Processo Green Hill: Approfondimenti sulla terza udienza e dichiarazione

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Fonte Veganzetta

Lunedi’ 26 maggio si è svolta la terza udienza del processo per la liberazione dei Cani dal lager di Green Hill presso il Palagiustizia di Brescia.
L’udienza è stata rinviata ad Aprile 2015 per il riconoscimento da parte della giudice del legittimo impedimento avanzato dall’avv. Arena, che difende la maggioranza delle persone imputate, e che rappresenterà la LAV come parte civile nel processo contro Green Hill che si aprirà il 23 giugno 2014. Lo stesso ha anche accennato a un’eventuale strategia difensiva con funzione rieducativa per le persone imputate che sospenderebbe in questo modo il processo.
Si tratta dell’applicazione di una legge delega al governo per introdurre una modifica al codice penale che inserisce la messa alla prova in pendenza del processo per estinguere determinati reati. La messa alla prova prevede un periodo di lavori socialmente utili e l’affidamento ai servizi sociali con valutazione del percorso rieducativo. Questo tipo di difesa non riconosce nell’azione di quel giorno un atto giusto e doveroso, ma anzi tende a reificare, riconoscendo il reato di furto, gli Animali considerandoli oggetti e proprietà, ed è quindi incompatibile con una posizione liberazionista. 
Ritengo che l’unico senso di essere in quell’aula sia per me sostenere una rivendicazione piena e forte della liberazione animale, come pratica di giustizia e solidarietà con tutti gli esseri senzienti da noi umani oppressi. Non individuo alcuna possibilità di dialogo, essendo la legge stessa che dovrà giudicarmi specista, e subendo io stessa la repressione che il sistema pone in atto per mantenere il controllo sugli Animali umani e non. La liberazione animale è necessaria, urgente e non contrattabile. Queste strategie di difesa non fanno che posticipare un’esplicita rottura con leggi ingiuste attraverso dichiarazioni che sostengano la liberazione animale, e che permettano agli Animali di essere riconosciuti, anche per un solo momento, come persone non umane verso le quali abbiamo dei precisi doveri.
Per vivere una vita degna e libera, liberazione totale!

Metto a disposizione il testo che avevo intenzione di leggere in aula nel corso dell’udienza.


RICORDANDO IL 28 APRILE

Sono chiamata oggi a rispondere in questo tribunale di un atto che ritengo giusto, responsabile e doveroso: la liberazione dei cani dal lager di Green Hill. Sono partita da casa con l’intenzione non solo di partecipare ad una manifestazione di protesta, ma , se possibile, di intervenire per liberare gli Animali per dare loro la possibilità di avere una vita degna. Questi Animali, dopo una lunga mobilitazione nazionale che chiedeva la chiusura del lager di Green Hill, continuavano a trovarsi in una situazione di privazione della libertà, tortura, e condanna a morte certa. Non c’era possibilità e intenzione di intervenire, perché tutto ciò è previsto dalla Legge. Per questo motivo ritengo di aver agito in stato di necessità: per tutelare qualcuno che non poteva tutelarsi da solo. Non scorgo nelle leggi che regolano la nostra società una possibilità di aiutare gli Animali, considerati schiavi, cibo, divertimento, vestiario. Penso che l’attuale sistema di leggi non ritenga gli Animali degli individui con diritto a vivere liberamente, bensì poco più che meri oggetti a nostra disposizione.
Le circostanze verificatesi durante la manifestazione del 28 aprile 2012 sono state favorevoli all’azione di liberazione. Ho scavalcato il filo spinato, e ho posto in essere tutto ciò che era necessario a liberare degli individui che desideravano come ognuno di noi una vita libera. Ho invitato chi era presente a entrare nel lager per portare soccorso a questi esseri senzienti che considero persone non umane. L’oppressione, la schiavitù, la prigionia sono condizioni che richiedono un intervento di aiuto immediato a cui non possiamo sottrarci a prescindere da chi le subisce. Quel giorno molte persone non si sono sottratte dal portare solidarietà e aiuto a chi era ridotto come uno schiavo e condannato a un destino terribile.

