La ribellione di Tyke

Fonte Veganzetta


20 anni fa nell’agosto del 1994 nelle isole Hawaii, Tyke, un Elefante femmina, dopo aver subito una vita di soprusi e maltrattamenti, durante uno spettacolo si ribella con violenza ai suoi aguzzini e scappa dal Circo Internazionale di Honolulu dove era costretta a esibirsi. Verrà uccisa da ben 86 colpi di fucile sparati dai poliziotti intervenuti per fermarlo, dopo un’inseguimento di circa 30 minuti per le strade cittadine.

Tyke muore accasciandosi su di un’auto in sosta cercando disperatamente fino alla fine di rimettersi in piedi per riprendere la fuga. Prima della tragedia del ’94, Tyke cercò altre due volte di scappare dalla schiavitù a cui era costretta. Il suo ultimo tentativo le fu fatale, ma lo fu anche per il suo aguzzino (Allen Campbell, il domatore di Elefanti che torturò Tyke per anni) che venne ucciso dalla sua furia.
Tyke divenne negli USA l’emblema della sofferenza degli Animali nei circhi.
Con il drammatico video girato durante la sua fuga, intendiamo ricordarla.

 

La fine della Campagna SHAC

Fonte Veganzetta


banner closing - La fine della Campagna SHAC

 

La Campagna SHAC (Stop Huntingdon Animal Cruelty) chiude. Questo è il comunicato che di recente è comparso nella home page del sito web ufficiale, e che si può leggere di seguito tradotto in italiano da Silvia Pepe per Veganzetta.

SHAC è stata realmente una delle campagne di pressione e protesta animalista più importanti al mondo: le attività contro la Huntingdon Life Sciences, una multinazionale responsabile della tortura e della morte di milioni di Animali sottoposti a crudeli test, sono state tante e tali da scatenare una pesante reazione soprattutto da parte del Governo inglese che ha ripetutamente colpito negli anni, con chiaro intento persecutorio e mediante leggi speciali liberticide,  attiviste e attivisti costretti a subire numerosi processi civili e penali, restrizioni, perquisizioni, pene pecuniarie e condanne detentive. Alcune informazioni sulla vicenda possono essere reperite al sito web http://shacmadehistory.noblogs.org/  Continua a leggere

Intervista a un’imputata nel processo Green Hill a Radio Blackout

Il 10 giugno 2014 Luana Martucci imputata nel processo Green Hill per la liberazione avvenuta nel 2012, è stata intervistata da Radio Blackout.
L’intervista può essere ascoltata per intero visitando il link di seguito.
Buon ascolto.


https://radioblackout.org/podcast/intervista-ad-unimputata-del-processo-greenhill-puntata-del-10-6-14/

Quando si parla di liberazioni

Fonte Veganzetta


calamaro - Quando si parla di liberazioni

Illustrazione di Emy Guerra per Veganzetta

Quando si parla di liberazioni, immediatamente viene in mente l’azione diretta volta a sottrarre gli Animali dai tanti Lager in cui sono rinchiusi, salvandoli così da una (non) esistenza in gabbia trascorsa tra privazioni e maltrattamenti, nell’attesa dell’uccisione per essere trasformati in “prodotti”.

Sono tante le maniere in cui si può mettere in atto una liberazione di questo tipo, ed è importante distinguerne le diverse modalità – principalmente a volto scoperto o coperto – poiché ognuna risponde a strategie diverse e mira a raggiungere obiettivi specifici; soddisfacendo, sempre, la finalità precipua di restituire agli Animali la dignità ed esistenza di cui sono stati privati, talvolta alcune liberazioni riescono a trascendere la contingenza dell’atto stesso, inserendosi e configurandosi entro una più complessa prospettiva d’azione a lungo termine. In questo modo una liberazione non mira “soltanto” (le virgolette sono d’obbligo perché quando si parla di salvare una vita non è mai un “soltanto” ed è sempre un gesto di incalcolabile valore: di fatto il valore di una vita non è misurabile) a salvare alcune vite, ma apre scenari inediti di una diversa considerazione dell’Animale, per un momento sottratto alla finzione di una realtà che solo lo reifica e degrada, per restituirgli la sua preziosa, unica individualità.

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Soldati vegan

Fonte Veganzetta


idf 1024x689 - Soldati vegan

 

Happy International Vegan Day to all our vegan supporters! In the IDF being vegan is easier than you think!

Così il 1 novembre 2012 la pagina Facebook dell’IDF (Israel Defence Force) salutava le persone umane vegane simpatizzanti dell’esercito israeliano.
La giornata mondiale del veganismo, un appuntamento dedicato a chi non vuole sfruttare, torturare, uccidere gli altri Animali, salutata da uno dei più spietati eserciti d’occupazione del mondo. 
Ma c’è di più: IDF si preoccupa dei propri soldati vegan e per loro crea stivali in similpelle, berretti privi di materiali di origine animale, una cifra integrativa in denaro per i militari che desiderano acquistare cibo vegan, e addirittura il diritto a rifiutare le vaccinazioni di prassi perché testate su Animali.
Che significa tutto ciò? Cosa hanno a che fare la guerra, i bombardamenti, le occupazioni, le armi e la violenza con il veganismo? E come può una persona preoccuparsi della vita di un Cincillà, o di un Topo e poi imbracciare un fucile e sparare contro un Umano?
Questo non è il veganismo che vogliamo, non è nemmeno veganismo, al massimo si tratta di veganwashing. E’ l’aberrazione di un’idea non violenta, libertaria ed egualitaria. Un’aberrazione da rifiutare e combattere perché una persona umana vegana non ammazza nessuno, Umani compresi: no agli stivali vegan per calpestare gli altri.

Chiude l’ultimo lager di Cincillà d’Italia

cincilla - Chiude l'ultimo lager di Cincillà d'Italia

 

Fonte: Essere Animali

Pegoraro Cincillà, ultimo allevamento di cincillà da pelliccia in Italia, HA CHIUSO.
Ne abbiamo avuto conferma sicura e definitiva.

Non ci fidavamo di quanto Pegoraro scrivesse sul proprio sito o di altre sue testimonianze, visto che in passato aveva già finto la chiusura per evitare proteste. Ma adesso sappiamo con certezza e abbiamo constatato che l’attività è cessata e il capannone in cui per decenni ha ucciso migliaia di cincillà per farne pellicce è completamente vuoto.
Adesso in quel capannone in provincia di Padova regna il silenzio ed è stata posta la parola fine ad un altro pezzo di storia dello sfruttamento animale.


Foto: uno dei 53 cincillà liberati dall’allevamento Pegoraro nel gennaio 2011 a seguito di un’azione A.L.F.
fonte anonima. Galleria fotografica completa: https://www.flickr.com/photos/58854078@N04/