Presidio di solidarietà a Milano

farmacologia - Presidio di solidarietà a Milano

Fonte Dentrofarmacologia.org

PRESIDIO DI SOLIDARIETÀ dalle 9 alle 13 davanti al tribunale di Milano (ingresso porta vittoria)

Il 30 ottobre si terrà la seconda udienza per il processo a carico delle attiviste ed attivisti che occuparono gli stabulari del Dipartimento di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano.

Il 20 aprile 2013 vennero portate all’esterno di quelle mura le immagini della terribile normalità della vita di migliaia di individui rinchiusi in gabbia e ridotti a cose usa e getta. Quel giorno, con un’azione non violenta ma decisa, chi occupava le stanze e chi li sosteneva dal presidio in strada, ottenne la libertà per 400 topi ed 1 coniglio.
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Lo scoglio antropocentrico

scoglio antropocentrico e1507547389457 - Lo scoglio antropocentrico

Il rapporto tra antispecismo e anarchismo è complesso e contraddistinto da sentimenti di amore e odio. Fortunatamente ci sono punti di contatto e realtà (fisiche e virtuali) grazie alle quali un confronto costruttivo è possibile e avviato. Una di queste è Umanità Nova la storica testata anarchica che da qualche tempo sta dando spazio ad articoli a tema antispecista.
Segnalo un mio contributo pubblicato sul numero 27 anno 97
www.umanitanova.org/2017/10/08/lo-scoglio-antropocentrico
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Liberate 70 Quaglie

quaglidromo bovisio masciago 768x432 - Liberate 70 Quaglie

Una bella notizia riguardante la liberazione di 70 Quaglie dal quagliodromo di Bovisio Masciago (MB) giunge dai media.
L’azione è stata portata a termine nella notte tra il 6 e il 7 luglio dall’A.L.F. che si è firmata mediante il messaggio “Allevati per morire, liberati per vivere” lasciato su un muro di un edificio del quagliodromo.
Il blitz pare sia stato condotto con perizia e velocità e ha dato la libertà a 70 Animali detenuti nella struttura e destinati a chi non trova meglio da fare che togliere la vita per divertimento ad esseri innocenti. Le Quaglie infatti possono essere utilizzate per esercitazioni “senza sparo” con Cani in vista del periodo di caccia, o per attività “con sparo” in cui gli Animali vengono uccisi a fucilate subito dopo aver preso il volo dalla gabbia che li ha imprigionati per tutta la vita.

E’ morto Tom Regan

tom regan - E’ morto Tom Regan

Fonte: www.veganzetta.org/e-morto-tom-regan

Il 17 febbraio 2017 è morto Tom Regan il noto filosofo dei diritti animali statunitense.

Regan era da tempo malato e si è spento a causa di una polmonite all’età di 78 anni.
Studioso, professore universitario, conferenziere, vegano, da moltissimi anni impegnato in favore dei diritti animali, è stato una delle figure di spicco dell’animalismo mondiale.
Il suo libro “Gabbie vuote. La sfida dei diritti animali“, ha contribuito in maniera fondamentale al dibattito sulla considerazione morale che dobbiamo agli altri Animali. Fautore di un approccio giusnaturalista alla questione animale, ha introdotto il concetto di soggetto-di-una-vita secondo il quale gli Animali – in quanto esseri senzienti – hanno un valore intrinseco che deve essere rispettato, sono quindi portatori di diritti che però sistematicamente noi Umani violiamo.
Concettualmente Regan ha avanzato una critica all’impostazione utilitarista di Peter Singer, che concentra l’attenzione sull’interesse e non su chi ne è portatore. Il suo lavoro, fornendo una chiave di lettura sicuramente incentrata sull’individuo e sulle sue esigenze, rappresenta molta parte del pensiero animalista contemporaneo.

Quanto avevo appreso sui diritti umani si rivelò immediatamente rilevante per la mia riflessione sui diritti animali. La possibilità che gli animali abbiano diritti dipende dalla risposta alla domanda: «Gli animali sono soggetti-di-una-vita?». Questo è ciò che dobbiamo chiederci circa gli animali in quanto questa è la stessa domanda che dobbiamo porci circa noi stessi.

Dobbiamo svuotare le gabbie, non renderle più grandi.

Dovremmo vivere semplicemente, in modo che altri possano semplicemente vivere.

Così Regan scriveva nel suo famoso libro1, e così ci piace ricordarlo. Grazie.

Note:

1) Tom Regan, Gabbie vuote. La sfida dei diritti animali, Edizioni Sonda, 2009

Un po’ di antispecismo a Pantelleria

ma totonna stile pantelleria e1486583698854 - Un po' di antispecismo a Pantelleria

Antonella Amato (che ringrazio pubblicamente di cuore) vive nella bella isola di Pantelleria e mi invia questa foto che la ritrae con una copia di “Proposte per un Manifesto antispecista“.
E’ stupefacente constatare come questo piccolo libro sia capace di portare in ogni dove idee che parlano di antispecismo e di liberazione animale.

Sono anarchico, dunque antispecista

gatto nero e1485819358112 - Sono anarchico, dunque antispecista

Su Umanità Nova si parla di anarchismo e antispecismo.

Fonte: www.umanitanova.org/2017/01/29/sono-anarchico-dunque-antispecista

Ho già avuto modo di parlare del rapporto tra anarchismo e antispecismo (vedi “Anarchismo e antispecismo: un nesso inscindibile” in A-Rivista Anarchica, anno 45 n. 403, dicembre 2015 gennaio 2016), e con quest’altro intervento vorrei cercare di approfondire maggiormente la questione. Innanzitutto va detto che non si vuole in alcun modo andare a riprendere le teorie e gli scritti dei pensatori anarchici che, per quanto importanti e fondamentali essi siano, non sono in questo ambito di irrinunciabile menzione. Voglio dire che la questione antispecista non deve andare a cercare legittimazione attraverso ciò che i filosofi libertari hanno scritto e diffuso ma, a prescindere dalle loro teorie, la corrente antispecista deve rappresentare una nuova visione della società libertaria per cui si lotta, e una nuova pratica del quotidiano.
In ciò che ho già avuto modo di scrivere, affermo che seppur non voglio ricoprire il ruolo di giudice che sentenzia chi è l’anarchico e l’anarchica, personalmente ritengo che, secondo il mio modo di intendere la teoria libertaria, l’antispecismo ne è una componente non solo importante, ma necessaria e imprescindibile. Ed è proprio da qui che vorrei ripartire. Anarchismo e antispecismo, ad oggi, rappresentano due teorie diverse, seppur con basi sottostanti comuni e a volte indistinguibili. Ciò che differenzia la prima teoria dalla seconda è il fine ultimo: se l’anarchismo classico si limita a prevedere la libertà, intendendo questa parola nell’accezione più estensiva possibile, e quindi la libertà dal dominio e dalle gerarchie (politico-sociali-economiche), solo in riferimento all’emancipazione umana, l’antispecismo intende estendere quella stessa libertà anche nei confronti di tutte le altre specie animali di qualsiasi appartenenza, liberando dunque i rapporti sociali, intra e interspecifici, dalle maglie del nesso disposizione-subordinazione.
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