Dialogo immaginario tra un antispecista e un non so

antispecismo8 520x245 - Dialogo immaginario tra un antispecista e un non so

Fonte Liberi tutti

Un ringraziamento da parte di Manifesto antispecista a Emanuele di Liberi tutti

—————–

(ogni riferimento a persone o situazioni è puramente casuale)

Luca: “Ma sai che ieri sera ho visto in TV le Iene. C’era un servizio di un malato di tumore che ha avuto vistosi miglioramenti mangiando essenzialmente cereali e legumi, ma allora hai ragione quando continui a spiegarmi i benefici della tua dieta vegana!”

Marco: “Non ho visto le Iene, ma cercherò il servizio su Youtube. Comunque mi spiace che ogni volta che ci incontriamo devo ribadirti che la mia non è una dieta! E’ una filosofia di vita! Non solo decido di non nutrirmi di cadaveri – quelli che tu chiami prosciutto, fettina, pancetta, salame – di non vestirmi con pellicce, lana, piumini e simili, di non comprare prodotti derivati dallo sfruttamento animale come latte, uova, miele e loro derivati e di non acquistare prodotti testati su Animali. Ma soprattutto ci tengo a ribadire che mi sento antispecista, le mie scelte sono mosse da una motivazione etica. Per me non c’è differenza tra le specie, bisogna ritornare a essere Animali tra gli Animali, abbandonando il nostro ruolo di dominatori!” trans - Dialogo immaginario tra un antispecista e un non so

Luca: “Come? Vuoi dire che tra un Maialino e me non c’è differenza? Ma dai, non scherzare! L’Umano è onnivoro e si è sempre nutrito di carne. Certo bisogna volergli bene agli Animali, magari cercando di farli soffrire il meno possibile, ma per il resto è una legge di natura, un discorso vecchio come il mondo di prede e predatori”

Marco: “Esatto nessuna differenza. Anche il Maiale si diverte, gioca, soffre, prova emozioni e sentimenti proprio come te! E’ diverso da noi ma non per questo bisogna ammazzarli, anzi è la sua diversità che va compresa e rispettata divenendo ricchezza e non motivo di sfruttamento o discriminazione. E’ come dire mangio chi ha la pelle nera perché il loro colore della pelle è diverso dal mio. In effetti però non li mangiamo, ci si “limita” a ghettizzarli e sfruttarli. Per farti capire, le logiche razziste sono identiche alle logiche speciste cambiano solo gli oppressi. Nel razzismo sono altri appartenenti della specie umana, nel caso dello specismo le vittime sono tutte le altre specie. Non è un discorso semplice, ma solo complicato quanto è complicato sentirsi finalmente tutti uguali pur essendo diversi”

Luca: “Il discorso sul razzismo ti prego risparmialo, a me che come sai mi batto da sempre per la chiusura dei centri d’identificazione ed espulsione. Per me gli Umani sono tutti uguali, ma gli Animali? Non ci avevo mai pensato in questi termini… “

Marco: “Tu giustamente i C.I.E. li chiami lager e sono d’accordo con te, ma vorrei farti capire che nel mondo di lager ce ne sono milioni. Cambiano solo i nomi. Ogni allevamento, ogni macello è da chiudere anche se la Legge li protegge! Il sistema ha basato le proprie fondamenta sullo sfruttamento animale“

Luca:” No Marco, non iniziare a parlare di sistema! Non mi dire che anche tu fai parte di tutte quelle persone che non riescono a combinare niente di serio nella vita e danno la colpa alla società e al sistema! Proprio non ti capisco, ti pensavo una persona seria e con la testa sulle spalle!”

Marco: “Chiamalo come vuoi, a me viene più semplice parlare di sistema. In una parola sola posso racchiudere gli interessi economici, politici, sociali che ogni giorno ci spingono ad alzarci al mattino ed andare a lavoro, facendoci dimenticare le ragioni profonde per cui vale la pena vivere.Ti dicevo alla base di tutto c’è lo sfruttamento animale, non a caso la parola capitalismo deriva da “capo di bestiame”. La prima proprietà privata l’Umano l’ha costruita sfruttando e ammazzando proprio gli Animali. Poi la massimizzazione dei guadagni è avvenuta con l’affermarsi in tutto il mondo del sistema capitalista e la macchina del profitto deve funzionare sempre più velocemente. Questo significa più sfruttamento, più morte sia umana che animale.Il capitalismo non fa sconti a nessuno. Tutto è immolato sull’altare del dio denaro. Profitto per pochi, che significa sofferenza per tutti gli altri, del resto nemmeno gli altri sistemi sociali ed economici umani fino ad oggi sperimentati hanno sortito risultati migliori!”

