Il pensiero antispecista giustifica l’uso di pratiche violente di lotta?

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Faq 6 – Il pensiero antispecista giustifica l’uso di pratiche violente di lotta?1

No. L’antispecismo non può accettare il principio secondo il quale, per giungere alla liberazione animale e umana, si debbano adottare le stesse metodologie che utilizza la società specista, dominatrice e violenta per mantenere lo stato delle cose. Il fine non giustifica mai i mezzi, pertanto l’utilizzo della violenza nei confronti dei viventi, se non come atto estremo di legittima difesa, non è ammissibile.
La lotta antispecista è una lotta di nonviolenza (anche se non si esclude aprioristicamente l’uso della violenza per autodifesa), intesa come spinta a un cambiamento radicale della società umana attuale, in chiave liberazionista.

La matrice nonviolenta nasce dal concetto stesso antispecista di opposizione a qualsiasi pratica di sfruttamento e di dominio: nei confronti di chi può provare dolore (vedasi il concetto di painismo), e in senso lato sugli altri esseri viventi. La volontà di non controllare e dominare gli altri esseri senzienti, colloca l’antispecismo anche su posizioni libertarie e antigerarchiche, oltre che nonviolente. Opporsi alla violenza della società specista, combattere il paradigma del “diritto del più forte” che ci viene inculcato sin dalla nascita, con le stesse metodologie e pratiche usate dalle strutture sociali che si intende abbattere, e costringendo gli altri a piegarsi al nostro volere con la forza, equivarrebbe a tradire l’ideale antispecista.
Nessun fine può giustificare mezzi, che significano percorsi esperienziali privati e pubblici, lotte e pratiche di vita, che dovrebbero formare il nucleo stesso del futuro aspecista, ma che se si connotano come pratiche di controllo e dominio, non farebbero altro che perpetuare e alimentare l’attuale modello sociale.
La pratica antispecista, dunque, è già materializzazione del fine che persegue con coerenza; ciò significa evitare l’utilizzo di metodologie che andrebbero a contrapporsi al fine prefissato: coercizione, controllo, dominio, violenza (intesa come atto fisico o psicologico diretto contro i viventi per piegarli al nostro volere), e in generale imposizioni che inneschino logiche gerarchizzanti da “vincitori e vinti”, non possono appartenere all’antispecismo.
In sintesi si può anche affermare che non si mira alla presa del potere, ma alla sua eliminazione, e ogni azione diretta è auspicabile se non causa atti violenti contro i viventi.

Note:

1) Adriano Fragano, Proposte per un Manifesto antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera, NFC Edizioni, 2015, pp. 42-44.

Il vero volto di EXPO 2015

noexpo - Il vero volto di EXPO 2015
Expo 2015
è l’Esposizione Universale che dal primo maggio al 31 ottobre 2015 sarà ospitata dalla città di Milano e attorno alla quale gravitano un numero esorbitante di appuntamenti, partecipazioni, finanziamenti, opere pubbliche e private, sponsorizzazioni e tutto quello che un “grande evento” come questo richiede e si prefigge di muovere.

La manifestazione si dichiara nei suoi ambiziosi intenti come un’occasione di confronto sul tema dell’alimentazione e della nutrizione, già a partire dal suo slogan promozionale e fa propri pochi e chiari concetti e parole chiave, che ai più potrebbero sembrare largamente condivisibili.
Nutrire il pianeta, energia per la vita” con un cibo buono, sostenibile dal punto di vista ecologico e giusto dal punto di vista sociale, è questo il claim diffuso con ogni mezzo possibile.

Un’immagine praticamente inattaccabile, costruita a partire da un filo conduttore dichiarato – il cibo – che interessa tutti e che per tutti è, nel bene e nel male, argomento prioritario.

