Manifesto antispecista a Caltell’Azzara. Il video

Fonte: http://associazionedideeonlus.wordpress.com/2014/06/23/manifesto-antispecista-a-castellazzara-il-video

Alcune delle impressioni ricavate durante la nostra partecipazione ad EcoCompatibilmente Fest (http://www.compartir.it/eco) a Castell’Azzara ( GR ) un evento al quale abbiamo contribuito con una presentazione sulla filosofia antispecista ripresa e rielaborata dalla pubblicazione Proposte per un Manifesto Antispecista www.manifestoantispecista.org/web

Il dibattito che ha seguito la presentazione ci ha messo di fronte a due criticità.

La prima riguarda il concetto di Etica e la differenza che corre tra l’utilizzo di questo valore a livello individuale come azione morale e virtuosa e la comune interpretazione che si rende a questo valore fuori dalla sfera individuale, l’Etica Pubblica.

Per Aristotele l’Etica era una “scienza normativa” , la scienza del Bene che prevale sul Male, o meglio il giudizio morale espresso su di una azione, una idea, un sentimento.
Secondo il pensiero di Kant è etico ciò che obbedisce alla “legge morale” emanata dalla nostra Ragione.

Secondo il primo tra i filosofi che hanno coniugato timidamente il concetto di Etica declinata agli altri Animali, Jeremy Bentham ( il quale comunque nei suoi scritti si esprimeva in maniera decisamente ambigua in rispetto al riconoscimento della soggettività di questi ultimi) si può dire etico tutto ciò che è “utile” al benessere del maggior numero di persone, insomma le azioni “buone” sono quelle che creano “felicità”, dove per “piacere” si intende una condizione di mancanza di dolore.

A noi pare che la produzione di una “Etica Pubblica” sia ad esclusivo monopolio delle classi e delle elite che si susseguono nell’amministrazione del potere ( la cosidetta ragion di Stato ) e che mai, in quanto attivisti per la liberazione animale, obiettivo il quale quale per noi equivale ad una liberazione più generale, si discosterà da pratiche di convalida dei peggiori regimi di sfruttamento immaginabili ( gli allevamenti, i mattatoi, i laboratori della ricerca, l’industria dello spettacolo ) dove gli schiavi “altro che umani “ languiscono e periscono a decine di miliardi ogni anno.

Comprendiamo quindi che se non si desidera o non si riesce a mettere in discussione l’intero apparato che ci opprime, laddove vorremmo solo sostituire questo o quell’elemento del Sistema con qualcosa di maggiormente e comunemente accettabile, riuscirà praticamente impossibile far prevalere un senso di etica personale ad uno condiviso, quello dell’Etica Pubblica, in quanto disciplina univoca e incontrastata.

Noi crediamo che l’Etica Pubblica al momento attuale, dati i mezzi a nostra disposizione, sia immodificabile, non riusciremmo a penetrarla, le nostre idee di liberazione sono di scarsa presa e di ridotto accesso alle istituzioni ( la Famiglia patriarcale, la Scuola, il mondo produttivo, il Capitale ) che giorno per giorno la rigenerano e la mantengono qualitativamente apprezzabile agli occhi del cittadino/consumatore.

Quella che Annamaria Manzoni, nella sua prefazione all’edizione italiana di “Perché Amiamo i cani, Mangiamo i maiali e Indossiamo le mucche” di Melanie Joy ( www.sonda.it/perche-amiamo-i-cani-mangiamo-i-maiali-e-indossiamo-le-mucche ) chiama la “dittatura della consuetudine”, appare come un moloc culturale che imprime alle masse una cecità totale in rispetto al fenomeno pervasivo e brutale dello sfruttamento degli Animali da parte dell’industria alimentare, la quale da sola è responsabile del 98% delle efferatezze che si compiono contro gli Animali.
I corpi degli ultimi tra gli ultimi, degli Animali che a miliardi vengono “processati” negli stabilimenti e negli impianti del mondo sono invisibili, nel senso che la loro angoscia e la loro immane sofferenza lo sono. Il transito dei loro corpi in questa dimenzione terrena passa assolutamente inosservato.
Ci accorgiamo di loro solo quando i pezzi di carcassa e le loro membra  vengono serviti a tavola, a quel punto per loro è già troppo tardi , così come è già troppo tardi per la maggioranza dei consumatori associare quei pezzi di carne all’Animale che era. Niente cambierà per le future vittime di tale infame equazione.

