100 passi indietro: su fiaccolate apolitiche e animalismo

Da una email ricevuta.


100 passi indietro: su fiaccolate apolitiche e animalismo

Scriviamo queste righe di riflessione in vista dell’imminente fiaccolata che si svolgerà a Corezzana il 19 gennaio, contro l’allevamento di animali per la vivisezione Harlan. Pur condividendo l’obiettivo della chiusura di questo posto e della fine della vivisezione, ci sentiamo distanti/e da molte delle realtà che hanno organizzato e aderito al corteo, e dai comunicati usciti dagli/le stesse/i organizzatori/trici. Per esempio associazioni come l’ENPA in passato misero una taglia sui liberatori/trici dei 99 beagle salvati dal lager Morini. Ci chiediamo cosa ne pensano dell’ultima liberazione fatta ai danni dell’allevamento di Green Hill o della liberazione del novembre 2006 di 18 macachi e 1.000 topi imprigionati/e proprio nell’allevamento Harlan di Correzzana… forse sono soddisfatte/i che alcune persone siano state arrestate. La presenza come relatore di Massimo Tettamanti, personaggio ambiguo che in passato ha collaborato con i 100% animalisti e che lavora come criminologo forense, professione al servizio delle forze dell’ordine, alimenta ancora di più le nostre perplessità.
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Il libro: Etiche dell’ambiente. Voci e prospettive

Etiche ambiente led - Il libro: Etiche dell'ambiente. Voci e prospettiveEtiche dell’ambiente. Voci e prospettive” è stato dato alle stampe nel dicembre 2012 a cura delle edizioni LED.
La pubblicazione consta di numerosi saggi di vari autori tra i quali anche il sottoscritto.
L’intero libro è disponibile a pagamento nella versione cartacea

O gratuitamente in versione PDF sempre dalla pagina delle edizioni LED

Etiche dell’ambiente. Voci e prospettive
Edizioni LED, Milano 2012
pagg. 434 – € 43,00
A cura di Matteo Andreozzi
Prefazione di Serenella Iovino

Saggi di:
R.R. Acampora – C.J. Adams – M. Andreozzi – S. Bartolommei – L. Battaglia – L. Caffo – M. Calarco – J.B. Callicott – G. Dalla Casa – B. de Mori – M. Filippi – W. Fox – A. Fragano – G. Gaard – P. Pagano – R. Peverelli – S. Riberti – H. Rolston III – P. Singer – A. Tiengo – S. Varengo

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Antifascismo è antispecismo?

Dato che “Proposte per un Manifesto antispecista” è stato citato in un commento ad un articolo pubblicato su Femminismo a Sud, di seguito si pubblica un mio parere sulla questione “antifascismo e antispecismo” affrontata nel suddetto articolo, sperando di contribuire a fare un po’ di chiarezza.


Grazie a Luca per aver suggerito il link della “Proposte per un Manifesto antispecista”.
Sono molti anni che il sito Manifesto antispecista raccoglie elementi e li condivide per arrivare a una proposta sensata e partecipata di antispecismo.
Lungi dalla volontà di arrogarsi il diritto di dare una definizione lapidaria di antispecismo, l’intento è quello di creare una piattaforma comune da cui partire per elaborare un concetto allargato di società antispecista, prima, e a-specista o liberata poi.
La visione antispecista è relativamente giovane, ma attinge alle numerose lotte sociali del passato e del presente per superarle allargando la questione agli Animali. Pertanto l’antispecismo è un’idea rivoluzionaria che non intende cambiare l’attuale società umana, ma destrutturarla e ricostruirla secondo una visione libertaria, egualitaria, sensiocentrica e orizzontale. Per tale motivo di “bestemmie” nel testo proposto da Barbarax ce ne sono molte.
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Un voto per gli Animali?

Pare esserci un grande interesse ultimamente nei confronti delle tematiche animaliste e addirittura antispeciste da parte della politica partitica. I programmi in vista di primarie e votazioni di varia natura, si arricchiscono di argomentazioni in favore degli Animali.
Alcuni partiti, o singoli politici, si spingono addirittura a stigmatizzare l’antropocentrismo.
E’ importante ricordare che la società che l’antispecismo desidera ardentemente, non è costituita da strutture e sovrastrutture sociali che rappresentano qualcuno, non ci sono apparati e organi che si occupano del governo della “cosa pubblica”, non ci dovrebbe essere manco lo Stato a dirla tutta.
Chi tra i politici di professione, e chi a nome di un partito politico parla di antispecismo, dovrebbe al limite farlo a titolo personale. L’antispecismo non può entrare a far parte di alcun programma di partiti politici istituzionali, non dovrebbe essere argomento di discussione in vista di elezioni, perché semplicemente è un’idea in antitesi con l’attuale modello di governo della società umana.

Si propone un articolo pubblicato su Veganzetta che riguarda tale questione.

Il corteo antispecista che vorremmo

Fonte: www.veganzetta.org


Il corteo antispecista che vorremmo dovrebbe essere un corteo coeso, compatto e deciso, un corteo pieno di cartelloni, frasi e testi inneggianti alla liberazione animale e alla fine dello specismo della società umana; dovrebbe essere un corteo di persone umane libere e informate, che leggono, che pensano, che si scambiamo opinioni e idee, che si confrontano e – perché no? – che si scontrano per sostenere un’idea, ma sempre tenendo presente l’obiettivo finale, e sempre con la consapevolezza che mai nessun fine giustifica i mezzi.
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