Alla grande manifestazione il collettivo Farro & Fuoco ha dedicato un dossier dal titoloNessuna faccia buona, pulita e giusta a EXPO 2015 – Dossier su Slow Food, Coop Italia e Eatalyche, a partire dalla storia di tre protagonisti dell’evento, ne analizza in modo critico contenuti, premesse, obiettivi e significati svelandone i retroscena e proponendone una visione critica.

Slow Food, Eataly e Coop Italia sono infatti tre attori protagonisti di questa querelle e giocano un ruolo primario nella costruzione del vero volto – malcelato – di questo evento di enormi proporzioni sia in termini di investimenti che di impatto sulla vita di chi vi entra in contatto, praticamente di tutti noi.

Già dalle prime righe del dossier appare chiaro come Expo sia un evento fuori dal tempo e dallo spazio, i cui confini geografici si estendono ben oltre Milano e la cui durata si annuncia ben più estesa dei sei mesi ufficialmente dedicati alle iniziative in calendario.

Una città che muta, così come tutte le altre coinvolte in “grandi eventi”, sotto al peso dell’urgenza di adattarla a diventare non solo location ma anche incarnazione della manifestazione, una macchina che si muove con l’obiettivo di creare una “nuova Milano”, spendibile come attrattiva turistica e contenitore luccicante.
Opere pubbliche costate un occhio della testa che nelle loro modalità di programmazione e costruzione sconfessano già adesso le dichiarate finalità dell’evento e che, stando alle esperienze pregresse, immaginiamo abbandonate e vuote quando il sipario calerà.

Collaborazioni, strette di mano, accordi, promesse e contratti che coinvolgono soggetti istituzionali e colossi industriali come Pioneer DuPont, multinazionale specializzata in biotecnologie e ricerche su Organismi Geneticamente Modificati, San Pellegrino SPA e altri marchi Nestlé, fra gli altri, che evidenziano lampanti criticità e idiosincrasie tra il tema ufficiale e le grandi opere collegate a EXPO.

Progetti giudicati essenziali e urgenti, ovviamente destinatari di finanziamenti, realizzati in tempi record schiacciando tutto ciò che incontrano, financo contadini e agricoltori i cui terreni sono stati espropriati come nel caso della costruzione dell’autostrada TEEM, con buona pace di Istituzioni e promotori.

Slow Food, Coop e Eataly, con la loro specifica presenza, inducono a credere che i veri temi di questa EXPO siano agricoltura, tutela della biodiversità, educazione alimentare e tutto ciò che a questi cardini possiamo agganciare ed è interessante e puntuale il lavoro portato avanti da Farro & Fuoco nel descriverne caratteri e peculiarità e nel dimostrare come la loro superficie patinata sia funzionale a sostenere l’insostenibile.

Per sei mesi Milano diventerà una vetrina mondiale in cui i Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta a un’esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri.”, questo possiamo leggere sulle pagine del sito ufficiale di EXPO.

Ma se la Milano/vetrina è sventrata, riscritta e violentata dai progettisti di EXPO, lo stesso vale per il vero protagonista della manifestazione, il suo destinatario, che non è un semplice cittadino ma un consumatore e costituisce il fertilizzante di un impianto che sul suo orientamento si sostiene e del suo denaro e consenso si alimenta.

Il consumatore è il fruitore finale di tutto quello che EXPO propone: passeggerà fra stand e laboratori, assisterà a workshop e presentazioni, si incuriosirà davanti a innovazioni tecnologiche pensate e costruite a sua misura e soprattutto orienterà i propri acquisti verso qualcosa che riterrà buono, sostenibile e giusto.

Del resto, chi ha strutturato tutto questo ha studiato approfonditamente queste dinamiche e, senza dubbio, ha dimostrato la sua abilità nell’utilizzare un linguaggio fino a poco tempo fa proprio di nicchie ristrette di ambientalisti o di aderenti a gruppi d’acquisto solidale reinventandolo e orientandolo verso un nuovo modello dicapitalismo green che è ben più feroce del suo antenato perché più subdolo e meno riconoscibile.

