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F.A.Q. N° 5 – ANTISPECISMO COME MOVIMENTO

silvicincia dai sopraccigli - F.A.Q. N° 5 – ANTISPECISMO COME MOVIMENTO

F.A.Q. n° 5 tratta dal libro “Proposte per un Manifesto antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera” di Adriano Fragano, NFC Edizioni, 2015. Testo liberamente divulgabile senza modifiche e citando la fonte.

Faq 5 – Possiamo parlare dell’antispecismo come di un movimento univoco, o è possibile individuare al suo interno visioni, correnti e prospettive differenti?

 

L’antispecismo non è ancora un’ideologia completa e cristallizzata, al contrario è in continuo divenire e, in un arco di tempo relativamente breve, ha compiuto considerevoli mutazioni rispetto all’impianto teorico originario. Non possiamo quindi parlare di un movimento antispecista univoco (e forse non lo sarà mai), perché al suo interno vi sono numerose correnti di pensiero diverse tra loro.

 

Se vogliamo considerare l’antispecismo nella sua accezione più classica, lo si potrebbe circoscrivere a una lotta contro una discriminazione di specie, ciò in quanto inizialmente lo psicologo inglese Richard Ryder fornì una precisa definizione del fenomeno dello specismo, definendolo, per l’appunto, una discriminazione (vedi faq 1). Considerata inoltre la fondamentale componente animalista radicale che connota sin dalla sua genesi l’ideale antispecista, lo si potrebbe anche concepire come nuova visione del rapporto interspecifico Umano-Animale, ossia un nuovo paradigma in sostituzione dell’attuale. In realtà la questione antispecista non la si può relegare esclusivamente a tali ambiti; data infatti l’importanza del ruolo che gli Animali ricoprono nella nostra società specista e gerarchica, la critica antispecista dei rapporti interspecifici umani contribuisce inevitabilmente a sviluppare anche un forte esercizio di critica sociale, coinvolgendo i rapporti individuali e la stessa architettura sociale che crea e mantiene le gerarchie del potere. Si può affermare pertanto che l’antispecismo esercita una marcata azione politica di critica della società del dominio, che è causa del rapporto tragicamente sbagliato che attualmente abbiamo con gli altri Animali; per tali motivi è contigua a lotte liberazioniste in ambito umano, seppur speciste.
Quanto affermato per chiarire che il pensiero antispecista è in continuo movimento, in divenire, e che trae linfa vitale anche da altre lotte liberazioniste e antisistema, rielaborandone concetti e proponendo nuove soluzioni. Tale situazione di pensiero “liquido” della fase attuale, non permette ancora la costruzione di un vero e proprio movimento antispecista compatto e univoco, e forse non sarebbe nemmeno idealmente auspicabile.

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Indirizzo breve di questa pagina: https://www.manifestoantispecista.org/web/kspki

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