Oggi pertanto sono in quest’aula accusata di reati che mi rifiuto di concepire, perché laddove la legge vede un furto di una proprietà, io vedo la liberazione di un essere senziente prigioniero.
Quando parlo di Cani, parlo di Animali, quindi di esseri senzienti che hanno relazioni, dei figli, desiderano vivere ed essere libere, rifuggono il dolore e cercano il piacere. Individui con una propria storia, cultura intesa come consuetudini e comportamenti trasmessi dai genitori, affetti, conoscenze e volontà autonoma di vivere e di relazionarsi con altri individui. Ciò mi porta a considerare gli Animali delle persone che non appartengono alla specie umana: delle persone non umane e come tali andrebbero trattate. Persone come tutti noi che non avrebbero mai scelto per se stesse un destino atroce e per tale motivo è un dovere morale di ognuno aiutarle a uscire da tale situazione.
La legge è un insieme di norme che serve a regolare e a far funzionare un sistema vigente, e non è sinonimo di giustizia: io infatti ritengo che la legge in vigore sia ingiusta, liberticida e specista. Che permetta lo sfruttamento e l’uccisione di persone non umane, e che punisca chi cerca di liberarli. Pertanto in coscienza non la riconosco: la subisco perché vi sono costretta.
Non mi sottraggo al giudizio del processo, ma sottolineo il mio stato di costrizione, e che la mia è una critica forte a un sistema specista, che si avvale di leggi speciste e repressive. Mi sento estranea a queste logiche messe in atto da chi mi giudica, per un atto che ritengo legittimo e positivo e che rifarei.
Solidarietà a tutte le persone umane e non umane represse, sfruttate, imprigionate a cui non riusciamo ad arrivare.
Solidarietà con l’azione di liberazione dei Topi e Conigli del dipartimento di Farmacologia dell’Università di Milano, e con ogni altra liberazione.
Auspico la liberazione nelle scelte responsabili che tutti i giorni possiamo compiere.
Lasciamo liberi di vivere tutti gli esseri che lo desiderano, per non essere più complici della loro oppressione.
Buona liberazione a tutte/i

Luana Martucci

Comunicato Coordinamento Fermare Green Hill: “Processo contro chi ha liberato i beagle di Green Hill”

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Fonte: Coordinamento Fermare Green Hill

Processo contro chi ha liberato i beagle di Green Hill

Il 28 aprile 2012 ha segnato la storia del movimento animalista italiano e non solo.

Quel giorno incredibile sono stati liberati, in pieno giorno, 70 beagle da Green Hill, il tristemente famoso allevamento di cani destinati alla vivisezione.
Una liberazione avvenuta in pieno giorno, decine di persone scavalcavano la recinzione per portare in salvo quei cani.

Lunedì 26 maggio si terrà una delle ultime udienze del processo contro le 13 persone arrestate quel giorno.
In questo momento così importante cogliamo l’occasione per rivendicare fino in fondo la giustizia di quell’azione straordinaria. Quanto accadde non fu un caso. Ma qualcosa che doveva accadere proprio in quel momento, all’apice della campagna “Altrimenti ci arrabbiamo” che avevamo lanciato il mese precedente. Era il momento perfetto, con tutta Italia a sostegno della nostra campagna e inorridita da quel lager.
Noi, come probabilmente mille altri, volevamo che accadesse e facemmo tutto il necessario affinché quel sogno diventasse possibile e reale.
Deviando il corteo, portando la folla sotto i cancelli e oltre le reti di Green Hill, per trasformare un semplice corteo in uno storico momento di liberazione.

Fino a quando giustizia e legge non coincideranno saremo pronti a scavalcare le reti e far accadere altri 28 aprile, e altri 20 aprile, quando ad essere liberati furono, dallo stabulario del Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Milano, 400 topi ed un coniglio.