Il consumatore, bersagliato com’è da una pressante e ben costruita informazione, sarà esposto a un numero così consistente di stimoli che con tutta probabilità finirà per esserefelice di partecipare a quella che crederà essere una tappa di quella scalata verso un’economia sostenibile e potrebbe addirittura convincersi di costituire un tassello fondamentale per il sostegno di questo Progetto, un soggetto attivo della società che è nella mente di Slow Food e compagni.

Creare consumatori felici. Questo è l’obiettivo di EXPO 2015 così come in generale del nuovo capitalismo verde; felici di spendere il poco di cui questo sistema gli permette ancora di disporre con l’illusione di una scelta “consapevole” che altro non fa se non costituire consenso e legittimità del capitalismo stesso.

Di che colore sia non importa.

Felice è il consumatore e felice è chi produce, nella riproposizione di una presunta “società agricola tradizionale” che è caricaturale e a-storica e che produrrà qualcosa che è destinato a finire in bella vista sugli scaffali di un ben arredato supermercato a marchio Eataly o Coop sotto forma di prodotti certificati e “sicuri”.

Felice è addirittura il “prodotto”, ed è questo un argomento fondamentale, un prodotto felice anche quando altro non è se non una vita spezzata, martoriata, confezionata e acquistata.

Perché l’animal welfare, il presunto “benessere animale”, è uno dei punti cardine attorno al quale ruota il grande inganno dell’EXPO, dei suoi promotori e del capitalismo verde.

Un benessere definito dalle stesse industrie che lucrano sulla vita di milioni di esseri viventi destinati a essere trasformati in prodotti.

Con buona pace delle coscienze proprio di quei consumatori che crederanno “giusto” anche questo, perché il pascolo è più ampio, perché il cibo è biologico, perché l’aria è più buona.

EXPO punta il dito contro le ingiustizie connesse alla produzione del cibo e assurge coi suoi partner a “maestro” di buoni comportamenti e scelte sostenibili ma, ovviamente, fra le ingiustizie non include affatto quelle perpetrate nei confronti degli animali non umani e giustifica privazione, sofferenza e morte.

Il marketing nel settore della vendita di cibo nella grande distribuzione impone oggi di inserire quelle due parole magiche -benessere animale- per attrarre il consumatore che si dichiara consapevole e rassicurarne al tempo stesso la coscienza; è necessario per chi vuole emergere fra i protagonisti del nuovo corso del mercato capitalista dal nuovo voltogreen e sostenibile.”

Così Farro & Fuoco descrive efficacemente questa dinamica.

E’ chiaro che l’unica forma possibile di concreto benessere animale può sussistere solo nella completa cancellazione di qualsiasi tipologia di allevamento, di sfruttamento e ogni forma di fonte di profitto per le aziende che provenga dallo sfruttamento animale.

Il meccanismo tramite il quale vengono edulcorati gli aspetti della dolorosa prigionia o dell’uccisione degli Animali agli occhi dei consumatori, non fa altro che legittimare ancora di più l’esistenza delle gabbie e dei mattatoi.

Il claim di Expo “Nutrire il pianeta” è basato su schiavitù, sofferenza e morte e certamente lavori come quello di Farro & Fuoco contribuiscono a diffondere una lettura critica di un fenomeno che è specchio di dinamiche ormai innescate che tutti noi possiamo contribuire a fermare.

EXPO porta con sé devastazione ambientale e sfruttamento delle risorse e un modello di economia pseudo sostenibile che è invece autoritaria ed elitaria, alla quale è possibile opporsi mediante la costruzione di esperienze di critica collettiva veicolate anche da lavori come il dossier del collettivo che vale la pena di leggere e diffondere.

Ada Carcione – Veganzetta

Veganzetta al Veganch’io 2014

v estate - Veganzetta al Veganch’io 2014

Sabato 30 agosto ore 15.30 – 17.30  a Vimercate (Milano) nell’area feste di Via degli Atleti, 1 in occasione del festival VEGANch’io 2014:

workshop 2: “Strategie e tattiche del movimento antispecista” con Aldo Sottofattori, Adriano Fragano (Veganzetta) e Benedetta Piazzesi.

