Sea Shepherd, il Leone Cecil e il “purismo” vegano

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Su Veganzetta un interessante articolo di Gary Francione tradotto in italiano

Fonte: www.abolitionistapproach.com/sea-shepherd-weighs-in-on-cecil-the-lion-insisting-on-veganism-is-purism-and-elitist

Sea Shepherd irrompe nel dibattito sul leone Cecil: il veganismo è “purismo” e risulta “elitario”
di Gary L. Francione

Paul Watson di Sea Shepherd è entrato di forza nella controversia su Cecil il leone. Watson bersaglia quelli di noi che sostengono l’assoluta mancanza di una significativa differenza morale tra uccidere gli animali per sport e uccidere gli animali per il piacere del palato, e che si oppongono all’uccisione di Cecil come impegno di rigetto del massacro di oltre 60 miliardi di altri animali a fini alimentari (senza contare quelli marini).

In “The Cult of Competitive Purism”, Watson sostiene che quelli di noi fermi su questa posizione siano “elitari” e colpevoli di “purismo”.
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Vuoi mettere una Balena con un Maiale? Lo specismo di capitan Watson

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Su Paul Watson fondatore e leader indiscusso di Sea Shepherd si è scritto e detto molto, un’aura di leggenda aleggia sulle gesta del capitano che coraggiosamente si scaglia contro le baleriere con le sue navi. L’attivismo di Sea Sheperd è fuori di discussione: si tratta di azioni forti, senza compromessi ed efficaci, ma spesso si tende a mitizzare le figure di determinate persone stravolgendo la realtà. Se da un lato Watson si batte per salvare le Balene (e meno male!), dall’altro è ben lontano da essere un attivista antispecista e un liberazionista. Molto spesso però proprio in ambito antispecista si tessono le sue lodi, e lo si cita ad esempio, senza tener conto di alcune sue discutibili esternazioni sui diritti umani, prese di posizione e idee sul veganismo e sugli Animali che nulla hanno a che spartire con l’antispecismo.
Di seguito si riportano stralci di un’intervista a Watson risalente al 2010 pubblicata dal Guardian. Il testo originale integrale lo si può visionare al seguente indirizzo: www.theguardian.com/environment/2010/sep/21/sea-shepherd-paul-watson-whales

La traduzione in italiano di alcuni passi dell’intervista:

Il mio editore mi ha chiesto di chiederle: perché uccidere una balena è peggio che uccidere un maiale, per esempio, dal momento che un maiale è altrettanto intelligente?

Paul Watson. Mi è stata fatta molte volte questa domanda da parte dei giapponesi, e la trovo offensiva. Come può una persona mettere a confronto l’uccisione di un maiale con l’uccisione di una balena? Prima di tutto, le nostre navi sono vegane. Il 40% dei pesci pescati vengono utilizzati come cibo per il bestiame – maiali e polli stanno diventando i maggiori predatori acquatici. L’industria di bestiame è una delle maggiori cause di emissione di gas serra. Il cibarsi di animali è un disastro ambientale.

Lei è vegetariano o vegano?

Paul Watson. Sì, sono vegano, ma non pruomoviamo il veganismo per i diritti degli animali ma per proteggere l’ambiente.

Non si può confrontare l’uccisione degli animali in un macello casalingo con l’uccisione di una balena. Ciò che succede a quelle balene – o delfini, ad esempio, a Taji – non sarebbe mai tollerato in un macello. Quei mattatoi verrebbero chiusi. Ci vogliono dai dieci ai quarantacinque minuti per uccidere una balena e morirebbe in un’orribile agonia. Questo sarebbe inaccettabile ed illegale in un qualunque mattatoio nel mondo.

Inoltre loro sono specie protette ed in via di estinzione – i maiali e le mucche non lo sono. Sono parte dell’ecosistema, mentre le mucche e i maiali no. Mi da sempre fastidio quando viene fatto questo confronto. Specialmente quando viene fatto dai giapponesi, che mangiano più maiali, mucche e polli di tutta l’Australia e la Nuova Zelanda messe insieme. Solo l’1% dei giapponesi mangia le balene; la maggior parte mangia mucche, maiali e polli. È una ridicola analogia.