Aver dato a degli esseri viventi libertà e una vita lontano dalle torture dei laboratori, nella società in cui viviamo, rende le persone arrestate allora a Montichiari condannabili per furto, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e, per due di loro, anche rapina impropria per essersi rifiutati di restituire i cani agli agenti che li avevano fermati.

Sono stati definiti eroi. Ma il loro gesto è quanto di più naturale e spontaneo dovrebbe avvenire di fronte alla possibilità di poter dare libertà a un essere vivente. E’ stato la scelta di non rimanere semplicemente passivi spettatori di quel momento incredibile, passando all’azione in prima persona oltre quelle reti, aprendo le gabbie ai cani prigionieri.

Il nostro sostegno e supporto va a quelle persone che hanno pensato solamente alla libertà che potevano dare a quei cani, passandoli uno dopo l’altro sopra il filo spinato in una continua corsa dentro e fuori dai capanni, finché gli è stato possibile.

Il nostro sostegno e supporto va però soprattutto a chi, nonostante le conseguenze legali, rivendica pienamente la liberazione di quei cani come gesto giusto e da ripetere, affinché per gli animali ci siano altri 28 aprile.

Diffondiamo quindi con piacere l’appello di Luana, una delle persone imputate, che invita tutti e tutte a partecipare all’udienza di lunedì 26 maggio per dare il proprio sostegno.


 

Verso la chiusura del processo delle 13 persone imputate per la liberazione a Green Hill

Si ricorda che il 26 Maggio 2014 alle ore 11 presso il Tribunale di Brescia, si terrà un’udienza fondamentale del processo contro le 13 persone attiviste coinvolte nella liberazione dei Cani Beagle dal lager di Green Hill avvenuta il 28 aprile 2012. L’udienza prevede l’interrogatorio delle 13 persone imputate, e sarà l’ultimo appuntamento giudiziario prima della sentenza prevista per metà giugno. La sentenza verrà emessa pochi giorni prima dell’inizio del processo contro Green Hill che vede quattro imputati accusati di animalicidio e maltrattamento.

L’azione del 28 aprile 2012 ha rappresentato un momento importante per il movimento antispecista e liberazionista mondiale, e come tale andrebbe sostenuta, e rivendicata, da chiunque creda che non si possa lasciare la vita e la libertà di esseri senzienti a disposizione d’interessi economici e leggi che considerano la schiavitù, lo sfruttamento, la tortura e l’uccisione come pratiche da tutelare.

Sarò all’interno del Palazzo di Giustizia per ribadire la mia opposizione a leggi ingiuste, e rilanciare azioni di solidarietà a tutte le persone non umane che subiscono un sistema di leggi ingiusto e crudele.

Come imputata sono costretta a essere giudicata da un tribunale che riconosce in quest’azione di liberazione una serie di reati che vanno dalla violazione di proprietà privata, al furto, al danneggiamento. La mia presenza vuole essere un sostegno esplicito alla liberazione animale come atto giusto e necessario. Giusto perché le persone non umane hanno diritto, come qualunque Umano, a vivere una vita piena, libera, all’interno delle loro relazioni sociali e affettive. Necessario perché lo sfruttamento degli Animali è previsto, giustificato e normato dalle leggi che regolano la nostra società. La nostra volontà nel portare soccorso, pertanto, non può che manifestarsi anche con azioni di liberazione che divengono immediato sostegno, e nuove possibilità per esseri senzienti che desiderano la libertà.

Quello del processo in corso è un momento fondamentale per creare un elemento di rottura con un sistema che non riconosciamo come giusto.
Per i motivi di cui sopra si chiede a tutte le realtà e individualità che riconoscono nella liberazione Animale un atto diretto di giustizia, di sostenere tali rivendicazioni nel modo che ritengono più appropriato.