Durante e dopo il workshop saranno distribuite le copie cartacee di Veganzetta e del libretto “Proposte per un Manifesto antispecista.

info: www.veganchio.org

Incontri estivi con Veganzetta

v estate - Incontri estivi con Veganzetta

Fonte Veganzetta.org

Naturalmente ci saranno anche le copie cartacee di “Proposte per un Manifesto antispecista”

Qualora vogliate ritirare una copia cartacea gratuita di Veganzetta, potrete trovarla in occasione dei seguenti eventi estivi. 

Vegan Circus Fest – Vignola (MO) – sabato 12 luglio 2014 ore 18.30
“Il veganismo etico come strumento di lotta alla società dei consumi”
Adriano Fragano – Veganzetta

VEGANch’io 2014 – sabato 30 agosto 2014 ore 15.30
“Strategie e tattiche del movimento antispecista”
Adriano Fragano – Veganzetta con Aldo Sottofattori e Benedetta  Piazzesi

Veganzetta vi aspetta.

Incontro “Azioni e parole” Milano/Magnago 24/25/26/27 aprile 2008

banner - Incontro "Azioni e parole" Milano/Magnago 24/25/26/27 aprile 2008

EVENTO TERMINATO

banner incontro milano - Incontro "Azioni e parole" Milano/Magnago 24/25/26/27 aprile 2008

 

>> Download della locandina con il programma completo

*Introduzione all’ incontro ‘AZIONI e PAROLE’

Milano / Magnago 24-25-26-27 aprile ’08

Poiché all’ultimo momento è stata negata l’autorizzazione a pernottare con tende a Magnago, dobbiamo rinunciare ad una base comune per l’incontro dove lasciare ognuno le proprie cose e dove fare le colazioni; ripieghiamo sulla disponibilità ad ospitare i partecipanti già riscontrata da parte di singoli e uno squat del Milanese.

Per non incorrere in altri problemi organizzativi dell’ultimo momento chiediamo a tutti di comunicare per tempo del loro arrivo e del mezzo di locomozione di cui dispongono per eventuali passaggi, in modo da poter fare i conti in anticipo e pensare gli spostamenti. Saremo a Magnago quindi solo il giovedì pomeriggio e la sera e tutta la domenica per lavori e discussioni (abbiamo eliminato il corteo di Busto Arsizio segnalato inizialmente sulle locandine). Il venerdì e il sabato invece iniziative, pranzi e cene si terranno a Milano.

Alla luce degli imprevisti invitiamo a non portare a seguito cani o, se proprio fosse impossibile dividervi, a chiamarci per cercare una soluzione.

Il cibo, rigorosamente vegan, sarà offerto, mentre saranno a prezzo di costo le bevande; unica occasione che è stata pensata per recuperare almeno parte delle spese è la cena del venerdì 25 sera…non preoccupatevi a contributo “popolare”.

Non mancate: confidiamo di poter realizzare un momento importante, alla ricerca di quella svolta di cui il movimento ha bisogno.
Sono ovviamente ben accette, anzi incentivate, tutte le proposte e la partecipazione di tutti coloro che sono interessati!

_info line 331-5987078
_per richiedere le locandine, contatti ed informazioni: azionieparole08@libero.it
_invitiamo tutti, individui, gruppi e associazioni, a pubblicare il banner della 4 giorni e far circolare nelle mailing lists la notizia dell’incontro
_per commenti e suggerimenti visita il sito http://www.manifestoantispecista.org/incontri-antispecisti/

Perché un incontro fra antispecisti?

