Parlare d’antispecismo in mezzo agli Animali

10 - Parlare d'antispecismo in mezzo agli Animali

Una gran bella giornata quella passato domenica 29 marzo in quel di Agripunk. Immersi nella campagna in fiore di Arezzo, circondati da Animali di ogni tipo-  che scorrazzano tranquillamente, dormono, grufolano, cercano carezze e pane senza essere sfruttati – abbiamo trascorso delle piacevoli ore in compagnia: molte le persone che hanno partecipato alla prima presentazione del libro “Proposte per un Manifesto antispecista“, ma più che una presentazione si può parlare di una chiacchierata, sedute/i attorno a un tavolo, sul divano, per terra, in piedi in cortile accarezzando un Caprone o un Maiale. Discutere di antispecismo circondate/i da chi desideriamo far vivere in libertà, dagli esseri per cui lottiamo, è davvero piacevole; dovrebbe essere sempre così, mescolando teoria e pratica, parole e sguardi, pensieri e odori. Per una volta ci siamo riuscite/i.
Nonostante le insistenti intrusioni della banda caprina: Nocciolo, Mirtillo e Antonello, abbiamo consumato un ottimo pranzo vegan interamente autoprodotto e discusso confrontandoci, volgendo spesso lo sguardo verso gli enormi e lugubri capannoni dell’ex lager per Animali adiacente al rifugio.
Un grazie di cuore a Desirée e David di Agripunk per l’ospitalità, la disponibilità e l’organizzazione e a tutte le persone intervenute: facce nuove e vecchi amici che è sempre con grande piacere rivedere.
Di seguito alcune immagini in ricordo della giornata.
Alla prossima presentazione.

Presentazione “Proposte per un Manifesto antispecista” ad Agripunk

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Le amiche e gli amici di Agripunk organizzano il 29 marzo 2015 un PRANZO CON L’AUTORE durante in quale sarà presentato dal curatore Adriano Fragano il libro Proposte per un Manifesto antispecista.
Vi aspettiamo.

29 marzo 2015 dalle ore 11
Agripunk località L’isola 61/a Ambra AR
Maggiori informazioni all’indirizzo: http://agripunkblog.blogspot.it/2015/03/domenica-29-marzo-dalle-ore-11-vi.html

Le “opere” mortifere di Damien Hirst

hirst - Le “opere” mortifere di Damien Hirst

Fonte: Veganzetta.org

Il 14 giugno 2014 è stata inaugurata ICASTICA ad Arezzo nella quale, fra le varie opere, appare il “Montone” di Damien Hirst.
Se è vero che la pressione del pensiero sull’arte non ubbidisce a leggi statiche, ma universali sì, è sempre avventato gridare alla novità del genio e dei suoi presunti capolavori, senza averne ben chiari gli scopi. Questo ce lo insegna la Storia e non qualche bancario improvvisato critico d’arte. 
Consideriamo anche la nemesi, che inesorabilmente riequilibria eventi distorti generati dalla “mente discontinua” di dawkinsiana memoria, per cui: se fatti contingenti possono conferire la luce della ribalta, altri fatti potranno toglierla per sempre.
E ora chiediamoci: quale fondamentale messaggio vorrà suggerire colui che ordina uccisioni per proseguire con manipolazioni splatter dei corpi sventrati, imbalsamati, affogati nella formaldeide, dilaniati e bizzarramente ricomposti?
” C’è una prova sola per capire l’importanza artistica di un’opera”, raccomandava Edgar Wind ai suoi lettori, ” L’opera deve intensificare la nostra percezione del soggetto: se il soggetto continua a presentare lo stesso aspetto di prima, salvo il fatto che ad esso è stata aggiunta un’ingombrante sovrastruttura, quell’opera è inutile.” (1)
A questo punto aggiungiamo pure che si tratterebbe di un’opera alquanto mortificante, oltre che mortifera, poichè non agevola la comprensione del reale, anzi disperde nel pus e nel sangue rappreso una delle questioni morali e politiche più dibattute dalla cultura contemporanea: la Questione animale, cioè il ripensamento dei rapporti di dominio arbitrario che gli Umani hanno instaurato nei confronti degli altri Animali e a cui, purtroppo, il nostro Montone non è potuto sfuggire…

Cristina Beretta

Note:
1) Edgar Wind, Arte e anarchia, Adelphi, Milano 1997, pag 91