Luana Martucci

Verso la chiusura del processo delle 13 persone imputate per la liberazione a Green Hill

processo green hill - Verso la chiusura del processo delle 13 persone imputate per la liberazione a Green Hill

Verso la chiusura del processo delle 13 persone imputate per la liberazione a Green Hill

Si ricorda che il 26 Maggio 2014 alle ore 11 presso il Tribunale di Brescia, si terrà un’udienza fondamentale del processo contro le 13 persone attiviste coinvolte nella liberazione dei Cani Beagle dal lager di Green Hill avvenuta il 28 aprile 2012. L’udienza prevede l’interrogatorio delle 13 persone imputate, e sarà l’ultimo appuntamento giudiziario prima della sentenza prevista per metà giugno. La sentenza verrà emessa pochi giorni prima dell’inizio del processo contro Green Hill che vede quattro imputati accusati di animalicidio e maltrattamento.
L’azione del 28 aprile 2012 ha rappresentato un momento importante per il movimento antispecista e liberazionista mondiale, e come tale andrebbe sostenuta, e rivendicata, da chiunque creda che non si possa lasciare la vita e la libertà di esseri senzienti a disposizione d’interessi economici e leggi che considerano la schiavitù, lo sfruttamento, la tortura e l’uccisione come pratiche da tutelare.
Sarò all’interno del Palazzo di Giustizia per ribadire la mia opposizione a leggi ingiuste, e rilanciare azioni di solidarietà a tutte le persone non umane che subiscono un sistema di leggi ingiusto e crudele.
Come imputata sono costretta a essere giudicata da un tribunale che riconosce in quest’azione di liberazione una serie di reati che vanno dalla violazione di proprietà privata, al furto, al danneggiamento. La mia presenza vuole essere un sostegno esplicito alla liberazione animale come atto giusto e necessario. Giusto perché le persone non umane hanno diritto, come qualunque Umano, a vivere una vita piena, libera, all’interno delle loro relazioni sociali e affettive. Necessario perché lo sfruttamento degli Animali è previsto, giustificato e normato dalle leggi che regolano la nostra società. La nostra volontà nel portare soccorso, pertanto, non può che manifestarsi anche con azioni di liberazione che divengono immediato sostegno, e nuove possibilità per esseri senzienti che desiderano la libertà.
Quello del processo in corso è un momento fondamentale per creare un elemento di rottura con un sistema che non riconosciamo come giusto.
Per i motivi di cui sopra si chiede a tutte le realtà e individualità che riconoscono nella liberazione Animale un atto diretto di giustizia, di sostenere tali rivendicazioni nel modo che ritengono più appropriato.

Luana Martucci

Processo Green Hill: considerazioni sulla seconda udienza

processo green hill - Processo Green Hill: considerazioni sulla seconda udienza

Fonte Veganzetta

18 aprile 2014

Il 25 marzo 2014 si è tenuta la seconda udienza del processo per la liberazione dei Cani di Green Hill. L’udienza era dedicata alla deposizione delle testimonianze dei testi dell’accusa, quindi: Polizia Locale, Digos, Carabinieri, direzione del lager, responsabile veterinario della struttura. Io ero presente in aula unitamente al mio avvocato. Presente ovviamente anche la difesa di Green Hill.

Il PM ha rinunciato a numerosi testi precedentemente chiamati a deporre, e si è concentrato soprattutto sulle testimonianze del Capitano dei Carabinieri Fabrizio Massimi, del dirigente della Digos di Brescia, Vice Questore Aggiunto Giovanni De Stavola, di alcuni agenti della Polizia Locale di Montichiari, che unitamente ad alcuni Carabinieri (anch’essi ascoltati in aula) hanno proceduto agli arresti delle persone imputate nel processo.
Al termine della mattinata sono stati ascoltati anche il responsabile veterinario e il direttore di Green Hill di Montichiari.