Perché è nostra convinzione che sia necessario confrontarsi, in modo approfondito e beneficiando di una comunicazione diretta, sul termine antispecismo, in quanto evoluzione del concetto di animalismo. La storiografia del movimento per la difesa degli animali illustra una successione di fasi che appaiono una come la continuazione dell’altra, quando a ben vedere contengono aspetti tra loro contrastanti.

Si è assistito nel tempo da parte degli attivisti ad un arroccamento su posizioni da difendere, quasi si trattasse di aver a cuore interessi personali, piuttosto che ad una disponibilità collettiva a indirizzare le istanze verso l’ampliamento della consapevolezza delle idee, dei problemi e delle difficoltà. Riassumendo brevemente questo excursus, che ha avuto attuazione pressoché internazionale, dal semplice sentimento zoofilo è nato un atteggiamento pragmatico di tipo protezionistico. L’aspettativa di veder riconosciuti i diritti degli animali all’interno degli impianti legislativi, ha rivelato una profonda inconsistenza, a causa della sua natura conforme al sistema dominante; l’effettiva origine dello sfruttamento pone le sue radici nel ricorso alla gerarchia, che è figlia della domesticazione e mai strumento per porvi rimedio.

E’ così che rivendicazioni di stampo liberazionista hanno aperto un varco di critica radicale alla società in cui ci troviamo a vivere, da animali umani insieme ad animali non umani. La lotta per la liberazione animale è apparsa così meno isolata dal contesto generale, sapendo porre le basi per non percepire sé stessa come una causa singola.
Paradossalmente, mentre il concetto di animalismo trovava lo sviluppo utile a ridefinire sé stesso, aumentava l’identificazione da parte dei suoi osservatori esterni nelle modalità con le quali si era fallacemente generato.

Di fronte all’equivoco che presentava il rischio di veder confuse e ridimensionate rivendicazioni di carattere rivoluzionario, alla luce della strenua opposizione al paradigma antropocentrico, è emersa l’esigenza di utilizzare e discutere il termine antispecismo nell’ambito di una teoria e prassi radicali. Sono in corso d’opera lavori di analisi e caratterizzazione, che intendono costruire una piattaforma teorica rigorosa che funga da stimolo e riferimento tanto nelle parole quanto nelle azioni.
Un riferimento che non vuole essere intellettualmente fine a se stesso, bensì culturalmente funzionale al conseguimento di un cambiamento reale.

Con questo incontro confidiamo di poter stabilire insieme un solido e proficuo ponte di comunicazione e collaborazione tra la teoria e la pratica che, ad oggi, ci appaiono poco sintonizzate reciprocamente, alle prese con andamenti delle volte asincronici e autoreferenziali.
Desideriamo creare una stretta connessione consequenziale tra il cosiddetto antispecismo di tipo pratico che, nella prospettiva di un significativo incremento, consentirebbe di rompere gli schemi imposti dalla società specista, e una teoria antispecista fiorente che s’impegna ad analizzare origini, modalità e finalità dello specismo, effettuando quei collegamenti concettuali indispensabili per rinforzare l’opposizione all’ideologia e alla discriminazione che accompagnano e generano lo sfruttamento degli animali, umani e non umani.

La ricerca di uno sviluppo in questo senso prevede l’assunzione di una consapevolezza politica collettiva, oltre che morale e individuale nelle idee e nelle azioni della quotidianità, per tanto auspichiamo la nascita di un ambito di cooperazione allargata in cui realizzare un’identità di movimento e perseguire progetti di intervento.

Per costituire un movimento antispecista unitario, nel rispetto delle diversità e delle prerogative dei singoli gruppi e individualità, dobbiamo persuaderci della necessità di creare strutture che non dipendano dai personalismi o dalle peculiarità di assembramenti ridotti; unirci in organismi rappresentativi della totalità e complessità della situazione in cui versa il cosiddetto animalismo radicale; istituire momenti di incontro periodico in cui prendere decisioni e dotarci di un metodo organizzativo che, per quanto orizzontale e rivolto al coinvolgimento dal basso, consenta di avanzare nella direzione dell’affermazione incrementale dei principi antispecisti.

