F.A.Q. N° 10 – Immaginare una società aspecista

F.A.Q. n° 10 tratta dal libro “Proposte per un Manifesto antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera” di Adriano Fragano, NFC Edizioni, 2015. Testo liberamente divulgabile senza modifiche e citando la fonte.


Faq 10 – È possibile immaginare concretamente un esempio di società liberata dallo specismo, o questa visione è destinata a rimanere relegata a una dimensione utopica?

 

Immaginare una società umana liberata dallo specismo è molto difficile, per il motivo che anche le persone antispeciste sono nate e cresciute in un sistema specista, pertanto semplicemente non siamo in possesso dei mezzi sufficienti e necessari, per poter immaginare una società con tali caratteristiche perché condizionate/i dal paradigma specista. A causa di un deficit d’immaginario derivante dalla nostra condizione, possiamo concepire solo parzialmente le ripercussioni dell’idea antispecista sulla società umana futura.

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Il mito del ribelle non aiuta la liberazione animale

pig 1249586 640 - Il mito del ribelle non aiuta la liberazione animale

 

A noi Umani sono sempre piaciute le figure eroiche e ribelli perché in definitiva soddisfano una nostra propensione al romanticismo, osando ciò che generalmente noi non siamo disposti ad osare. Non fa eccezione il mondo animalista e antispecista (pur sempre formato da Umani), che ha preso a considerare sempre più quegli Animali che trovano la forza di ribellarsi e di fuggire alla sorte decisa dai loro aguzzini umani. Certo chi tra gli Animali si difende, attacca o scappa per salvarsi la vita, attira sempre simpatie e solidarietà, tanto da giungere ad assumere addirittura un’identità: smette di essere un numero, un oggetto o un corpo destinato a fornire reddito, per divenire un soggetto: un individuo.

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Latte a fiumi sulle strade di Sardegna

Fiumi di latte di Pecora scorrono per le strade e nei canali in Sardegna ormai da molti giorni. I pastori sardi sono in rivolta a causa del prezzo troppo basso del latte e come metodo di lotta per attirare l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica, non hanno trovato di meglio che gettare sull’asfalto quello che ritengono essere il frutto del loro duro lavoro.
La diatriba è tra allevatori e filiera produttiva casearia, con lo Stato chiamato in causa dai primi a fare da mediatore. Insomma una questione squisitamente economica e commerciale per spuntare un miglior prezzo per litro dell’”oro bianco” della Sardegna, che però ha anche dei chiari risvolti culturali ed identitari. Continua a leggere