Tre passi avanti e due indietro. Una risposta a Caffo

Fonte: Asinusnovus


di Marco Maurizi

Sono rimasto molto sorpreso, e negativamente, dall’articolo di Leonardo Caffo intitolato Il terzo antispecismo. Stato dell’arte e proposta teorica, pubblicato sul blog “minima et moralia”. Leggere Caffo è sempre una ventata di novità, si percepisce una ricerca – spesso quasi un’esigenza viscerale – di nuove strade e questo è un’ottima cosa, soprattutto in un ambiente, come quello “animalista”, dove c’è un po’ troppo la tendenza a fossilizzarsi su slogan ripetuti ad nauseam. Lo stile ironico dell’autore, poi, rende la lettura sempre piacevole, il che non guasta. Purtroppo in questo caso l’articolo, nonostante un promettente inizio, cede ad una vis polemica che manca clamorosamente il suo oggetto e rischia di confondere invece che di chiarire la posta in gioco degli attuali dibattiti interni all’antispecismo. Insomma, ciò che manca in questo intervento è proprio un’adeguata ricognizione dello “stato dell’arte”, inadeguatezza che rende anche la “proposta teorica” alquanto dubbia nelle premesse e nelle conseguenze.
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Sulla bestialità della “specie eletta”

Fonte: www.contra-versus.net/antispecismo.html


L‘industrialismo capitalistico ha condotto al punto più estremo il rapporto di dominio della specie umana sulle altre sviluppatosi con la civilizzazione. Il nostro rapporto con le altre specie è solamente incentrato oramai sullo sterminio sistematico e scientifico delle stesse attraverso in particolare gli allevamenti intensivi. Se dovessimo considerare inevitabile, necessario dunque permanente l’attuale sterminio in “campi” a ciò predisposti di circa cinquanta miliardi di animali d’allevamento sul pianeta, allora non potremmo non considerarci identici ad una qualunque specie “parassita”. E’ però tutta da dimostrare tale impellenza. Essa lo è alla stessa stregua di quanto lo è l’attuale sistema di trasporto privato o di quanto lo è la produzione di cereali in gran parte destinati agli allevamenti intensivi.  In realtà v’è un’apparenza di raziocinio che fa orrore perché orrore produce.
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Edmondo Marcucci (1900-1963), vegetariano e antispecista ante litteram

Fonte: Notizie-radicali.it


Di Francesco Pullia

Dopo anni di lungo e ingiustificato silenzio, sembra finalmente destarsi meritato interesse per la figura di Edmondo Marcucci (1900-1963). In attesa che Carocci pubblichi in autunno, a cura di Amoreno Martellini, la corrispondenza (centocinquanta lettere dal 1941 al 1963) con Aldo Capitini, le Edizioni dell’Asino hanno ristampato da poco un suo prezioso libretto con una bella prefazione dello stesso Fofi, un’altrettanto lucida postfazione di Annamaria Manzoni, alcune pagine di estrapolate da testi di Aldo Capitini e un’interessante appendice.
Scritto nel 1953, “Che cos’è il vegetarismo?” è tutto incentrato, con grande anticipo rispetto ai nostri tempi, sulla necessità d’impostare un diverso rapporto tra la specie umana e le altre, riflettendo, tra l’altro, sull’illegittimità delle sofferenze inferte dall’uomo agli altri animali.
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Clauberg

Clauberg - Clauberg

 

Fonte Nemesi Animale


“Il quadro complessivo della personalità di Clauberg che emerge dalla sua attività di sperimentatore ad Auschwitz è la convinzione autoassolutoria, condivisa da altri medici nazisti, che egli ebbe di operare come scienziato secondo i fini della medicina per il bene di molti, per l’interesse dello Stato, sacrificando non alcuni esseri umani, comunque destinati a morire nelle camere a gas, ma semplici strumenti per il progresso scientifico”

Queste parole si riferiscono a Carl Clauberg, stimato ginecologo che torturò, seviziò e infine uccise un numero inquantificabile di persone nel campo di concentramento nazista di Auschwitz.
Le sue ricerca sull’infertilità portarono alla sviluppo di farmaci utilizzati ancora oggi e di tecniche che, a distanza di 70 anni sono ancora attualissime (come il comunissimo test di Clauberg, appunto).

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Specismo, antispecismo classico e antispecismo politico

Un articolo esplicativo sul alcune visioni e tendenze contemporanee interne all’antispecismo.
La divisione in fazioni e la tendenza a escludere approcci differenti al medesimo argomento, è uno dei maggiori problemi che si riscontrano attualmente in ambito antispecista. Pare sia ancora difficile concepire la “circolarità” e l’unicità dell’idea antispecista, vista la tendenza di vari autori, gruppi e associazioni a seguire sempre e solo una delle visioni che caratterizzano l’antispecismo, ignorando e spesso contrastando le altre.

Si ringrazia l’autore per aver citato Manifesto Antispecista.


Fonte: www.animalstation.it/specismo-antispecismo-classico-e-antispecismo-politico
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