Dalle deposizioni è emerso un quadro interessante della situazione: sia Massimi che De Stavola (soprattutto quest’ultimo) hanno escluso la volontà dei manifestanti di aggredire o nuocere agli agenti presenti; De Stavola si è spinto oltre affermando – senza alcuna sollecitazione da parte di nessuno, PM compreso – che “non c’era propensione violenta verso le forze dell’ordine”. Tale affermazione pronunciata dal responsabile operativo della Digos è di assoluto rilievo: non c’è evidentemente volontà politica a perseguire le persone accusate con reati penali derivanti da eventuali azioni violente contro gli agenti, De Stavola, infatti, sostiene che ha ravvisato un “clima di ribellismo contro l’allevamento e non contro la Polizia”.
Lo stesso PM non ha dimostrato volontà di approfondire questioni quali possibili violenze o resistenze contro gli agenti presenti, da parte degli imputati, calcando invece la mano sui danni materiali alle strutture del lager. Tale posizione non è invece quella tenuta dai Carabinieri, che durante la deposizione hanno parlato di presunti atti di resistenza degli imputati durante gli arresti.

Nessuno dei testimoni dell’accusa ha visto le persone imputate aprire le gabbie dei Cani nei capannoni, come nessuno ha visto materialmente gli imputati tagliare, rompere o danneggiare le recinzioni o i serramenti della struttura. Dalla deposizione degli agenti della Polizia Locale di Montichiari presenti il 28 aprile, si evince una situazione di totale confusione all’atto dell’arresto di alcuni imputati che si stavano allontanando con alcuni Cani: gli agenti infatti non sono stati nemmeno in grado di specificare chi si era occupato dei Cani recuperati, e quale procedura venne seguita per riconsegnarli al lager da dove erano stati liberati. Gli agenti di Polizia Locale di Montichiari Omar Pezzaioli e Andrea Rebuffoni, hanno riferito di ricordarsi di aver visto tre Cani beagle in caserma, successivamente riconsegnati al lager di Green Hill senza aver steso preventivamente alcun verbale, né averli identificati.
La medesima confusione si riscontra nelle cifre riguardanti la partecipazione alla manifestazione a Montichiari: secondo i Carabinieri 3.000, secondo la Polizia 1.000, 1.200 persone.
Stesso metodo spannometrico viene usato per la presenza degli agenti in campo: De Stavola riferisce anche che sul posto erano presenti 60-80 agenti, più la Polizia Locale di Montichiari.

Per quanto riguarda la testimonianza di Roberto Bravi e Renzo Graziosi, rispettivamente direttore della sede operativa di Green Hill di Montichiari, e responsabile veterinario, si sottolineano i dati da loro forniti riguardanti i danni subiti e i Cani liberati.
Oltre alle reti tagliate, ad alcune vetrate dei capannoni infrante, e a delle serrature forzate, il direttore parla di danni materiali, secondo un’ultima stima, per un totale di 267.000 euro: mille euro a Cane per i 70 Cani liberati (di cui tre fattrici restituite) per un totale di 67.000 euro, e 200.000 euro riguardanti danni alle strutture e come risarcimento per la perdita di ulteriori 20 Cani; a tale proposito è necessario aprire una parentesi per riportare che il veterinario (dott. Graziosi) ha parlato dello scoppio di un focolaio di parvovirosi canina nel lager, che ha causato – a suo dire –  l’infezione di 100 cani di cui 20 sono successivamente morti. A detta del veterinario il virus della parvovirosi canina è stato veicolato dalle persone che si sono introdotte nei capannoni, in che modo non è dato sapere. La presenza del virus è stata documentata da esami autoptici disposti sul corpo di alcuni cuccioli deceduti inviati all’Istituto Zooprofilattico di zona. Incredibile a dirsi ma pare inoltre che alcuni Cani siano morti perché una volta fatti uscire dalle gabbie, hanno bevuto del liquido disinfettante presente nei capannoni.  Alla domanda sulla presenza di un eventuale protocollo di sicurezza per il trattamento di liquidi pericolosi nel lager, il veterinario ha risposto che non ne esistono.
Il direttore della sede operativa ha rimarcato che il danno economico alla struttura è stato ingentissimo dato che la “produzione” che in passato prevedeva un numero totale di Cani annuo pari a 2.000 – 2.500, risulta ferma da ben due anni, dato che la struttura ha chiuso i battenti come è noto.