Come crederemmo possibile costruire un principio di Etica Pubblica in questo scenario?

Noi attivisti ci proviamo in maniera vivida mostrando cosa accade agli Animali nei luoghi del terrore in cui l’Umano padrone li costringe ed esigendo che le persone prendano atto che acquistando determinati prodotti diventano essi stessi complici di quel massacro, della strage quotidiana che non ha più nessuna ragione di continuare se non il motivo di coloro i quali traggono un profitto economico in tale processo.

Parafrasando la Manzoni “ l’atto di mangiare Animali, nelle nostre coscienze, ha assunto i caratteri della normalità (…) di un comportamento naturale e necessario”.

Per ora possiamo quindi eludere la questione dell’Etica Pubblica: non ci appartiene, non  è possibile identificarci con essa.

La seconda criticità emersa a seguito del dibattito a margine della presentazione sull’Antispecismo svoltasi a Castell’Azzara il 22 Giugno 2014 è quella relativa al senso di pesantezza e di fatica che l’atto di proporre un simile argomento, questa filosofia di vita che mira alla modifica radicale dell’esistente, procura sia a coloro che lo espongono che a quelli che dovrebbero recepirlo.
La manifestazione di una volontà e le azioni che distinguono la costruzione di una società aspecista è impresa che va oltre l’atto di “rivoluzionare ciò che è” – le nostre idee mettono sotto accusa l’intera civiltà umana fondata sulla domesticazione degli altri animali, sullo sfruttamento intensivo loro e del suolo e, più recentemente, con l’ausilio della tecnologia soprattutto medica, sulla biopolitica o meglio sulla gestione e sul controllo della vita cosciente tutta ( inclusa quella umana).

Noi crediamo che l’unico modo per liberarci dall’oppressione e per restituire agli altri Animali la possibilità di sottrarsi alla infernale dinamica che li vede vittime in una costante riduzione a merce di scambio sia, appunto, combattere lo Specismo.

L’autore e attivista Massimo Filippi nel suo Natura Infranta http://oltrelaspecie.blogspot.it/2013/04/libri-natura-infranta-dalla.html ) sostiene che questa ideologia non rappresenta ulteriore atto di soggezione al pari di altri, ma è l’oppressione in quanto tale e per questo così difficilmente estirpabile, per questo non un semplice pregiudizio.
Sempre riprendendo Filippi, lo Specismo è essenziale alla stabilità materiale e simbolica della società umana.

Queste in sintesi, riteniamo che siano le ragioni per cui risulta “così difficile” e pesante parlarne, è necessario quindi continuare a farlo.

Un ringraziamento per la loro energia e per l’entusiasmo a Anna, Damiano, Gennaro e Salvo. Arrivederci a EcoCompatibilmente 2015.

Manifesto Antispecista a EcoCompatibilmente Fest

ecocompatibilmente fest image con programma - Manifesto Antispecista a EcoCompatibilmente Fest

Associazione D’Idee Onlus terrà una presentazione un testo elaborato da “Proposte per un Manifesto antispecista” in occasione della festa Ecocompatibilmente Fest 2014, domenica 22 giugno alle ore 16.30 a Castell’Azzara (GR).

Per maggiori info: http://associazionedideeonlus.wordpress.com/2014/06/05/ecocompatibilmente-fest-castellazzara-grosseto-21-e-22-giugno-2014

Un grazie di cuore alle attiviste e gli attivisti di Associazione D’Idee Onlus.

Associazione d’Idee Onlus: attivista sotto processo

Anche Manifesto Antispecista esprime piena solidarietà all’attivista di Associazione D’Idee ONLUS sotto processo.

associazione didee onlus grosseto 2 - Associazione d’Idee Onlus: attivista sotto processo

Da Veganzetta:

Veganzetta esprime pubblicamente la sua solidarietà a un attivista di Associazione d’Idee ONLUS di Grosseto che verrà processato per aver girato e diffuso un video amatoriale durante un presidio di protesta contro un circo con Animali tenutosi l’11 settembre 2011 a Grosseto.
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Mega cartelloni antispecisti a Grosseto

