40.000 al secondo

40000 al secondo - 40.000 al secondo

Fonte: Campagne per gli animali

Uccidiamo 40.000 Animali ogni secondo. Sono quelli usati per produrre carne.
Se per ognuno ci tatuassimo una X, il nostro corpo ne sarebbe pieno.
Puoi cambiare la tua vita in un secondo per salvare quella degli altri.
Diventa vegan.

Questa è la comunicazione testuale della nuova pubblicità antispecista dal titolo “40.000 al secondo” che Campagne per gli animali lancia ufficialmente oggi e che verrà presentata il 1 novembre 2017 in occasione del World Vegan Day a Firenze. “40.000 al secondo” è una pubblicità innovativa ideata da Adriano Fragano, Dora Grieco e Roberto Politi e fotografata da Sara Morena Zanella che coniuga messaggio antispecista, contro-informazione sullo sfruttamento animale e artivismo.
I protagonisti sono un Umano e una Gallina testimoni con i loro corpi della violenza e dell’ingiustizia generate dallo sfruttamento degli Animali.
Alfredo Meschi è un artivista antispecista che si impegna mediante l’espressione artistica per la liberazione animale. Il suo corpo è completamente ricoperto da X tatuate che rappresentano simbolicamente e visivamente un numero terribile: 40.000, ossia il numero delle morti animali che avvengono ogni secondo solo a causa della nostra alimentazione carnea.
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Proposte per un Manifesto antispecista sul notiziario di Movimento Antispecista

segantini le due madri e1483899998512 - Proposte per un Manifesto antispecista sul notiziario di Movimento Antispecista

Riporto – con ritardo di cui mi scuso – quanto si scrive alle pagine 80 e 81 del Notiziario n° 2/2016 del Movimento Antispecista.  A seguire una mia risposta.

Notiziario n° 2/2016 del Movimento Antispecista
Recensioni e interviste

A. Fragano – Proposte per un Manifesto Antispecista – Ediz. NFC, 2015.

“Un futuro antispecista non è sinonimo di “ritorno alle origini” o di primitivismo, ma di uso responsabile e coerente delle conoscenze umane, della scienza e della tecnologia utilizzate per convivere e non per sfruttare, per la costruzione di una società orientata alla maggior integrazione e coesistenza pacifica possibile tra i viventi”. Con queste parole termina la proposta di Adriano Fragano di “delineare l’identità antispecista, al fine di permettere migliori e più precise modalità di intervento nei rapporti umani intraspecifici e interspecifici”. Nella prima parte del testo (v. www.manifestoantispecista.org), la definizione di antispecismo quale movimento filosofico, politico e culturale che respinge la discriminazione basata sulla specie, auspicando una trasformazione profonda dei rapporti tra umani e non umani, conferma quanto nel “Manifesto per un’etica interspecifica” (v. www.movimentoantispecista.org >Manifesto) viene proposto al primo capoverso. Ossia che umani e non mani hanno gli steso diritti, in quanto esseri senzienti, alla vita, alla libertà, al rispetto, e al benessere. Con la sola differenza che in quest’ultimo è aggiunta la frase “nell’ambito delle esigenze della specie di appartenenza”.

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“Proposte per un Manifesto antispecista” in una tesina universitaria

ora del latte latte rosso sangue - "Proposte per un Manifesto antispecista" in una tesina universitaria

Proposte per un Manifesto antispecista” citato e inserito nella bibliografia di una tesina presentata da una studentessa a conclusione del corso di Marketing e Social Media della Facoltà di Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso l’Università di Ferrara. Grazie!

Di seguito la notizia originale di Campagne per gli animali

Daria Gamboni è una studentessa universitaria iscritta alla Facoltà di Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso l’Università di Ferrara:
Tempo fa scrisse a Campagne per gli animali per avere una serie di informazioni sulla pubblicità antispecista “Latte rosso sangue“. L’idea di Daria era quella di comparare tale pubblicità con quella realizzata – con grande profusione di mezzi e coinvolgendo volti noti al grande pubblico – dal Ministero delle Politiche Agricole e intitolata “Ora del latte“: una pubblicità creata per incentivare il consumo di latte vaccino e quindi a sostegno dello sfruttamento sistematico e l’uccisione degli Animali considerati “da reddito” che viene normalmente chiamato zootecnia.
Dovendo sostenere l’esame di Marketing e Social Media, Daria pensò di comparare le due pubblicità mediante il metodo retorico per analizzarne pregi e difetti. Il risultato è stato una tesina dal titolo “ORA DEL LATTE” vs “LATTE ROSSO SANGUE”, che ha fruttato alla studentessa il massimo dei voti (30 con lode) e i complimenti del docente del corso (ai quali aggiungiamo i nostri).