Una particolarità sorta durante la deposizione di Bravi è l’esistenza di un fantomatico “programma di donazioni” di Green Hill: pare si trattasse di un programma che prevedeva la cessione di Cani non adatti alla vendita per la vivisezione, a non precisate associazioni per la tutela degli Animali situate all’estero. Su questo punto non è stato possibile indagare oltre, la speranza è che la questione venga ripresa durante lo svolgimento dell’imminente processo contro Green Hill che comincerà in giugno.

La linea di condotta che intendo seguire è quella di evidenziare la valenza politica dell’atto di liberazione che è stato portato a termine, questo nonostante pare ormai chiaro che il processo sia stato incanalato verso una mera richiesta di risarcimento danni; ciò, che parrebbe un elemento positivo, è del tutto deleterio, perché non viene lasciato alcuno spazio alla trattazione delle motivazioni etiche e politiche di quanto si è verificato a Green Hill.

La prossima udienza è stata fissata per il 26 maggio alle ore 11.00, e sarà dedicata al nostro interrogatorio e controinterrogatorio, e ai testimoni della difesa.

Luana Martucci

Processo Green Hill: considerazioni sulla prima udienza

Da Veganzetta.org

processo green hill - Processo Green Hill: considerazioni sulla prima udienza

11 dicembre 2013

Il 10 dicembre si è tenuta la prima udienza del processo per la liberazione dei cani a Green Hill. L’udienza era dedicata all’ammissione delle prove e dei testimoni presentati dalle varie parti. Io ero presente in aula. Le mie accuse a oggi riguardano il furto in dimora (art.624 bis), e il danneggiamento (ancora valutato nei 250.000 euro). Presente anche la difesa di Green Hill.

La tendenza del Giudice e del PM rispetto all’ammissione delle prove e dei testimoni, è quella di ammettere solo ciò che è strettamente pertinente ai capi d’accusa. Sono emerse quindi perplessità su testimoni chiamati da difese di altri imputati quali l’On. Brambilla e il Dott. Tettamanti, il dvd di Striscia la Notizia, ecc.

Perplessità anche rispetto a testimoni e prove presentati dagli avvocati di Green Hill, sia perché alcuni testimoni sono ora indagati in un altro processo aperto dalla procura rispetto a maltrattamenti e uccisioni, sia perché non ritenute inerenti al processo in corso. La mia posizione nell’occasione è stata quella di non richiedere acquisizione di prove e testimoni, ma di voler essere interrogata in quando sostengo ogni azione che ho esercitato quel giorno e ho anticipato di voler rilasciare dichiarazioni durante il processo.

La tendenza del PM sembra un ridimensionamento del processo rispetto reati non gravi, consistenti in qualche piccolo danneggiamento della recinzione e della porta d’ingresso al capannone e il “furtarello” di qualche Cane.

Ravviso la necessità di ribadire l’importanza dell’azione di liberazione di quel giorno che non può essere derubricata a reati di poco conto per quanto questi alleggeriscano la nostra posizione. Ritengo che vada ribadita l’azione intenzionale di portare aiuto a queste persone animali come atto volontario di trasgressione a leggi ingiuste a azione diretta di liberazione.

Inoltre un accenno spontaneo del PM fa presente come lo stato di necessità (art. 54 cp)non sia applicabile in tale circostanza in quanto “purtroppo il nostro ordinamento giuridico parla di persone non prendendo in considerazione gli animali”. E’ qui che l’interpretazione giuridica deve fare quello sforzo necessario per allargare il termine persona a chiunque provi emozioni, sentimenti e desiderio di vivere. Obiettivo difficile, ma occasione imperdibile per stabilire un precedente importante.

Difficile anche per loro sostenere il furto in quanto prevede il fine di trarre profitto per sé o per altri, fine che assolutamente è mancata nell’azione di liberazione.

