Un voto per gli Animali?

io non posso votare - Un voto per gli Animali?

Pare esserci un grande interesse ultimamente nei confronti delle tematiche animaliste e addirittura antispeciste da parte della politica partitica. I programmi in vista di primarie e votazioni di varia natura, si arricchiscono di argomentazioni in favore degli Animali.
Alcuni partiti, o singoli politici, si spingono addirittura a stigmatizzare l’antropocentrismo.
E’ importante ricordare che la società che l’antispecismo desidera ardentemente, non è costituita da strutture e sovrastrutture sociali che rappresentano qualcuno, non ci sono apparati e organi che si occupano del governo della “cosa pubblica”, non ci dovrebbe essere manco lo stato a dirla tutta.
Chi tra i politici di professione, e chi a nome di un partito politico parla di antispecismo, dovrebbe al limite farlo a titolo personale. L’antispecismo non può entrare a far parte di alcun programma di partiti politici istituzionali, non dovrebbe essere argomento di discussione in vista di elezioni, perché semplicemente è un’idea in antitesi con l’attuale modello di governo della società umana.

Di seguito un articolo pubblicato su veganzetta che riguarda tale questione:

Fonte: www.veganzetta.org/?p=2139

Cercar voti usando gli Animali

In molti ci hanno provato, sia da destra che da sinistra: sfruttare la crescente empatia verso gli Animali per attirare l’attenzione e magari guadagnare qualche voto in più in una tornata elettorale.
Dall’estrema destra che difende gli Animali perché parte integrante del concetto di sangue e suolo contro la devianza umana, all’estrema sinistra che tenta in ogni modo di coniugare pensiero marxista e animalismo, il tutto passando attraverso un’infinità di posizioni più o meno ridicole, e di sigle partitiche. Si può cominciare da Alba Dorata sbarcata in Italia da poco, che in cerca di affermazione parla anche di diritti animali (ma negando i più basilari diritti ad alcuni Umani), ma lo stesso si potrebbe dire di Forza Nuova e Casa Pound; a Carta Minuta (organo ufficiale della fondazione destrorsa Fare Futuro) che ha dedicato ampio spazio alla questione animale. Fino agli improbabili sentimenti animalisti derivanti dal Movimento Cinque Stelle capeggiato dallo stesso Beppe Grillo che si vantava di adorare le bistecche, o che passeggiava candidamente a braccetto della moglie impellicciata. O a Nichi Vendola che afferma addirittura che “ogni animale del creato, è un essere senziente dotato di una propria autonoma sensibilità, di provare la stessa sofferenza degli animali umani e di esigenze etologiche precise e irrinunciabili” e propone un “creato a misura di tutti”. Peccato che il novello San Francesco da Assisi si dimentichi di parlare del fatto che gli esseri senzienti che soffrono come noipoi finiscono nel piatto di chi tra gli Umani (lui compreso) se li mangia: infatti nel suo programma non si parla affatto né di vegetarismo, né (figuriamoci) di veganismo.
Ma la palma d’oro dell’incoerenza e l’oscar della confusione mentale sono da assegnare al partito dei Radicali che da poco ha tenuto un’assemblea costituente per un nuovo soggetto politico addirittura antispecista, con un programma (che di antispecista non ha nulla) articolato in cui si fa largo uso di termini come vegetarismo, antispecismo, antivivisezionismo, ecocentrismo, salvo poi organizzare una conferenza a Roma presso il Senato della Repubblica dal titolo più che eloquente: “Perché è ancora necessario sperimentare sugli animali prima che sugli umani” con una serie di invitati che si commenta da sola: una vera e propria ode alla vivisezione.

Meditate gente, meditate.