La carne fa male… a chi ce la fornisce

maiale e macellaio - La carne fa male… a chi ce la fornisce

L’Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro – parte integrante dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità  – ha pubblicato in questi giorni un rapporto sulla relazione tra consumo di carne rossa e lavorata e l’insorgenza di tumori nell’essere umano.
Secondo tale rapporto le carni rosse e quelle lavorate aumentano la probabilità per chi le consuma di ammalarsi di tumore, le carni lavorate in quanto a pericolosità vengono affiancate al fumo e all’amianto.
Associazioni, gruppi, singoli attivisti animalisti, vegan e vegetariani gioiscono per la notizia. I giornali e i programmi televisivi danno gran risalto alla questione e si scatena il dibattito – penoso e ipocrita – che vede come protagonisti oncologi, dietisti, nutrizionisti, esponenti del mondo zootecnico, guru del salutismo e allevatori: tutti a prodigarsi in assicurazioni, distinguo e precisazioni per convincere il pubblico che la carne derivante da Animali schiavizzati in Italia sia migliore delle altre. Il colpo per la filiera del massacro potrebbe essere pesantissimo, ci sono in ballo migliaia di posti dilavoro e miliardi di euro: sfruttare e ammazzare gli Animali è sempre stato un grande affare per l’Umano, oggi più che mai si vive – e bene – grazie alla sofferenza e morte degli altri.
Come antispecisti (ma del resto anche solo come animalisti) dovremmo unirci al coro di chi esulta per questa notizia? A ben pensarci per quale motivo dovremmo interessarci se la carne può arrecare danno a chi la mangia? Perché dovremmo mettere in guardia chi bellamente se ne infischia dello strazio altrui e si gode il frutto di una terribile violenza? La carne fa male? Probabile, ma anche se facesse benissimo non cambierebbe nulla dal punto di vista etico.
La carne fa male a chi ce la fornisce: agli Animali che soffrono, che subiscono, che vivono la loro misera esistenza di schiavi in un costante stato di stress e paura e che la concludono all’interno di un macello in un vero e proprio calvario. Sono i loro corpiche diventano la nostra carne, è a loro che la carne che consumiamo viene strappata ed è a loro che fa male. Che il consumatore, l’aguzzino o lo sfruttatore possa subire un danno derivante dalle sue pratiche di dominio non dovrebbe affatto riguardarci, se non considerandolo come un ben misero risarcimento – una sorta nemesi? Chi la fa l’aspetti? – per il sacrificio (al mito della carne) di miliardi di vittime animali, o come una mera questione utilitaristica dovuta al fatto che notizie del genere porteranno a una diminuzione del consumo di pezzi di certi Animali, a discapito magari di altri; ma queste non sono argomentazioni antispeciste: ciò che deve interessarci è la sofferenza animale, il nostro comportamento assurdo e specista, l’ingiustizia che loro patiscono a causa nostra, nient’altro.
In tutta questa cacofonia di dichiarazioni pro o contro la presa di posizione dell’OMS, poche sono le voci che si levano in difesa di un principio semplice e limpido: dobbiamo smettere una volta per tutte questa visione puerile e nauseante del mondo che ci circonda, che ci porta a pensare sempre e solo a noi stessi. Il massacro degli Animali e la loro schiavitù devono terminare, perché sono un’ingiustizia mostruosa e non perché ci si può irritare il colon.

Adriano Fragano

Una serata antispecista affollata a Caldogno (VI)

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Sabato 26 settembre 2015 si è svolta a Caldogno (VI) una serata di presentazione del libro “Proposte per un Manifesto antispecista” e di introduzione all’antispecismo e al veganismo etico. La serata prevedeva una cena vegan (con parte del ricavato destinato a Veganzetta) e un’introduzione alle tematiche di cui sopra. La partecipazione è stata massiccia: circa 80 persone hanno seguito la presentazione, il dibattito e hanno gustato l’ottima cena vegana.
Un grazie di cuore alle organizzatrici: Micaela Carboniero, Antonella Roana ed Egle Fuscalzo per il loro instancabile lavoro e per il loro entusiasmo.

