Cinque tesi (sbagliate) contro l’antispecismo

umano doc - Cinque tesi (sbagliate) contro l'antispecismo
Matteo Meschiari è l’autore di un articolo pubblicato sul blog Pleistocity dal titolo “Cinque tesi contro l’antispecismo“, leggendolo non ho potuto fare a meno di notare una serie d’imprecisioni e di errori concettuali, che vorrei evidenziare.
L’articolo oltre a trattare di antispecismo – materia per me della massima importanza – riporta come immagine di apertura una nota pubblicità antispecista di Campagne per gli animali dal titolo “CHI mangi oggi?” della quale sono co-ideatore. A maggior ragione, quindi, mi sono sentito di intervenire.
Quanto esporrò è chiaramente una posizione personale e non vuole essere un attacco o una critica all’autore, ma ha l’unico fine di fornire il punto di vista di chi non si ritrova nella descrizione generale che Meschiari fa dell’ambiente antispecista e che – pur riconoscendo che sono in atto pericolose derive – ritiene che l’enorme confusione creata sull’argomento, provenga dal fatto che non si è voluto a oggi fare chiarezza sui principi che contraddistinguono la filosofia antispecista. Per tale motivo molti gruppi e singoli si proclamano antispecisti senza sapere cosa nella realtà significhi, agendo di conseguenza secondo modalità non ascrivibili all’approccio antispecista.
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Il messaggio etico di “CHI mangi oggi?”

Fonte: Campagne per gli animali

chimangioggi - Il messaggio etico di “CHI mangi oggi?”

Di seguito la lettera dell’avvocato Carlo Prisco che ha rappresentato Associazione D’Idee Onlus davanti al giurì di IAP per la vicenda della censura alla pubblicità “CHI mangi oggi?”.

Le considerazioni di Prisco sono importanti e prefigurano una novità nel confronto/scontro culturale tra l’etica antispecista e istituzioni speciste: anche se non ha voluto entrare formalmente nel merito del messaggio antispecista, il Giurì di IAP ha riconosciuto la valenza del messaggio etico veicolato dalla pubblicità. Vale quindi la pena di leggere la parte finale della pronuncia integrale del Giurì 32/2013 che di sicuro costituisce una novità assoluta nel campo della comunicazione e della pubblcità in Italia.

Scarica la pronuncia integrale del Giurì n° 32/2013 (.pdf)

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Con la motivazione della decisione del 31 maggio in relazione alla campagna di affissioni “chi mangi oggi” il Giurì dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria  conferma di non essersi addentrato nel merito della vicenda, avendo considerato assorbenti le questioni di rito che erano state contestate a seguito dell’opposizione promossa da Associazione di Idee Onlus. Nonostante quanto sopra il Giurì, presieduto dal Prof. Avv. Antonio Gambaro, ha dimostrato di aver recepito il valore etico e sociale del messaggio diffuso da Campagne per gli Animali e Associazione di Idee, sottolineando che: “il tema affrontato […] ha un forte rilievo nel cambiamento in atto della sensibilità culturale con cui si tende a porre il rapporto uomo-animale”.

Il Giurì prende atto di quella trasformazione etica del rapporto tra animali umani e non umani di cui la campagna “chi mangi oggi” rappresenta soltanto una delle innumerevoli manifestazioni, a fronte di una “umanità” sempre più consapevole del proprio ruolo e delle proprie responsabilità nel mondo: “Si tratta di un insieme che spinge verso l’attribuzione di una “soggettività” all’animale – il suo essere “qualcuno” e non “qualcosa” – e che trova motivazioni, in qualche caso chiare conferme, in ambito scientifico: dall’etologia alle neuroscienze”.

Il passaggio appena menzionato non è stato stralciato dall’accorato appello di un “animalista”, né dagli organi di informazione di un’associazione di parte, bensì da un ente che nulla ha a che vedere con questi movimenti e che, tuttavia, conferma ciò su cui animalisti, antispecisti e biocentristi da tempo immemore ammoniscono la società umana: gli animali non umani non sono oggetti e, come già Darwin aveva osservato, siamo tutti creature senzienti le cui differenze sono di natura quantitativa, non qualitativa.

