L’estate che stiamo vivendo ci sta dimostrando in modo tremendamente tangibile quanto le nostre attività distruttive stiamo impattando sul clima terrestre. Non c’è parte del mondo che non stia subendo disagi, se non veri e propri disastri, climatici. Nel nostro Paese ondate di caldo tropicale si susseguono, causando sempre più spesso incendi (quando non sono dolosi), eventi climatici estremi e facendo diminuire paurosamente il livello dell’acqua dei fiumi e dei laghi.
La nostra casa comune, la Terra, è malata e il virus che l’ha infettata siamo noi. Un concetto più che banale e del tutto evidente, nonostante tutto ciò in ambito antispecista e vegano, questo argomento così drammaticamente urgente non viene quasi mai affrontato. Eppure ogni volta che prende fuoco un bosco muoiono milioni di Animali, così anche quando avvengono frane, smottamenti, allagamenti, esondazioni, lunghi periodi di siccità e tempeste. Le zone climatiche stanno cambiando rapidamente e ciò significa anche la scomparsa di molte specie animali che non riusciranno più ad adattarsi al nuovo clima. Come mai non ci si ferma a riflettere su tutto questo?
La Questione animale riguarda ogni ambito dell’agire umano, ogni sua implicazione, conseguenza, dunque anche e soprattutto i disastri a livello climatico che stiamo causando con l’inquinamento, lo spreco enorme di energia, le attività estrattive, l’inquinamento, lo sfruttamento degli ecosistemi e l’antropizzazione e stravolgimento degli habitat naturali. Non considerare tutto ciò in chiave antispecista e vegana, per cercare di combattere questo fenomeno gravissimo e complesso che abbiamo prodotto direttamente noi, è semplicemente una follia.
Se il nostro compito in qualità di persone umane antispeciste è quello di sottrarre gli Animali dallo sfruttamento umano e per giungere infine all’agognata liberazione, non possiamo esimerci dal comprendere quanto la crisi climatica stia impattando in modo devastante sulla vita degli esseri viventi terrestri.
Sempre più spesso i media ci mostrano immagini di fiumi in secca; ogni volta che un fiume scompare lasciando solo un letto vuoto e asciutto, scompaiono anche milioni di Animali, piante, molti altri organismo viventi che lo abitavano e altri ancora che dipendevano dalla sua presenza: quando muore un fiume, con lui muore un intero mondo, è un grande e vitale amico che non c’è più. Non possiamo essere così stupidi e insensibili da non comprenderlo.
Abbiamo il dovere e l’urgenza di annoverare nel ventaglio di riflessioni e di interventi del nostro attivismo, concetti basilari di ecologia: certamente non quella specista, antropocentrica e superficiale che ci viene propinata quotidianamente, ma l’ecologia profonda non antropocentrica, utile per aiutarci finalmente a capire quanto sia fragile e in pericolo la rete della vita sulla Terra.
Adriano Fragano

Non abbiamo imparato nulla dal covid. Non impareremo nulla dall’Estate 2026.
Abbiamo la possibilitò di fare scelte politiche nella vita quotidiana, ma non le facciamo.
La soluzione al caldo? Condizionatori!
Il caldo è un grande affare, come lo è stato il covid. Basta pensare al fatturato di vendita e manutenzione dei condizionatori.
Il mio pessimismo lievita col passare de tempo.
Anche in questo caso – come quasi tutto ciò che riguarda il nostro rapporto con gli Animali e la Natura – le scelte individuali possono fare una enorme differenza, dunque anche il singolo può molto tenendo un comportamento responsabile, ma ciò prefigura una visione critica e non specista della vita che oggi manca quasi del tutto nella società civile umana.
Le scelte pertanto ricadono sempre e comunque su non-soluzioni (leggasi condizionatori) che sono destinate inevitabilmente a peggiorare le cose, il tutto con la benedizione delle istituzioni che sono e sempre saranno le ultime a comprendere i problemi che causiamo e le relative conseguenze. Manca una reale cultura della responsabilità e del rispetto: Non c’è da stare allegri.