Cos’è l’Animal Liberation Front?

Cos’è l’Animal Liberation Front?

 

Si parla molto e molto a sproposito di liberazione animale e dell’Animal Liberation Front (A.L.F.), di seguito alcune informazioni dalla rete che chiunque può reperire, ma che è sempre bene ribadire.


Animal Liberation Front (A.L.F.) – Frequently Asked Questions
by the North American A.L.F. Supporters Group

What is the Animal Liberation Front?

The Animal Liberation Front (A.L.F.) carries out direct action against animal abuse in the form of rescuing animals and causing financial loss to animal exploiters, usually through the damage and destruction of property.

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La sopravvivenza di Visoni nati in cattività e reinseriti in natura

Fonte Veganzetta


Un interessante documento pubblicato nel 2009 dal periodico Biological conservation che illustra con dovizia di dati una ricerca durata ben otto anni su un piccolo gruppo di Visoni europei (Mustela lutreola) nati in cattività e reintrodotti in natura dopo essere stati muniti di radio-collare.

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Liberati 2 mila Visoni in Romagna!

Fonte: Corriereromagna.it


DI NOTTE A SAN MARCO
Blitz degli animalisti nell’allevamento di visoni Liberati 2mila esemplari

RAVENNA. Chi ha agito verosimilmente intendeva salvare gli animali da morte certa; tra una ventina di giorni, infatti, molti dei 2mila visoni presenti nell’allevamento di San Marco sarebbero stati abbattuti per ricavarne la preziosa pelliccia. Ma le bestiole rischiano di pagare quell’inaspettata libertà con la vita. Si tratta infatti di esemplari nati in cattività che non sono in grado di sopravvivere perché incapaci di alimentarsi e abbeverarsi allo stato brado. Tanto che alcuni animali sono stati ritrovati morti, mentre altri potrebbero fare la stessa fine, vittime degli stenti o investiti dalle auto in transito.
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Solidarietà a cinque persone umane attiviste svedesi

Solidarietà a cinque persone umane attiviste svedesi

 

Si riceve e si pubblica:


Il 15 di ottobre 3 attivisti e 2 attiviste svedesi sono state arrestati/e con oltre 15 capi d’accusa, tutti relative ad azioni contro allevamenti di animali da pelliccia avvenute in Svezia negli ultimi due anni.

Dopo 3 giorni uno degli attivisti è stato rilasciato, gli/le altri/e sono ancora in carcere in attesa del processo.

In Svezia come, sfortunatamente, in molti altri paesi l’industria della pelliccia dopo un periodo di declino sta tentando di recuperare terreno, grazie soprattutto alle possibilità di profitto offerte dall’esportazione verso paesi come Russia e Cina.

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Animali persone non umane

Fa piacere vedere che si comincia – anche sui media cosiddetti mainstream – a parlare degli Animali come di “persone non umane“, cosa che il Manifesto Antispecista propone già da anni.

Alcuni esempi possono essere la recente ricerca di uno studioso americano sui sentimenti dei Cani: www.veganzetta.org/?p=4156
La notizia del funerale a Porto Rico di un Cane deceduto e considerato come parte integrante della famiglia: www.veganzetta.org/?p=4125
La posizione di un biologo brasiliano sugli Scimpanzé e sui loro “diritti e doveri”: www.corriere.it/animali/10_agosto_10/diritti-scimpanze_7bd6e19e-a47a-11df-81a0-00144f02aabe.shtml
La decisione del Ministero dell’Ambiente e delle Foreste indiano che vieta i delfinari definendo i Delfini come “persone non umane”: www.corriere.it/animali/13_luglio_20/india-delfini-persone-non-umane-al-bando-delfinari_9937a7fc-f137-11e2-a0d2-06346f734deb.shtml

Nel testo di “Proposte per un Manifesto antispecista” si suggerisce infatti:

che l’esistenza di tali capacità negli Animali comporti un cambiamento essenziale del loro status etico, facendoli divenire “persone non umane”, o conferendo loro uno status equivalente qualora il concetto di persona non risultasse pienamente utilizzabile, opportuno o condivisibile

Alcune considerazioni sono però d’obbligo.

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Liberati centinaia di Beagle dall’Istituto Royal (Brasile)

Fonte Animal Equality Italia


Sulla pagina Facebook dell’associazione si scrive.

Un gruppo di attivisti del Fronte Antivivisezionista in Brasile, durante una protesta di fronte all’Istituto Royal, è riuscito ad entrare nella struttura e a liberare centinaia di cani beagle, ratti e conigli, tutti vittime della sperimentazione.

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