Luca: “Beh ma questo discorso lo fanno già i comunisti, si che ora sono in via di estinzione come i Panda, ma l’anticapitalismo ha già di per se valide ragioni per essere difeso e propagandato. Ah ma ora ho capito chi sei! Un comunista con una dieta vegana!”

Marco: “No Luca, non mi sento solo comunista e la mia ti ribadisco non è una dieta! Ma visto che hai l’ansia di definirmi provo a spiegarti. Il capitalismo non puoi metterlo in discussione solo dal punto di vista economico, altrimenti hai ragione tu, c’è già chi storicamente l’ha combattuto e lo combatte tuttora come il movimento comunista. Alla base c’è il pensiero di dominio. Niente cambierà se gli Umani non mettono in discussione il proprio essere dominatori e padroni di tutto l’ecosistema e soprattutto delle altre specie animali. Insomma dobbiamo tornare ad essere “padroni di niente…”

Luca: ” e servi di nessuno! Sorrido, avevo letto questo slogan su uno striscione alle manifestazioni contro il G8 a Genova. Ricordo che lo tenevano gli anarchici!” Ma allora sei anarchico!!!!! “

Marco: “Diciamo che degli anarchici condivido la critica sferzante alle strutture statali e gerarchiche, ma in relazione ai rapporti verso le altre specie anche loro balbettano. Insomma va bene nessun padrone e servo tra gli Uomini, ma poi come ci rapportiamo verso gli Animali?Ora per riuscire a trovare una definizione per il mio pensiero, visto che ormai ti stai accalorando,dovresti riuscire a ragionare in termini assolutamente nuovi perché non c’è mai stata una teoria, una filosofia, una religione che mettesse in discussione il dominio degli Umani sull’intero pianeta e sulle altre specie, il sistema economico capitalista in quanto motore dello sfruttamento, e l’organizzazione statale in quanto riproposizione della prepotenza dei pochi sui molti”

Luca: “Anche lo Stato? Ma che ne sa uno Mucca dello Stato? Gli Animali vivono a prescindere dell’esistenza o meno dello Stato e dei governi che passano. Di questo ne sono certo!”

Marco: “Purtroppo questa è una domanda più che legittima. La risposta non è semplice perché c’è effettivamente chi pensa che agli Animali non interessa nulla della politica, per cui qualsiasi visione del mondo va bene purché porti miglioramenti alla loro condizione di vita. Ma questa posizione non si può condividere in quanto agli Animali della politica interessa eccome! E’ proprio attraverso la politica e gli Stati e le strutture amministrative che si confermano e attuano ogni giorno le decisioni che condannano a morte e allo sfruttamento migliaia di milioni di vite. Le stesse che decidono sulla nostre teste cosa è bene e cosa è male per noi Umani, derubandoci e contrastando la nostra possibilità di scegliere dal basso il nostro futuro tutti i giorni, ma venendoci a chiedere il voto e una delega in bianco ogni 5 anni”

Luca: “Quindi fammi capire, un anti… ecco un antispecista come dici tu, non riconosce l’autorità statale e non va a votare? Eppure ho letto che molte norme hanno portato miglioramenti agli Animali grazie all’impegno di alcuni parlamentari sensibili”