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“Proposte per un Manifesto antispecista” al VeganDays 2016

vegandayspadova2016 completo1 - "Proposte per un Manifesto antispecista" al VeganDays 2016

Domenica 30 ottobre alle ore 11.00 appuntamento a Padova al VeganDays 2016 per la presentazione del libro “Proposte per un Manifesto antispecista“.
Nel sito web ufficiale della manifestazione potrete trovare tutte le informazioni sulla quattro giorni dedicata al veganismo.

Una buona occasione per fissare alcuni punti-chiave sull’inscindibile rapporto tra antispecismo e veganismo etico.
Non mancate.

Adriano Fragano: Proposte per un Manifesto antispecista
Domenica 30 ottobre 2016, ore 11,00
VeganDays 2016
PADOVAFIERE
Via N. Tommaseo, 59 – Padova

Parliamo di antispecismo a Savona

manifesto in erba7 - Parliamo di antispecismo a Savona

Grazie all’interessamento dell’associazione Veganierranti, sabato 15 ottobre alle ore 18,00 si terrà presso la libreria Ubik di Savona la presentazione del libro “Proposte per un Manifesto antispecista” con l’autore.
Durante la presentazione sarà possibile anche ritirare gratuitamente le copie cartacee di Veganzetta.
A conclusione della serata è prevista una cena vegana a cura dell’associazione Veganierranti.

Sabato 15 ottobre
ore 18,00
Libreria Ubik
Corso Italia, 116/r
Savona

Vi aspettiamo.

Per info:
veganierranti.noblogs.org
Pagina social Veganierranti

Peter Singer: “Oh mio dio questi vegani…”

go vegan e1447434507313 - Peter Singer: “Oh mio dio questi vegani…”
Da Veganzetta:

Proponiamo la lettura di un interessante – anche se datato – testo pubblicato da Gary L. Francione sul suo sito web. In esso si affrontano alcuni argomenti che permettono di puntualizzare dei concetti utili per una riflessione di stampo antispecista (in coda all’articolo) sul veganismo e sulla pratica vegana.

Fonte: www.abolitionistapproach.com/peter-singer-oh-my-god-these-vegans
Di Gary L. Francione

Nel dibattito in corso tra coloro che promuovono l’approccio abolizionista e coloro che propongono quello welfarista, alcuni tra i welfaristi dichiarano il proprio supporto al veganismo, così c’è in realtà poca differenza tra loro riguardo al fatto di mangiare e usare prodotti d’origine animale.
Però a proposito del supporto al veganismo da parte dei welfaristi, è importante capire che la posizione di quest’ultimi è molto diversa da quella abolizionista.
L’abolizionista vede il veganismo come una base morale non negoziabile per un movimento che sostiene l’abolizione di ogni uso degli animali, anche se il trattamento degli stessi dovesse essere “umano”. L’abolizionismo assegna ai non umani un valore intrinseco e afferma che non dovremmo mai ucciderli per mangiarli, nemmeno se allevati e uccisi “in modo umano”. Il veganismo è visto come un fine – come un’espressione del principio d’abolizione. I vegan abolizionisti non avviano campagne per riforme welfariste per rendere presumibilmente lo sfruttamento degli animali più “umano”. Certo che è “meglio” infliggere meno sofferenza, ma in primo luogo non abbiamo giustificazioni morali per far del male. E’ “meglio” non picchiare la vittima di uno stupro, ma uno strupro senza percosse non è per questo più accettabile moralmente, e non significa che dobbiamo far campagne per ottenere uno stupro “umano”.
Gli abolizionisti guardano al veganismo come un importante mezzo di cambiamento e spendono il loro tempo e le loro risorse per educare gli altri al veganismo e al contempo alla necessità di fermare l’uso degli animali, anziché tentare di convincere la gente a mangiare uova “cage-free” o carne(1) prodotta da animali reclusi in recinti più grandi.
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