25 aprile antispecista 2020

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La data del 25 aprile ha assunto nel tempo una connotazione molto più ampia e complessa rispetto all’originale. Non si tratta più “solamente” della commemorazione della liberazione dell’Italia dal regime fascista e dal nazismo (commemorazione sempre più indispensabile, urgente e doverosa), ma è divenuta l’occasione per una rivendicazione pubblica di un concetto di libertà finalmente più allargato e comprensivo. Di una lotta contro l’oppressione, l’ingiustizia e il fascismo in molte altre loro forme e declinazioni.
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La Iena in catene, il selvaggio da civilizzare, la donna da possedere e la terra da colonizzare

Tra le numerose fotografie esposte in una interessante mostra che si è tenuta a Treviso (gennaio-febbraio 2018) nel Salone dei 300 dal titolo eloquente “Ascari & Schiavoni – Il razzismo coloniale a Treviso”, ve ne erano alcune di particolare rilievo.
La prima intitolata “Iena”, venne scattata da Antonino Capolongo in Tripolitania – Libia nel 1933 (archivio Iveser, Venezia) e ritraeva per l’appunto una Iena incatenata e tenuta ferma da un “selvaggio africano”.
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Lo specismo non è un’isola: antispecismo, animalismo e fascismo

Si riceve da Asamblea Antiespecista de Madrid e condividendone in pieno i contenuti si divulga:


Riflessioni sulle posture apolitiche, l’irruzione del fascismo e il “va bene tutto” nei movimenti animalisti.


LO SPECISMO NON È UN’ISOLA

Considerando che non esiste un movimento animalista come tale, ma una gran varietà d’individui e gruppi con diverse tendenze, metodi e addirittura obiettivi, vogliamo mettere al centro della discussione qualcosa che crediamo che sia comune e fondamentale per qualunque persona che si preoccupi della situazione degli altri animali nella nostra società: preoccuparsi per una situazione ingiusta, prendere una posizione rispetto alla questione e iniziare una lotta attiva per cambiare questa situazione, comporta infatti scegliere una posizione e una prassi politica.
Nel caso antispecista, questa posizione si traduce nel dar priorità a questioni fondamentali come il rispetto verso la vita e la libertà degli altri individui, al di là di questioni arbitrarie e al di là di leggi e privilegi.
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Libertà senza limiti di specie

Agli inizi del ‘900 il sindacalista e pacifista americano Eugene V. Debs affermava:

finché ci sarà una classe inferiore, io ne farò parte. Finché ci saranno dei criminali, io sarò uno di loro. Finché ci sarà un’anima in prigione, io non sarò libero“.

Quello di Debs era un appello alla libertà e all’uguaglianza che rimane a tutt’oggi lettera morta.
Come ogni anno l’antispecismo italiano festeggia il 25 aprile: la liberazione dal nazi-fascismo, dall’oppressione, dalla tirannia, dal dominio del più forte sul più debole; ma lo spirito con cui lo festeggia possiede un respiro molto più ampio rispetto a quello del concetto di liberazione percepito dal senso comune, e non potrebbe essere altrimenti.
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Vegano, antispecista, antifascista e morto

Il problema delle infiltrazioni fasciste all’interno di realtà antispeciste e animaliste che è tipico dell’attivismo italiano, comincia ad affacciarsi in molti altri Paesi.
Prova ne è l’uccisione di un diciottenne in Francia (vegano, antispecista e antifascista) ad opera di un gruppo di fascisti, un delitto di cui si parla nel comunicato ad opera del Coordinamento Fermare Green Hill e ripreso da Veganzetta che è possibile leggere di seguito.
La questione già evidenziata da anni da Manifesto antispecista e Veganzetta pare ora assumere proporzioni sempre maggiori e preoccupanti. Le cause sono molteplici e note, ma è palese che non vi sia una volontà unanime di affrontare tale tematica e trovare una soluzione condivisa.
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L’assurdo: Antispecisti di destra

Di seguito un dossier dal titolo “Antispecisti di destra?” sui recenti fenomeni di infiltrazione di gruppi neofascisti o più genericamente di destra all’interno del movimento antispecista. Un’esauriente disquisizione sull’impossibilità dell’accostamento tra destra ed antispecismo.

www.veganzetta.org/?p=698