La pubblicità “Chi mangi oggi?” di Campagne per gli animali è stata pubblicata a grandi dimensioni (6 metri x 3 metri) a Grosseto grazie all’attività di Associazione D’Idee Onlus.
Di seguito la fotografia del cartellone, il comunicato stampa di Campagne per gli animali, e articoli comparsi sulla stampa nazionale.

img00534 20130227 1350 - Mega cartelloni antispecisti a Grosseto

Comunicato stampa: www.campagneperglianimali.org/web/chi-mangi-oggi-comunicato-stampa


Grosseto: cartellone choc dei Vegani, bambino confezionato in scatola

28/02/2013 – 19.32 – Grosseto, 28 feb. (Adnkronos) – Un manifesto choc e’ stato affisso su un cartellone pubblicitario nei pressi del sottopasso che porta allo stadio di Grosseto. Un bambino in tenera eta’ e’ stato ‘confezionato’, come se fosse una bistecca o comunque un alimento, … (Adnkronos/IGN)
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“Chi mangi oggi?”
Raffigurato un bambolotto a pezzi confezionato. Il fatto che il bambolotto ricordi molto un bambino in carne e ossa fa pensare che la campagna sia destinata a suscitare polemiche. Condividi. Clicca due volte su qualsiasi parola di questo articolo per … (La Nazione)
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Pezzi bimbo come carne,poster choc vegan
(ANSA) – GROSSETO – Un megaposter che ritrae un bambolotto (molto simile a un bambino) a pezzi messo sottovuoto e confezionato come la carne nei supermercati e’ comparso sopra un incrocio molto trafficato a Grosseto. E’ il messaggio firmato da … (Corriere della Sera)
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Grosseto: campagna ‘choc’ dei vegani, bambolotto a pezzi
(ASCA) – Firenze, 28 feb – Suscita discussioni e polemiche, a Grosseto, un manifesto che promuove lo stile di vita Vegan. Nell’immagine, come si legge sull’edizione online del ‘Corriere fiorentino’, si vede un bambolotto (molto simile a un bambino) fatto a … (Agenzia di Stampa Asca)
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Pubblicità choc dei vegani: pezzi di bebè sottovuoto
Nel manifesto un bimbo confezionato in una porzione simile a quello della carne nei supermercati. Il sindaco ddi Grosseto contro i vegani. Sergio Rame – Gio, 28/02/2013 – 18:41. Un bambolotto (davvero troppo simile a un bambino) a pezzi messo sottovuoto … (il Giornale)
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Grosseto: cartellone choc dei Vegani, bambino confezionato in scatola
Grosseto, 28 feb. (Adnkronos) – Un manifesto choc e’ stato affisso su un cartellone pubblicitario nei pressi del sottopasso che porta allo stadio di Grosseto. Un bambino in tenera eta’ e’ stato ‘confezionato’, come se fosse una bistecca o comunque un alimento, … (AdnKronos)
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Altri articoli:

TGCom24
http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/1083971/bimbo-a-pezzi-nel-manifesto-vegano.shtml
La Repubblica Firenze
http://firenze.repubblica.it/cronaca/2013/02/28/foto/grosseto_il_cartello_choc_per_la_campagna_vegan-53611696/1/?ref=search
Corriere Fiorentino.it
http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2013/28-febbraio-2013/bimbo-pezzi-campagna-choc-2114257922382.shtml
Corriere del veneto.it
http://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/notizie/cronaca/2013/1-marzo-2013/bimbo-pezzi-confezione-carne-campagna-choc-vegani-animalisti-2114269336824.shtml
La Tribuna di Treviso
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2013/02/28/news/pezzi-di-bimbo-come-carne-sottovuoto-poster-choc-dei-vegani-1.6614757
Ogginotizie
http://www.ogginotizie.it/219822-bimbo-a-pezzi-in-vaschetta-ecco-il-manifesto-shock-dei-vegani/
Unione Sarda
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/306202
Oggi Treviso
http://www.oggitreviso.it/bambino-pezzi-scatola-manifesto-shock-58414
247 Libero.it
http://247.libero.it/focus/24824975/11/pubblicit-choc-dei-vegani-pezzi-di-beb-sottovuoto/
Il Tirreno
http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2013/02/28/news/bambino-in-scatola-nel-cartello-vegano-1.6614093
La Gazzetta del Mazzogiorno
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=598079&IDCategoria=2685