Un altro passaggio fondamentale della motivazione attesta le trasformazioni in corso: “Si tratta di un radicale cambiamento culturale che comporta resistenze e mutamenti a volte profondi nei comportamenti e nei costumi, compresi quelli della scelta del cibo, non sempre privi di traumatici effetti durante il lento processo di accettazione sociale”.

Leggere queste parole illumina di speranza chiunque si impegni quotidianamente nella promozione di quel cambiamento che, con la consapevolezza etica, ambientale e storica cui esso è improntato, pare inevitabile: questo nostro viaggio di riconciliazione con noi stessi e con quelli che ci circondano è forse all’inizio e sarà ancora lungo, ma alla fine ci condurrà al porto sicuro.

Infine è illuminante la replica del Giurì a tutti coloro che, nel riconoscimento della soggettività agli animali non umani, ravvisano una lesione della dignità dell’essere umano: “L’attribuzione all’animale della qualità di “soggetto” non comporta alcuna svalutazione per l’uomo e quindi non può costituire offesa per la dignità della persona […] Riconoscere all’animale lo status di “soggetto”, proprio perché assunto dall’uomo come presupposto per una relazione etica, modifica la qualità della relazione ma non le caratteristiche delle “specie”, ciascuna delle quali non altera né modifica ma mantiene la propria, specifica natura”.

In quest’ultimo periodo emerge il fondamento stesso di tutte le rivendicazioni sottese alla campagna “chi mangi oggi”: ciascuno, nella propria specificità, unicità e diversità, deve godere del medesimo rispetto, poiché non occorre riconoscere qualcuno come “simile” per riconoscergli quanto è dovuto e quella dignità che siamo sempre pronti a rivendicare per noi stessi, ma spesso poco inclini a valorizzare negli altri.

Questa pronuncia ha uno straordinario valore morale e, proprio in ragione della sua provenienza, dimostra che la diffusione dei nostri pensieri e idee può realmente fare la differenza e sta determinando un cambiamento effettivo nella mentalità e nei comportamenti, il cui coronamento sarà rappresentato, come caldeggiato dal filosofo americano Gary Francione, dallo svincolo definitivo dei non umani dal concetto di “oggetti” e di “proprietà” e il definitivo riconoscimento del loro status giuridico di soggetti, non (più) passibili di sfruttamento.

Carlo Prisco

Chi mangi oggi? .. nuovamente sotto censura

Da Campagne per gli animali:

chi mangi oggi censurato - Chi mangi oggi? .. nuovamente sotto censura

Di seguito viene proposto un link che vi permetterà di scaricare il fax che Campagne per gli animali ha ricevuto oggi relativamente al pronunciamento del giurì dell’IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria). Nel documento in estrema sintesi si rigettano tutte le istanze presentate dall’avv. Carlo Prisco che a nome di Associazione D’Idee Onlus si era opposto alla decisione dello IAP di censurare la pubblicità “Chi mangi oggi?“.
Ciascuno leggendo potrà farsi un’idea di quanto affermato dal suddetto istituto.

Fax del giurì IAP ricevuto in data 14 maggio 2013 (formato .pdf) trans - Chi mangi oggi? .. nuovamente sotto censura

Per vostra comodità si può dire che il “caso” è nato all’atto della pubblicazione di un mega cartellone di sei metri per tre a Grosseto della pubblicità “Chi mangi oggi?” ad opera di Associazione D’Idee Onlus, potrete rileggere il tutto a questo indirizzo: www.campagneperglianimali.org/web/tentativo-di-censura-del-mega-cartellone-antispecista-a-grosseto

Ciò che è importante sottolineare è la ferma convinzione da parte del giurì IAP di censurare una pubblicità che offende e sconcerta perché raffigura un bambolotto di plastica dalle fattezze di un neonato umano fatto a pezzi.
Queste cose non dovrebbero essere viste, potrebbero turbare il sentimento delle persone, causare incubi notturni ai minori… insomma sono vergognose.
Meno male che esiste l’IAP a difenderci dalle brutture del mondo!

