Homeless Veggie Dinner

Homeless Veggie Dinner

 

Fonte Veganzetta


C’è chi considera il veganismo un grande affare economico e commerciale, e chi invece lo utilizza per uno degli scopi per cui è nato: la solidarietà e la giustizia nei confronti dei più deboli.
Homeless Veggie Dinner  è un esempio di come si dovrebbe realmente intendere la filosofia vegan.
Tutto è perfettibile (sarebbe importante che in futuro tutte le portate fossero esclusivamente vegan, questo per essere coerentemente solidali con tutti gli Animali), ma l’attività ideata e svolta da Adam e le persone del suo gruppo è ammirevole, e si spera che anche in Italia nascano progetti del genere. Di seguito una breve intervista, un video, e una galleria fotografica (foto di Homeless Veggie Dinner). Continua a leggere

Come fare un sacco di soldi con la rivoluzione vegana

Come fare un sacco di soldi con la rivoluzione vegana

 

Fonte Veganzetta


La copertina del numero di settembre 2014 della rivista mensile di business Millionarie propone una ragazza bionda, sorridente e nuda, con il corpo completamente dipinto a mo’ di globo terracqueo, e con un cartello che le copre il bacino. Si potrebbe pensare alla solita trovata pubblicitaria sessista che usa il corpo delle donne per attirare l’attenzione (e lo è infatti), ma questa volta c’è anche un elemento in più che vale la pena analizzare: il cartello riposta in inglese la scritta “salva la Terra: diventa vegan“.
Che succede? Uno dei più famosi mensili italiani di business che si occupa di idee e risorse per lanciare nuove attività produttive, commerciali e speculative, si è trasformato in un opuscolo informativo sul veganismo? Nulla di tutto ciò.

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Jake Conroy degli SHAC 7 a Milano

shac7 e1411025810707 - Jake Conroy degli SHAC 7 a Milano

 

Si segnalano due appuntamenti interessanti per domenica 21 settembre 2014 a Milano presso Villa Vega Occupata in via Litta Modignani, 66.


Domenica 21 settembre 2014 – Ore 14 (puntuali!) incontro/dibattito con Jake Conroy degli SHAC 7 (Usa):
“Imparare dalle esperienze: guardarsi indietro per capire come andare avanti”:

Gli anni ’90 hanno visto la crescita di un forte movimento radicale di base negli Stati Uniti e a livello internazionale, che ha raggiunto il suo culmine in una delle più significative campagne nella storia del movimento per la liberazione animale ‘Stop Huntingdon Animal Cruelty’ (SHAC), la campagna per chiudere il laboratorio di vivisezione Huntingdon Life Sciences. Partendo da un’analisi degli ultimi 20 anni di attivismo possiamo ragionare su come si sono raggiunti determinati risultati e quali fattori hanno invece fermato alcune lotte: la presentazione tenterà di offrire spunti per tornare a creare un movimento di liberazione animale strategicamente efficace.

Domenica 21 settembre 2014 – Ore 16: Presentazione del dossier ‘Nessuna faccia buona, pulita e giusta a EXPO 2015? a cura del gruppo ‘Farro&Fuoco – Alimenta il conflitto’:

Un lavoro di documentazione e approfondimento sui retroscena del grande evento milanese, EXPO 2015, e delle devastanti ‘grandi opere’ connesse, che unisce analisi del discorso pubblico, politiche economiche e strategie di marketing incentrate sul tema del ‘benessere animale’. Poiché questo evento lungo sei mesi si strutturerà attorno al tema dell’alimentazione, della produzione di cibo ed energia -tutto riassunto nello slogan ‘Nutrire il pianeta, Energia per la vita’- nel dossier vengono analizzati i principali partner di Expo che ne sostanziano questo tema: Slow Food, Coop Italia e Eataly. Tre esempi di capitalismo che si presenta come ‘umano, sostenibile, di sinistra e verde’, che strizza apparentemente un occhio al ‘benessere animale’ e al rispetto dell’ambiente per renderlo più digeribile alla vasta platea di elettori-tesserati-consumatori, ma che in realtà -sotto il velo della propaganda- perpetra una infida e pericolosa opera di dominazione e sfruttamento.


Il dossier Nessuna faccia buona, pulita e giusta a EXPO 2015 è liberamente scaricabile in formato .pdf (900 kb)

Daniza e le altre madri

Fonte Veganzetta


L’Orsa Daniza è stata ammazzata. Era una madre coraggiosa, fino all’ultimo ha tentato di trarre in salvo i suoi piccoli, accudendoli, guidandoli nei boschi, tenendoli lontani dalle trappole umane, dimostrando un’intelligenza di molto superiore rispetto a quella chi ha tentato per molto tempo invano di catturarla.
Alla fine ha dovuto cedere, perché anche l’essere più coraggioso e risoluto di fronte a un fucile è destinato a soccombere: la violenza schiaccia ogni cosa, la frantuma e la svilisce. Lascia due cuccioli di pochi mesi, incapaci di badare a se stessi, anche loro destinati a una fine crudele: condannati da schiere di idioti che credono fermamente di avere il diritto, e di poter essere in grado, di controllare la Natura e le vite degli altri.
I motivi di questa  morte – ampiamente annunciata – sono molti: economici, politici, commerciali, culturali e via discorrendo, tutti motivi che lei non comprendeva, perché fortunatamente apparteneva a un altro mondo concettualmente lontano da quello che ci siamo costruiti artificialmente noi. Daniza aveva un compito, e ha tentato di portarlo a termine. Altro per lei non contava.  
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Liberación animal más allá del veganismo

Liberación animal más allá del veganismo

 

Roberto Lemes ha scritto un libro edito da Dskntrl ediciones di Barcellona semplice e agile su una questione che sta divenendo sempre più di attualità: l’esplosione del veganismo che diviene sempre più fenomeno di massa, e i rapporti tra le persone vegane e il consumismo della società capitalistica.
Uscito da un ambito di nicchia, il veganismo rischia di perdere la propria portata rivoluzionaria originaria, a tutto vantaggio delle leggi di mercato e delle logiche capitalistiche, Lemes fornisce in quattro capitoli una serie di spunti di riflessione utili all’avvio di un dibattito.
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Nuova revisione di “Proposte per un Manifesto antispecista”

Nuova revisione di “Proposte per un Manifesto antispecista”

 

Il testo aperto di “Proposte per un Manifesto antispecista” è stato aggiornato alla revisione 13 e pubblicato in data 6 settembre 2014.

La nuova revisione recepisce il suggerimento da parte di un lettore di inserire una nota esplicativa relativa al termine “painista” utilizzato nel testo.
La nota si è resa necessaria per spiegare a chi legge cosa sia il principio del painismo, termine coniato da Richar Ryder.
E’ possibile leggere in vari formati e scaricare gratuitamente “Proposte per un Manifesto antispecistaa questo indirizzo