Marco: “Votare? Per me significa legittimare un sistema sociale, politico ed economico che uccide e sfrutta Uomini e Animali e delegare a qualcuno le mie volontà, quindi sinceramente ti dico No grazie! Purtroppo non è possibile uscire da quella gabbia che ci siamo costruiti attorno, perlomeno non è possibile farlo in una notte. Ma si può essere consapevoli nelle proprie scelte e la propria liberazione comincia a muovere i primi passi proprio con la consapevolezza delle proprie azioni. Ed è per questo che sono vegano, ho deciso di non essere più complice con l’industria dello sfruttamento animale. Magari per te non è nulla, ma sono circa 1300 vite salvate ogni anno! Una scelta che ho fatto in prima persona, nessuno può farlo al posto mio. Un percorso di libertà e liberazione. Libertà per ogni essere vivente e liberazione dall’ideologia antropocentrica che volenti o meno ci portiamo dietro da millenni. Ogni giorno voto! Altro che una volta ogni 5 anni! Ed il problema che ciascuno di noi “vota” quando paga le tasse, quando va a lavoro, quando compra o meno un prodotto e quando invece si  autoproduce o ripara un attrezzo invece di gettarlo e acquistarne uno nuovo. Ogni giorno scegli il mondo che vuoi! Pensa che potere enorme abbiamo tra le mani, perché consegnarlo ad altri?”

Luca: “Beh ma dei politici sensibili non mi dici nulla. So che anche recentemente è stato votato l’art.13 che migliora notevolmente le già restrittive misure europee contro gli allevamenti di Animali per la vivisezione”

Marco: “Si è vero, ma ok per i Cani e quegli altri Animali citati dal documento, ma tutti gli altri ? In altre parole attraverso la politica parlamentare non si otterrà mai nulla di significativo proprio perché il il meccanismo della delega ci toglie quel potere decisionale che potenzialmente abbiamo, quella consapevolezza che ci coinvolge in prima persona, e ci trasforma da protagonisti in semplici tifosi di quella o quell’altra fazione.  Non è così che si può affermare una via di liberazione totale Umana e Animale, non attraverso un’istituzione che trasuda morte,e che se da una parte tutela qualcuno, dall’altra ne condanna molti altri”

Luca: “Non c’è speranza insomma! Non salvi nulla! Sei contro il capitalismo e non ti definisci comunista, sei contro Il potere e non ti definisci anarchico, contro il razzismo e non ti basta essere antirazzista… Ma chi sei?  Vuoi dirmelo?”

Marco: “Sono antispecista. E’ da un’ora che te ne parlo. O almeno provo ad esserlo, visto che in questo sistema specista sono costretto a viverci, ma provo a farlo con il minimo compromesso possibile e soprattutto consapevole dei miei limiti. Già è vero, non salvo nulla per il semplice motivo che non c’è nulla o quasi da salvare. Ma prova a guardare tutto questo senza ansie. C’è tutto un mondo nuovo da costruire, un mondo di giustizia ed empatia tra di noi Umani insieme ai nostri compagni Animali”

Luca: “Che progetto ambizioso! Ma il tuo sorriso mi ricorda l’entusiasmo dei primi pionieri! Le tue parole mi trasmettono un’energia speciale! Ci penserò e questa sera proverò a guardare il mio Cane con occhi nuovi…”

Note e crediti: 

Si ringrazia Adriano Fragano di Veganzetta per la gentile e paziente collaborazione.
Un ringraziamento caloroso per il sostegno alla Vegan Crew di Libera Tutti ed in particolare a Davide e Luciano per aver fornito l’ispirazione e a Debora per i numerosi momenti di confronto che hanno dato vita a questo dialogo immaginario.

Testi utili per approfondire:

Proposte per un Manifesto Antispecista

Veganzetta:

Dossier “Antispecisti quindi Vegani”
(Dossier pubblicato da A Rivista Anarchica che comprende scritti di TrogloditaTribe, Adriano Fragano, Massimo Filippi e Filippo Trasatti)

Dossier “Antispecisti di destra?