Ma siamo sicuri di essere solo noi gli unici malfattori del panorama pubblicitario italiano? Chiediamo pubblicamente a voi lettrici e lettori di inviarci via email segnalazioni di pubblicità che vi turbano e che non rispettano i vostri sentimenti o i sentimenti dei minori, in modo da creare una raccolta da spedire al giurì ipersensibile IAP.
Scrivete pure a: info@campagneperglianimali.org

Manifesto vegan, la lettera degli ideatori al garante dei minori

chimangioggi - Manifesto vegan, la lettera degli ideatori al garante dei minori

Fonte: La Nazione

Manifesto vegan, la lettera degli ideatori al garante dei minori
“Non si tratta del Codice Penale, ma della coscienza delle persone”

l garante aveva annunciato di voler segnalare il caso alla Procura di Grosseto

Toscana, 5 marzo 2013 – Dopo la dura reazione del garante dei minori della Toscana, Grazia Sestini, al manifesto comparso in alcune città italiane tra cui Grosseto, in zona stadio, raffigurante sotto la scritta “Chi mangi oggi?” un bambolotto a pezzi confezionato come può essere un pollo del supermercato, oggi gli ideatori del mega poster, l’associazione Campagne per gli animali, si rivolgono proprio al garante con una lettera, diffusa tramite social media e organi di stampa, di cui riportiamo il testo:

Gentile Grazia Sestini,

Abbiamo appreso dai media le sue considerazioni sulla pubblicità “Chi mangi oggi?” affissa a Grosseto, e in merito rispondiamo pubblicamente.

Noi siamo attivisti antispecisti, vale a dire persone che lottano affinché la società umana cessi di considerare gli animali – ossia gli esseri senzienti di altre specie – come oggetti o, nella migliore delle ipotesi, come esseri inferiori perché non appartenenti alla specie umana e quindi posti al di fuori di qualsiasi considerazione morale.
La nostra è una posizione laica, razionale, libertaria e lucida di strenua difesa dei più deboli e diversi, a partire da coloro che lo sono in assoluto ossia gli animali non umani, perché per loro non esiste alcun diritto alla vita, alla libertà, nessun rispetto e nessun Garante.

La pubblicità “Chi mangi oggi?” ha contribuito a porre l’attenzione del Paese (con successo oseremmo dire) su una questione morale che per noi è di capitale importanza, ciò senza mancare di rispetto a nessuno: abbiamo scelto un totem della società umana, ossia il rispetto nei confronti dei minori, per sottolineare l’assoluta mancanza di rispetto nei confronti di altri esseri senzienti sollevando una “questione animale” che per la nostra civiltà è un tabù.
La pubblicità è una denuncia della visione antropocentrica che contraddistingue la società moderna che è la causa prima del modo allucinante e crudele con il quale ci rapportiamo con chi seppur percependo ad esempio dolore, paura, gioia, non viene degnato di alcuna considerazione: gli animali non umani.
Il feticcio del bimbo, del figlio, se vuole, dell’essere innocente è un elemento forte della società umana, intoccabile, un elemento che noi non intendiamo attaccare, ma che abbiamo scelto come veicolo per poter raggiungere la coscienza delle persone e per evidenziare un parallelo: chi mangiamo tutti i giorni, chi acquistiamo, chi vediamo esposto a pezzi sui banchi di un supermercato smembrato e impacchettato asetticamente, è stato un cucciolo, più in particolare è il corpo violato e sezionato di un cucciolo, e in ogni caso di un essere vivente che possedeva esattamente le stesse caratteristiche che Alessandra Maggi, presidente dell’Istituto degli Innocenti, evidenzia parlando di bambini: “tenerezza, innocenza, fragilità”.