Possiamo convergere su principi condivisi stilando fin da ora un manifesto antispecista d’intenti che presupponga nuovi sviluppi e applicazioni.

Questa prima ‘quattro giorni’ vuole fungere da apripista di una tale nuova collaborazione, che, una volta compresa e scelta, può cominciare a concretizzarsi.
Proporremo di aderire a successivi incontri, da stabilire insieme nelle sedi e nelle modalità; confidiamo di influenzare positivamente il movimento antispecista che al momento, più che variegato, è problematicamente disgregato.
Cooperazione tra attivismo teorico e pratico, AZIONI E PAROLE, in reciproca relazione: il fine è esplicitato; ora non resta che riconoscerci, metterci nelle condizioni di interagire ed evolvere insieme verso l’agognato traguardo di trasformazione della società specista che violenta, affama, sfrutta, tortura, inquina, distrugge, uccide.

Programma di massima:

24 aprile giovedì MAGNAGO

H.14.30 ritrovo a ferrovie nord stazione Vanzaghello

-pomeriggio: realizzazione di strutture utili ad ospitare animali riscattati dall’industria della carne a Magnago (Milano); presentazione del progetto “sangue degli animali
-cena vegan
-sera: introduzione all’incontro / mini torneo di calcio 3 vs 3

25 aprile venerdì MILANO

H.10.30 ritrovo in Piazza Duca d’Aosta, Milano (stazione centrale, MM verde, MM gialla)

-mattino: lavori preparativi per il corteo del 25 aprile di Milano
-pranzo: food not bombs in stazione centrale davanti a Mc Donald (Milano)
-pomeriggio: corteo della liberazione con il messaggio “Antispecismo é liberazione”, per la liberazione di tutti gli esseri senzienti
-cena vegan c/o parco-canile di Vitadacani, Arese via Mattei 70 ( www.vitadacani.org )
-sera: discussione sul consenso (come metodo decisionale interno + strategie e considerazioni sulla ricerca del consenso; suggeriamo la lettura del testo ‘Il metodo del consenso‘ su http://www.manifestoantispecista.org )

26 aprile sabato MILANO

H.10.30 ritrovo C.S.O.A. Conchetta, via Conchetta 18 Milano (tram 3, bus 90-91, MM Romolo)

-mattino: discussione e confronto con la cassa di solidarietà Senza Gabbie e un nuovo progetto del ‘Gruppo di supporto antispecista
-buffet vegan
-pomeriggio: dibattito su “Antispecismo e liberazione animale

*scaletta:
introduzione: “verso un movimento antispecista”
l’antispecismo de La Nemesi
l’antispecismo di Liberazioni.org
dibattito e proposte dai presenti

-buffet vegan

Durante l’arco della giornata verranno allestite mostre sullo sfruttamento animale, proiezioni video e sprazzi di musica nel momento del rinfresco serale. Raccoglieremo fondi per una prossima iniziativa editoriale del gruppo ecologista il Silvestre sul nuclerare.

27 aprile domenica MAGNAGO

H. 10.30 ritrovo a ferrovie nord stazione Vanzaghello

-mattino: presentazione della Coalizione contro la vivisezione nelle Università ( www.bastavivisezione.net ) e aggiornamenti dalle lotte alla vivisezione nel mondo
-pranzo vegan
-pomeriggio: discussione su metodi e finalità delle campagne di pressione

Durante la 4 giorni saranno distribuiti due documenti frutto di tre assemblee avvenute in preparazione all’incontro, momenti nei quali si è lavorato insieme per realizzare una definizione del ‘nostro antispecismo’ e per gettare le basi per un intervento nel sociale che integri il ricorso alla sensibilizzazione e alla pressione, alla ricerca di una rivendicazione di tipo politico indispensabile ai fini della lotta antispecista.