Liberi tutti, anche noi

liberitutti1 - Liberi tutti, anche noiLiberi tutti, anche noi
Eravamo proprio lì, vi osservavamo attraverso le fessure. Siamo quelli del TIR che ieri, 29 febbraio 2012, alle 16 circa, era fermo per il blocco della SS24 a Bussoleno.
Ora siamo al mattatoio. Quello di via Traves. Quello in cui si realizza ogni giorno la forma più mostruosa di oppressione.
Fra pochissimo, convinto di averne il diritto, un macellaio cancellerà la nostra vita. Fra pochissimo la nostra vita diventerà merce da rivendere a chi è convinto che sia giusto comprarla.
Chi aprirà il nostro corpo allarga le braccia e dice, anche lui, che quello è solo il suo lavoro.
Che così va il mondo perché così è sempre stato. Che la maggior parte di quelli che lavorano lì sono brave persone. Che hanno cura dei loro bambini. Che lo fanno per lo stipendio. Tutti recitano la litania liberatoria che bisogna prendersela con chi sta sopra. La scusa di essere solo parte del sistema è il detersivo che usano tutti per lavare il sangue dal grembiule e candeggiare la responsabilità individuale di chi fa un lavoro sporco armato di mannaia o manganello. La realtà però è certa: si muore sempre per mano dei macellai o dei soldati, non di chi comanda. Se le ruote non obbediscono, chi sta al volante non va da nessuna parte.
Ieri vi abbiamo sentito urlare le vostre ragioni e, state sicuri, possiamo comprenderle meglio di chiunque di voi. Nessuno più di noi sa cosa vuol dire non avere un futuro e finire nel tritacarne della razza padrona.
Però, guardando il vostro presidio ed i banchetti con la roba da mangiare, ci siamo rimasti male. Eravamo convinti che almeno per voi che subite l’oppressione del più forte fosse diventato normale non abusare del più debole. Invece no, ennesima conferma: finiremo sui tavoli di LTF, delle forze del disordine ma anche sui banchetti dei No Tav. Saremo masticati anche da quella parte di popolo che sente l’urgenza di ribellarsi a chi sta sopra ma è sorda al dolore di chi ha sotto i suoi piedi.
Ieri per voi è finita male, ma oggi per noi finirà molto peggio.
Chi ieri vi ha pestato considera il levarvi dai piedi del tutto legittimo e normale. Proprio come mangiare un panino col prosciutto.
Levateci i piedi da sopra.
Almeno voi.
Coerenza è pretendere solo ciò che si è disposti a dare.

Liberi tutti, anche noi

Valter Giordano

Liberi tutti, anche noi

liberitutti - Liberi tutti, anche noiLiberi tutti, anche noi
Eravamo proprio lì, vi osservavamo attraverso le fessure. Siamo quelli del TIR che ieri, 29 febbraio 2012, alle 16 circa, era fermo per il blocco della SS24 a Bussoleno.
Ora siamo al mattatoio. Quello di via Traves. Quello in cui si realizza ogni giorno la forma più mostruosa di oppressione.
Fra pochissimo, convinto di averne il diritto, un macellaio cancellerà la nostra vita. Fra pochissimo la nostra vita diventerà merce da rivendere a chi è convinto che sia giusto comprarla.
Chi aprirà il nostro corpo allarga le braccia e dice, anche lui, che quello è solo il suo lavoro.
Che così va il mondo perché così è sempre stato. Che la maggior parte di quelli che lavorano lì sono brave persone. Che hanno cura dei loro bambini. Che lo fanno per lo stipendio. Tutti recitano la litania liberatoria che bisogna prendersela con chi sta sopra. La scusa di essere solo parte del sistema è il detersivo che usano tutti per lavare il sangue dal grembiule e candeggiare la responsabilità individuale di chi fa un lavoro sporco armato di mannaia o manganello. La realtà però è certa: si muore sempre per mano dei macellai o dei soldati, non di chi comanda. Se le ruote non obbediscono, chi sta al volante non va da nessuna parte.
Ieri vi abbiamo sentito urlare le vostre ragioni e, state sicuri, possiamo comprenderle meglio di chiunque di voi. Nessuno più di noi sa cosa vuol dire non avere un futuro e finire nel tritacarne della razza padrona.
Però, guardando il vostro presidio ed i banchetti con la roba da mangiare, ci siamo rimasti male. Eravamo convinti che almeno per voi che subite l’oppressione del più forte fosse diventato normale non abusare del più debole. Invece no, ennesima conferma: finiremo sui tavoli di LTF, delle forze del disordine ma anche sui banchetti dei No Tav. Saremo masticati anche da quella parte di popolo che sente l’urgenza di ribellarsi a chi sta sopra ma è sorda al dolore di chi ha sotto i suoi piedi.
Ieri per voi è finita male, ma oggi per noi finirà molto peggio.
Chi ieri vi ha pestato considera il levarvi dai piedi del tutto legittimo e normale. Proprio come mangiare un panino col prosciutto.
Levateci i piedi da sopra.
Almeno voi.

Coerenza è pretendere solo ciò che si è disposti a dare.

Liberi tutti, anche noi

Valter Giordano