E dunque le domande: “chi mangi oggi?”, “chi c’è nel tuo piatto?”, “chi era prima di divenire ciò che è ora?” ci paiono del tutto legittime.
L’individuo è al centro del nostro impianto teorico e morale: il singolo indifeso, senza voce, che subisce e viene imprigionato, sfruttato, torturato, sperimentato, ucciso e mangiato quotidianamente da chi è più forte di lui o si reputa tale solo perché è umano.

Il bambolotto confezionato diviene la chiave di lettura dell’enorme ipocrisia della nostra società che narcotizza le coscienze e ci fa percepire il corpo sezionato di un essere senziente come del cibo da gustare, coprendo ciò che è in realtà, occultando la sofferenza che lo ha prodotto.
L’enorme ingiustizia e discriminazione assurte a modello culturale ci vengono insegnate sin da piccoli. Gli “altri” sono “diversi” da noi, pertanto inferiori e meno importanti, quindi possiamo usarli a piacimento senza remore. Gli animali non umani sono le prime vittime di questa visione, ma nemmeno gli umani le sfuggono: lo sfruttamento dei minori, il sessismo, il razzismo, il fascismo e tutte le discriminazioni che poniamo in atto nei confronti delle minoranze umane ne sono l’esempio eclatante.

Nessun bimbo vedrà mai un animale non umano come cibo; libero da sovrastrutture ideologiche e indottrinamenti lo percepirà per quello che è: un compagno di avventure.
E’ la cultura del dominio, del profitto, della mercificazione e reificazione dei corpi, della legge del più forte, del capitale e del mercato che “educherà” i più giovani a vedere “l’altro” come inferiore da discriminare o sfruttare: la nostra “educazione” è lo specchio di ciò che la società vuole da noi, uno specchio che riflette una visione davvero orribile. Per i motivi di cui sopra abbiamo scelto questo messaggio. Se fossimo realmente empatici e liberi da preconcetti, vedremmo in ogni confezione di pezzi di carne il corpo mutilato di un essere senziente (non importa di quale specie) ucciso e venduto, e questo sarebbe un primo fondamentale passo nella direzione di un cambiamento rivoluzionario socio-culturale in senso antispecista.

Con ciò intendiamo affermare che tutti gli animali (compresi gli umani) dovrebbero avere pari libertà e pari possibilità di vivere una vita degna e piena, ciascuno con le proprie specificità a prescindere dalle capacità. Gli animali non umani non sono come noi, solo “altro” da noi, non fanno parte della nostra società, ed è proprio questa diversità, che ora è la loro condanna a morte, che dovrebbe essere rispettata.

In conclusione speriamo vivamente che il nostro messaggio venga compreso e discusso seriamente e non per proclami, cerchiamo un dibattito e un confronto. Ci spiace che lei adombri “punizioni” a norma di legge, perché non è il Codice Penale a essere chiamato in causa, ma la coscienza delle persone. Non riteniamo che leggi o regolamenti, imposizioni e punizioni possano cambiare la situazione, perché servirebbero solo a reiterare la verticalità e l’oppressione di una società ingiusta a cui ci opponiamo.

Non dovrebbe servire una legge che ci costringa al rispetto i bambini, come non dovrebbe servire una legge che ci impone di rispettare gli animali non umani e in generale i più deboli, semplicemente lo si dovrebbe fare perché è la nostra coscienza a dirci che è giusto.

Saluti antispecisti,
Adriano Fragano

Il garante Grazia Sestini aveva annunciato venerdì scorso che avrebbe segnelato il manifesto alla procura della Repubblica di Grosseto per valutare se ”esistono gli estremi per un’azione sulla base dell’art. 528 del codice penale e dell’art. 15 della legge sulla stampa (pubblicazioni a contenuto impressionante o raccapricciante)”.