Alleghiamo dei testi per la riflessione che potete trovare su
http://www.manifestoantispecista.org/incontri-antispecisti:

-Specismo e antispecismo storia e prospettive
http://www.manifestoantispecista.org/2008/03/11/specismo-e-antispecismo-storia-e-prospettive

-Antispecismo e liberazione animale
http://www.manifestoantispecista.org/2008/02/22/antispecismo-e-liberazione-animale

-Dal 1° seminario antispecista
http://www.manifestoantispecista.org/2008/01/15/dal-1%c2%b0-seminario-antispecista-i-testi

-Antispecismo su Anarchopedia
http://www.manifestoantispecista.org/2008/03/09/antispecismo-su-anarchopedia

-Un Manifesto?
http://www.manifestoantispecista.org/un-manifesto

-Uomini, animali, animalisti (parte prima e parte seconda)
http://www.liberazioni.org/ra/ra/qa/indice.html

-La cassetta degli attrezzi
http://www.manifestoantispecista.org/cassetta-degli-attrezzi/

-…e superare l’animalismo
http://www.manifestoantispecista.org/2008/01/09/e-superare-lanimalismo

-Le insidie dello “specismo speculare”
http://www.manifestoantispecista.org/2008/03/13/le-insidie-dello-specismo-speculare

-Il grattacielo
http://www.manifestoantispecista.org/2008/01/09/il-grattacielo

-Critica all’ideologia animalista
http://www.liberazioni.org/ra/ra/ma_ma/indicedimarco.html

-Verso una pratica antispecista
http://www.liberazioni.org/liberazioni/articoli/SottofattoriA-01.htm

-Cos’è l’antispecismo?
http://www.liberazioni.org/liberazioni/articoli/MauriziM-06.htm

Diffondiamo a seguire un testo inviatoci;
racchiude una proposta che vuole essere vagliata insieme la giornata del sabato 26 alle h.10.30 c/o C.S.O.A. Conchetta.

*’Gruppo antispecista di supporto’

Nasce una cassa di solidarietà per militanti antispecisti.

Gli obiettivi primari del nuovo gruppo di supporto per attivisti vegan sono:

-incrementare l’apporto monetario a favore di coloro che devono affrontare le insidie dei tribunali
-istituire un metodo di corrispondenza che sfrutti la fruibilità del mezzo telematico per contattare i detenuti
-mettere in campo un nuova tipologia di sostegno per chi è detenuto nelle galere

Attraverso cene e iniziative di food not boobs desideriamo accostare alla propaganda del veganismo la raccolta di fondi utili a coprire maggiormente le spese con le quali il movimento si trova a dover fare i conti con crescente difficoltà.

Attraverso l’istituzione di indirizzi mail specifici per ogni compagno ingabbiato intendiamo accorpare i messaggi di coloro che lo sostengono, per poi occuparci di stampare le lettere e spedirle al luogo in cui sosta.

Attraverso proteste telefoniche, via mail e sui media pensiamo sia possibile e necessario interferire contro il trattamento forcaiolo degli inquirenti a discapito dei prigionieri vegan, sottoposti alla privazione degli alimenti fondamentali che la loro scelta etica richiede.

Fintantoché non riusciremo, con il vostro insostituibile aiuto, a realizzare il riconoscimento da parte delle amministrazioni penitenziarie del diritto minimale a non dover rinunciare, oltre che alla libertà di movimento e azione, anche al proprio regime alimentare, ci impegniamo a spedire pacchi di cibo che non proviene dallo sfruttamento degli animali.
Ogni casa circondariale risponde a regole proprie e così espone compagni e amici solidali a vivere nell’incertezza il destino di coloro che vengono rinchiusi.
E’ nostra intenzione tentare di fornire un apporto in più a chi rimane impigliato nelle maglie della repressione e subisce un’ennesima pena tra le pene!

Non riserviamo tale specifico supporto, umano e nel vitto che rifiuta carne, uova, latte e derivati, a coloro che non rispondono a quelle che secondo il nostro pensiero sono caratteristiche imprescindibili all’antispecismo: ripugniamo insieme allo specismo, razzismo, sessismo e omofobia.

