Storie di poliziotti infiltrati nel movimento animalista e miserie umane

Il 21 agosto 2014 nella sezione “Esteri” del sito web Repubblica.it viene pubblicato un articolo dal titolo: Agenti infiltrati fecero sesso con donne spiate. I giudici: “No al processo”.
Nell’articolo si spiega che alcuni agenti di polizia inglesi infiltrati per molti anni nei movimenti ambientalisti radicali e animalisti, ebbero rapporti sessuali e relazioni sentimentali con attiviste ignare della loro reale identità. Da alcune relazioni nacquero anche dei figli. Scoperti e allontanati dai movimenti, gli agenti sono stati ritenuti dai giudici non processabili per reati sessuali, ma solo eventualmente per motivi legati a una “cattiva condotta”.
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Un incontro di liberazione animale dove non ci si incontra

Da Veganzetta.org


Il 6, 7 e 8 settembre presso il presidio NO TAV di Venaus in Val di Susa si terrà il IX Incontro di Liberazione Animale, un incontro per molti aspetti pieno di anomalie: sopra tutte l’assenza all’incontro della quasi totalità dei maggiori gruppi, delle associazioni e dei coordinamenti che si occupano di liberazione animale in Italia. La domanda che ci si può legittimamente porre quindi sarebbe “a cosa serve un incontro del genere dove chi si occupa di liberazione animale e antispecismo non partecipa?”. Ovviamente non serve a nulla, ma il vero problema che ha causato tale situazione assurda, è la profonda spaccatura esistente nel nostro paese tra le realtà antispeciste e liberazioniste operanti sul territorio.
Le divergenze palesate nell’incontro dello scorso anno non sono state discusse e affrontate in seguito, e hanno dato vita a solchi ormai molto marcati e difficili da colmare. Non ci sono vittime e carnefici in tutto ciò, ma solo una disperante mancanza di comunicazione e volontà di confronto; il risultato è un’edizione del tutto superflua di un incontro che altrimenti sarebbe potuto essere un momento di confronto e di condivisione tra chi impiega quotidianamente le proprie energie in favore della liberazione degli animali non umani.
A perderci sono tutti, per primi gli Animali, ma anche gli stessi attivisti e l’immagine del progetto antispecista italiano.
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