La prossima udienza è stata fissata per il 25 marzo alle ore 9,30 e sarà dedicata ai testimoni citati dal Pm che saranno interrogati e controinterrogati. La lista è molto lunga e prevede tra gli altri gli agenti delle forze dell’ordine presenti nei vari settori di Green Hill e la Digos.

Luana Martucci

Processo Green Hill: l’apertura

Fonte: Veganzetta.org

processo green hill - Processo Green Hill: l’apertura

Processo Green Hill

Martedì 10 dicembre 2013 si apre il processo contro le persone che hanno liberato alcuni Cani dal lager Green Hill di Montichiari il 28 aprile 2012 durante una manifestazione di protesta.
Veganzetta ha deciso di dare supporto e visibilità a una di queste persone che è sempre stata molto vicina alle posizioni del giornale: Luana Martucci.

Da oggi sul sito web di Veganzetta saranno pubblicate notizie, aggiornamenti, comunicati e dichiarazioni relativamente alle vicissitudini giudiziarie di Luana che dovrà rispondere delle accuse di furto e danneggiamento.

Di seguito è possibile leggere la prima dichiarazione pubblica di Luana Martucci in occasione  dell’udienza del 10 dicembre. 

10 dicembre 2013 – Primo comunicato

Liberazione Green Hill: stato di necessità

il 28 aprile a Green Hill mi sono trovata di fronte a degli individui imprigionati, condannati a tortura e morte, privi di ogni diritto a vivere la propria vita in modo libero. Individui che non erano in grado di liberarsi da soli da quella schiavitù. Un Cane, come qualsiasi essere senziente, ha una storia, dei ricordi, dei sentimenti e delle emozioni. Desidera vivere una vita piena e libera intrattenendo relazioni sociali; per tali ragioni non sarebbe errato definirlo una persona non umana. Chi si ostina a negare tutto ciò, nega un’evidenza. Chi si ostina a lucrare sulla vita degli altri, anche se non umani, compie un atto profondamente ingiusto se non agli occhi della Legge, che lo permette, perlomeno a quelli della coscienza che non può essere zittita. E’ questa coscienza, e il senso di giustizia che ne deriva che ho ritenuto di dover seguire, agendo direttamente e liberando chi non poteva liberarsi da solo, e che non avrebbe di sicuro avuto alcuna speranza per un futuro migliore. Ho semplicemente manifestato loro la mia solidarietà. Non avrei potuto rivolgermi a nessuno per aiutare questi individui. Le leggi che regolano la nostra società permettono lo sfruttamento di questi esseri senzienti, e la nostra cultura e il nostro modo di vivere si fonda sulla possibilità di sfruttarli e ucciderli, per mangiarli, per indossare la loro pelle o semplicemente per divertirci. Per la nostra società gli Animali sono oggetti e producono reddito, per me sono individui che desiderano vivere. Ho agito in conseguenza a ciò che credo giusto, ho seguito un principio di civiltà e umanità. Nella storia umana anche la schiavitù di altri umani, o l’olocausto, o l’apartheid sono stati a lungo permessi dalle leggi, eppure molti le hanno trasgredite queste leggi per portare solidarietà a queste persone e sottrarle a un destino orribile. La mia è una forma di disobbedienza e denuncia nei confronti di leggi ingiuste, e un’azione solidarietà a chi non può liberarsi.

Il mio atto è scaturito pertanto da uno stato di necessità, lo stesso che si verrebbe a creare nel momento in cui una donna, un uomo, un bambino si venissero a trovare in una situazione di privazione totale dei più semplici diritti individuali, che mai dovrebbero essere negati.

In questo ritengo la liberazione animale un atto diretto di giustizia

Oggi sono pertanto chiamata a rendere conto del compimento di un atto dettato dalla necessità di salvare dalla tortura e dalla prigionia persone non umane, altrimenti destinate a una lunga agonia e alla morte; e questo solo per il semplice fatto di non appartenere alla specie umana. Non considero quindi il mio gesto sbagliato, bensì giusto e necessario.

Luana Martucci

Download comunicato in formato .pdf