Non vogliamo sovrapporci all’impegno profuso dalle altre casse di solidarietà alle quali dobbiamo riconoscenza rivoluzionaria; confidiamo di occupare un campo di utilità generale a partire dalle nostre peculiarità.

Per adesioni, contributi e suggerimenti ci mettiamo a disposizione su uno spazio libero del movimento, dove potete tutti convenire per fornire la vostra opinione:
http://www.manifestoantispecista.org/

Solo quando giudicheremo soddisfacente tale percorso preliminare di conoscenza cominceremo a portare avanti l’attività del Gruppo Antispecista di Supporto e vi forniremo i riferimenti per partecipare.

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Testo tipo d’invito alla 4 giorni di aprile ’08, per mailing list e messaggi personali:

Introduzione all’ incontro ‘AZIONI e PAROLE’
Milano / Magnago 24-25-26-27 aprile ’08

Antispecismo e liberazione animale

Con questo incontro confidiamo di poter stabilire insieme un solido e proficuo ponte di comunicazione e collaborazione tra la teoria e la pratica che, ad oggi, ci appaiono poco sintonizzate reciprocamente, alle prese con andamenti delle volte asincronici e autoreferenziali.
Desideriamo creare una stretta connessione consequenziale tra il cosiddetto antispecismo di tipo pratico che, nella prospettiva di un significativo incremento, consentirebbe di rompere gli schemi imposti dalla società specista, e una teoria antispecista fiorente che s’impegna ad analizzare origini, modalità e finalità dello specismo, effettuando quei collegamenti concettuali indispensabili per rinforzare l’opposizione all’ideologia e alla discriminazione che accompagnano e generano lo sfruttamento degli animali, umani e non umani.

A causa del fatto che all’ultimo momento è stata negata l’autorizzazione a pernottare con tende a Magnago, dobbiamo rinunciare ad una base comune per l’incontro dove lasciare ognuno le proprie cose e dove fare le colazioni; ripieghiamo sulla disponibilità ad ospitare i partecipanti già riscontrata da parte di singoli e uno squat del Milanese.
Per non incorrere in altri problemi organizzativi dell’ultimo momento chiediamo a tutti di comunicare per tempo del loro arrivo e del mezzo di locomozione di cui dispongono per eventuali passaggi, in modo da poter fare i conti in anticipo e pensare gli spostamenti. Saremo a Magnago quindi solo il giovedì pomeriggio e la sera e tutta la domenica per lavori e discussioni (abbiamo eliminato il corteo di Busto Arsizio segnalato inizialmente sulle locandine). Il venerdì e il sabato invece iniziative, pranzi e cene si terranno a Milano.
Alla luce degli imprevisti invitiamo a non portare a seguito cani o, se proprio fosse impossibile dividervi, a chiamarci per cercare una soluzione.
Il cibo, rigorosamente vegan, sarà offerto, mentre saranno a prezzo di costo le bevande; unica occasione che è stata pensata per recuperare almeno parte delle spese è la cena del venerdì 25 sera…non preoccupatevi a contributo “popolare”.

Non mancate: confidiamo di poter realizzare un momento importante, alla ricerca di quella svolta di cui il movimento ha bisogno.
Sono ovviamente ben accette, anzi incentivate, tutte le proposte e la partecipazione di tutti coloro che sono interessati!

_info line 331-5987078
_per conoscere il programma, richiedere le locandine, per avere i codici del banner della 4 giorni, contatti ed informazioni:azionieparole08@libero.it
_invitiamo tutti gli interessati a partecipare e a far circolare, nelle mailing lists e attraverso i passa-parola, la notizia dell’incontro
_per commenti e suggerimenti visita il sito http://www.manifestoantispecista.org/incontri-antispecisti

Antispecismo è liberazione… un arrivederci a presto dagli organizzatori