Un voto per gli Animali?

Pare esserci un grande interesse ultimamente nei confronti delle tematiche animaliste e addirittura antispeciste da parte della politica partitica. I programmi in vista di primarie e votazioni di varia natura, si arricchiscono di argomentazioni in favore degli Animali.
Alcuni partiti, o singoli politici, si spingono addirittura a stigmatizzare l’antropocentrismo.
E’ importante ricordare che la società che l’antispecismo desidera ardentemente, non è costituita da strutture e sovrastrutture sociali che rappresentano qualcuno, non ci sono apparati e organi che si occupano del governo della “cosa pubblica”, non ci dovrebbe essere manco lo Stato a dirla tutta.
Chi tra i politici di professione, e chi a nome di un partito politico parla di antispecismo, dovrebbe al limite farlo a titolo personale. L’antispecismo non può entrare a far parte di alcun programma di partiti politici istituzionali, non dovrebbe essere argomento di discussione in vista di elezioni, perché semplicemente è un’idea in antitesi con l’attuale modello di governo della società umana.

Si propone un articolo pubblicato su Veganzetta che riguarda tale questione.

Il corteo antispecista che vorremmo

Fonte: www.veganzetta.org


Il corteo antispecista che vorremmo dovrebbe essere un corteo coeso, compatto e deciso, un corteo pieno di cartelloni, frasi e testi inneggianti alla liberazione animale e alla fine dello specismo della società umana; dovrebbe essere un corteo di persone umane libere e informate, che leggono, che pensano, che si scambiamo opinioni e idee, che si confrontano e – perché no? – che si scontrano per sostenere un’idea, ma sempre tenendo presente l’obiettivo finale, e sempre con la consapevolezza che mai nessun fine giustifica i mezzi.
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L’associazione Ex Lavanderia adotta il Manifesto antispecista

exlavanderia - L'associazione Ex Lavanderia adotta il Manifesto antispecistaUn sentito ringraziamento all’associazione Ex Lavanderia di Roma per aver inserito nella sua identità di associazione anche le istanze antispeciste adottando il testo di Manifesto antispecista:

http://www.exlavanderia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=353:cultura-antispecista&catid=104:antispecismo&Itemid=99

Incontro di Liberazione Animale 2012

banner vert 2 small - Incontro di Liberazione Animale 2012

Incontro di Liberazione Animale
31 Agosto – 1 e 2 Settembre 2012.
Luogo da definire

In questi ultimi due anni alcune campagne contro lo sfruttamento animale e alcuni gruppi antispecisti hanno suscitato un aumento dell’interesse e della partecipazione. In particolare la lotta contro la vivisezione si sta amplificando, e l’interesse suscitato da questa che da molti è considerata la più orribile delle torture, sta cominciando ad aprire gli occhi anche su tutti gli altri modi con cui l’essere umano opprime le altre specie. L’uomo, credendosi superiore agli altri animali, si sente in diritto di disporne, come di oggetti: così gli animali diventano cibo, indumenti, ritrovati scientifici o cosmetici, giochi di uno spettacolo del circo o pezzi da museo in uno zoo. Nella corsa a un consumismo sfrenato e a un progresso vano e spietato, l’ingiustizia con cui costringiamo miliardi di animali a condurre ogni giorno una vita in prigione, senza la possibilità di conoscere mai i loro istinti nella natura, e il loro conseguente massacro, hanno le proporzioni della nostra società di massa, e le modalità industriali che sole possono soddisfare le sue esigenze.
Chi si scontra con questo orrore, il più delle volte, è stato già annichilito nella sua sensibilità, per rimanerne colpito. Ma per qualcuno questa consapevolezza squarcia un velo e dà l’avvio a un percorso di rifiuto delle pratiche con cui la società sfrutta gli animali, e al desiderio di impegnarsi per porvi fine. Continua a leggere

Stai dalla parte degli Animali? Per Left sei fascista

Questo l’articolo di Antonio Musella su Left dal titolo: Animalismo nero: www.left.it/2012/06/11/animalismo-nero/4338/

