo con certezza e abbiamo constatato che l’attività è cessata e il capannone in cui per decenni ha ucciso migliaia di cincillà per farne pellicce è completamente vuoto.
Adesso in quel capannone in provincia di Padova regna il silenzio ed è stata posta la parola fine ad un altro pezzo di storia dello sfruttamento animale.


Foto: uno dei 53 cincillà liberati dall’allevamento Pegoraro nel gennaio 2011 a seguito di un’azione A.L.F.
fonte anonima. Galleria fotografica completa: https://www.flickr.com/photos/58854078@N04/

Il dolore della Natura

Da un’intervista rilasciata da Anna Maria Ortese a Goffredo Fofi per Linea d’ombra (1996)

Solo chi ce l’ha, sa davvero cos’è il dolore. Sì, è vero, un qualche dolore, una qualche infelicità l’hanno tutti. E allora? Allora si tratta di aiutare tutti, di non dire mai di no a uno che ha bisogno di aiuto, di essere intimamente pronti ad aiutare, sempre. C’è anche il dolore della natura di cui tenere conto, che è immenso; pensiamo soltanto agli allevamenti di animali, a tutte quelle creature tenute rinchiuse per poterle uccidere, pensiamo al dolore degli animali. Sarebbe meglio rinunciare a tutto, piuttosto che condividere queste colpe, o tollerarle. Per salvare il mondo c’è bisogno della nostra responsabilità, per salvare noi stessi dobbiamo responsabilizzarci verso il mondo. La creazione è tarata, ma si può correggerla. Però non bisogna perdere tempo, il tempo che ci resta è poco, la natura sta morendo.

Veganzetta al Vegan Circus Fest 2014

Fonte Veganzetta


Conferenza:

Il veganismo etico come strumento di lotta alla società dei consumi

Relatore: Adriano Fragano – Veganzetta
sabato 12 luglio 2014, ore 18.30 – area ostello Casale della mora Vegan Circus Fest – Vignola (MO)

Con l’occasione sarà distribuita la versione cartacea di “Proposte per un Manifesto antispecista”

Manifesto antispecista a Caltell’Azzara. Il video

Fonte: http://associazionedideeonlus.wordpress.com/2014/06/23/manifesto-antispecista-a-castellazzara-il-video


Alcune delle impressioni ricavate durante la nostra partecipazione ad EcoCompatibilmente Fest (www.compartir.it/eco) a Castell’Azzara (GR) un evento al quale abbiamo contribuito con una presentazione sulla filosofia antispecista ripresa e rielaborata dalla pubblicazione Proposte per un Manifesto Antispecista.

Il dibattito che ha seguito la presentazione ci ha messo di fronte a due criticità.

Continua a leggere