Il biscotto antispecista

biscotto antispecista - Il biscotto antispecista

Fonte: Veganzetta

Se pensavate di aver visto ormai tutto, vi stupiremo con un effetto speciale: ecco a voi il biscotto antispecista.
Trovarsi tra le mani un prodotto alimentare la cui confezione reca una descrizione del genere, fa un certo effetto, inutile negarlo; si è già parlato molto in passato dell’esplosione del fenomeno vegan a livello commerciale, se n’è parlato mettendo in guardia gli entusiasti dello scaffale vegan da una grave deriva ideologica e di principi a favore del mero consumismo capitalista, paventando un possibile pericolo anche per l’ambito antispecista: come sempre però la realtà supera di gran lunga la fantasia.
Non si tratta di uno scherzo, l’immagine riporta un particolare della confezione di un prodotto alimentare in vendita nei punti vendita di una catena italiana di supermercati bio, e a tutti gli effetti è la prova provata che anche il termine “antispecismo” è entrato ufficialmente nelle grazie della GDO (Grande Distribuzione Organizzata).
Si parla di termini e non certo di concetti, per il semplice motivo che non è dato sapere quale sia il ragionamento che possa spingere delle persone a concepire una descrizione del genere, accostando l’antispecismo con un prodotto alimentare industriale. Allora perché non una marmellata antifascista? O una macedonia antisessista?
Ancora una volta è palese come la confusione più totale che vige intorno alla questione antispecista, possa arrecare danni a volte non calcolabili. La mancanza di una base teorica seria, chiara e condivisa utile a connotare la filosofia antispecista, non permette di interpretarla per quello che è: una visione rivoluzionaria della società umana e del rapporto Umano-Animale, non un ingredienti di un biscotto.

Una bella serata antispecista al Brigata 36

birra letture antispeciste brigata 36 - Una bella serata antispecista al Brigata 36

La serata di domenica 17 maggio al CSA Antifascista Brigata 36 si è parlato di antispecismo dopo aver gustato una ricchissima apericena vegana. In un clima conviviale tra domande e riflessioni ad alta voce, è stato presentato il libro “Proposte per un Manifesto antispecista” e distribuita la Veganzetta cartacea.
A delle buone letture a volte è possibile abbinare un buon bicchiere di birra, se la birra poi è autoprodotta dalle amiche e dagli amici del Brigata 36, è ancora meglio.
Grazie per l’accoglienza amichevole, per l’interesse e per la disponibilità e grazie in particolar modo a Davide per l’organizzazione dell’evento.

Veganzetta: 8 anni di controinformazione antispecista

veganzetta in vetrina firenze - Veganzetta: 8 anni di controinformazione antispecista

Il 15 maggio 2007 nasceva ufficialmente Veganzetta – Notizie dal mondo vegan e antispecista, oggi quindi si festeggia il suo ottavo compleanno. Otto anni intensi, che dovrebbero essere ricordati con orgoglio, ma se ci si sofferma a pensare un attimo, si comprenderà che non ci sono realmente dei motivi per festeggiare. Veganzetta nasce dalla volontà di lottare contro lo specismo umano che è causa delle immani sofferenze animali: in otto anno di sicuro molte cose sono cambiate, ma l’obiettivo che ci si è prefissi di abbattere pare un incrollabile monolito.
Sicuramente questi anni trascorsi non significano nulla se rapportati al tempo necessario all’impresa titanica che ci siamo prefissi, ma sono stati pur sempre anni di tragedie per gli Animali: questo non va mai dimenticato, se non altro per evitare inutili toni trionfalistici o protagonismi, che pare vadano per la maggiore in ambiente animalista e antispecista.
Se quindi da una parte c’è la l’orgoglio per il numeroso pubblico che Veganzetta ha raggiunto in questi anni di lavoro, dall’altra c’è l’amara constatazione che si dovrà continuare ancora per molto su questa strada – che si spera sia quella giusta – per fornire il nostro piccolo contributo nell’opporsi quotidianamente alla logica umana del dominio sul più debole.
Andremo quindi avanti convintamente, confidando che un giorno non sarà più necessario parlare di antispecismo.

Pubblicità antispeciste alla mostra sul veganismo a Firenze

vivere vegan mostra firenze aprile 2015 1 - Pubblicità antispeciste alla mostra sul veganismo a Firenze

La mostra “Vivere Vegan: La Scelta” ha aperto i battenti il 14 aprile – con un notevole successo di pubblico – e rimarrà aperta fino al 28 aprile.
Tra le numerose fotografie esposte, ci sono anche alcune pubblicità antispeciste di Campagne per gli animali che è possibile visionare di seguito.
Il programma è ricco e vario, ricordatevi del 22 aprile alle ore 16 per la presentazione di “Proposte per un Manifesto antispecista“, Campagne per gli animali e distribuzione di Veganzetta cartacea.