Musella reitera il fastidioso vizio italico del sentenziare su argomenti che evidentemente non si conoscono. Nell’analisi di Musella pare che si miri al sensazionalismo piuttosto che alla verità sulla situazione dell’animalismo in Italia. manca infatti ogni riferimento all’animalismo liberazionista e all’antispecismo che assolutamente nulla hanno a che fare con fascismo e destra in generale. A Musella non farebbe male qualche lettura sull’argomento. In ogni caso è anche doveroso sottolineare che non tutta la colpa è di chi scrive senza una sufficiente consultazione documentale, ma anche di chi evita accuratamente e scientemente di dare definizioni chiare e prendere posizioni nette su argomenti di fondamentale importanza come l’animalismo, la liberazione animale e l’antispecismo lasciando ad altri la pericolosa possibilità di utilizzarli a piacimento.


Di seguito la risposta di Leonardo Caffo su Gli Altri online: www.glialtrionline.it/2012/06/12/stai-dalla-parte-degli-animali-per-left-sei-fascista/

Stai dalla parte degli animali?
Per Left sei fascista

Secondo Antonio Musella, che ha scritto un articolo su Left del 9 Giugno, l’animalismo è nero. E sarebbe nero, l’animalismo, perché l’amore per gli animali unisce losche figure militanti di organizzazioni xenofobe come Forza nuova (100% animalisti è il nome dell’organizzazione animalista a cui piace dirsi così, per gioco ed ignoranza, “fascista”), ad altrettanto losche figure, come l’onorevole Michela Brambilla, che sembra diventata l’angelo custode dei mammiferi. Bene, bravo Musella. Un fenomeno diventa “nero” perché ci sono degli individui che pensano di rappresentarlo degnamente. Sarebbe come dire che ogni movimento rivoluzionario è da respingere perché a Cuba si è finiti in dittatura.

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Mutazioni

L’editoriale del nuovo numero (5/2012) della rivista quadrimestrale vegana/antispecista Veganzetta.

mutazioni - Mutazioni

 

 

Editoriale

Mutazioni

Il 15 maggio 2007 è la data di nascita della Veganzetta. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, ma questo foglio che molti hanno imparato ad apprezzare ha sempre tentato di mantenere una linea netta e coerente che con un po’ di orgoglio rivendichiamo.

Se linea e sostanza sono rimaste le stesse, non altrettanto si può dire per la forma, anzi il formato, del giornale che è cambiato più volte a testimoniare la volontà continua di sperimentare. Come molti Animali compiono più volte durante la loro vita una muta che li trasforma permettendogli di crescere, così la Veganzetta compie le sue. Ancora una volta infatti vi proponiamo una nuova veste che speriamo incontrerà il vostro favore.

Si tratta del classico formato A4 con ben dodici pagine stampate in bianco e nero, quindi un formato più agevole e più spazio per articoli, notizie, illustrazioni e fumetti (come potrete vedere in questo numero). Ma anche più spazio alle pubblicità antispeciste di Campagne per gli animali, agli eventi antispecisti e vegani e a tematiche legate alle strategie di comunicazione. Insomma, una mutazione per rendere la Veganzetta sempre più una rivista.

Per non farci mancare nulla, abbiamo chiesto alla nostra grafica di reinterpretare il logo della Veganzetta mantenendo solo la “V” originaria che lo contraddistingue. Il risultato, che rappresenta a nostro avviso pienamente lo spirito del giornale, lo potete vedere in questo numero.

Attendiamo commenti, critiche, suggerimenti, apprezzamenti, aiuti e lamentele: il tutto ci sarà estremamente utile per continuare a crescere e caparbiamente esistere.

Dedichiamo questo numero a Baracchino e Desmond: due Cani che hanno vissuto in modo molto diverso e che ora non ci sono più. Il primo in libertà e dignitosamente, il secondo in catene e tra atroci sofferenze.

 

baracchino e desmond - Mutazioni