Mega cartelloni antispecisti a Grosseto

La pubblicità “Chi mangi oggi?” di Campagne per gli animali è stata pubblicata a grandi dimensioni (6 metri x 3 metri) a Grosseto grazie all’attività di Associazione D’Idee Onlus.
Di seguito la fotografia del cartellone, il comunicato stampa di Campagne per gli animali, e articoli comparsi sulla stampa nazionale.

img00534 20130227 1350 - Mega cartelloni antispecisti a Grosseto

Comunicato stampa: www.campagneperglianimali.org/web/chi-mangi-oggi-comunicato-stampa


Grosseto: cartellone choc dei Vegani, bambino confezionato in scatola

28/02/2013 – 19.32 – Grosseto, 28 feb. (Adnkronos) – Un manifesto choc e’ stato affisso su un cartellone pubblicitario nei pressi del sottopasso che porta allo stadio di Grosseto. Un bambino in tenera eta’ e’ stato ‘confezionato’, come se fosse una bistecca o comunque un alimento, … (Adnkronos/IGN)
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“Chi mangi oggi?”
Raffigurato un bambolotto a pezzi confezionato. Il fatto che il bambolotto ricordi molto un bambino in carne e ossa fa pensare che la campagna sia destinata a suscitare polemiche. Condividi. Clicca due volte su qualsiasi parola di questo articolo per … (La Nazione)
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Pezzi bimbo come carne,poster choc vegan
(ANSA) – GROSSETO – Un megaposter che ritrae un bambolotto (molto simile a un bambino) a pezzi messo sottovuoto e confezionato come la carne nei supermercati e’ comparso sopra un incrocio molto trafficato a Grosseto. E’ il messaggio firmato da … (Corriere della Sera)
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Grosseto: campagna ‘choc’ dei vegani, bambolotto a pezzi
(ASCA) – Firenze, 28 feb – Suscita discussioni e polemiche, a Grosseto, un manifesto che promuove lo stile di vita Vegan. Nell’immagine, come si legge sull’edizione online del ‘Corriere fiorentino’, si vede un bambolotto (molto simile a un bambino) fatto a … (Agenzia di Stampa Asca)
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Pubblicità choc dei vegani: pezzi di bebè sottovuoto
Nel manifesto un bimbo confezionato in una porzione simile a quello della carne nei supermercati. Il sindaco ddi Grosseto contro i vegani. Sergio Rame – Gio, 28/02/2013 – 18:41. Un bambolotto (davvero troppo simile a un bambino) a pezzi messo sottovuoto … (il Giornale)
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Grosseto: cartellone choc dei Vegani, bambino confezionato in scatola
Grosseto, 28 feb. (Adnkronos) – Un manifesto choc e’ stato affisso su un cartellone pubblicitario nei pressi del sottopasso che porta allo stadio di Grosseto. Un bambino in tenera eta’ e’ stato ‘confezionato’, come se fosse una bistecca o comunque un alimento, … (AdnKronos)
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Altri articoli:

TGCom24
http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/1083971/bimbo-a-pezzi-nel-manifesto-vegano.shtml
La Repubblica Firenze
http://firenze.repubblica.it/cronaca/2013/02/28/foto/grosseto_il_cartello_choc_per_la_campagna_vegan-53611696/1/?ref=search
Corriere Fiorentino.it
http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2013/28-febbraio-2013/bimbo-pezzi-campagna-choc-2114257922382.shtml
Corriere del veneto.it
http://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/notizie/cronaca/2013/1-marzo-2013/bimbo-pezzi-confezione-carne-campagna-choc-vegani-animalisti-2114269336824.shtml
La Tribuna di Treviso
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2013/02/28/news/pezzi-di-bimbo-come-carne-sottovuoto-poster-choc-dei-vegani-1.6614757
Ogginotizie
http://www.ogginotizie.it/219822-bimbo-a-pezzi-in-vaschetta-ecco-il-manifesto-shock-dei-vegani/
Unione Sarda
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/306202
Oggi Treviso
http://www.oggitreviso.it/bambino-pezzi-scatola-manifesto-shock-58414
247 Libero.it
http://247.libero.it/focus/24824975/11/pubblicit-choc-dei-vegani-pezzi-di-beb-sottovuoto/
Il Tirreno
http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2013/02/28/news/bambino-in-scatola-nel-cartello-vegano-1.6614093
La Gazzetta del Mazzogiorno
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=598079&IDCategoria=2685