Animalismo e doppio pensiero orwelliano

carnivoro e1425740026715 - Animalismo e doppio pensiero orwellianoFonte: Il Cambiamento

Dall’antropocentrismo all’antispecismo, dal veganesimo alla cultura della carne. Il rapporto dell’uomo con gli altri animali è spesso caratterizzato da profonde contraddizioni: come può un ‘amante degli animali’ essere allo stesso tempo un mangiatore di carne? Probabilmente si tratta di un controsenso, riconducibile a quel fenomeno che George Orwell definì ‘doppio pensiero’.

di Andrea Romeo – 20 Febbraio 2012

Che l’Occidente sia antropocentrico non vi è dubbio alcuno. L’antropocentrismo è una forma di pensiero che si ripercuote nella realtà determinando un’incessante recinzione e cementificazione della Natura, con l’obiettivo di creare habitat artificiali prevalentemente umani: la prima forma di Matrix in cui viviamo è la città. Tuttavia rimane il fatto che l’uomo, volente o nolente, deve convivere con altre creature che popolano il pianeta e, che ci piaccia o no, la Terra non è solo degli uomini, e guai se non fosse così, pena l’estinzione!

Se da un lato il concetto di antispecismo risulta molto arduo da definire – data la complessa struttura dell’ecosistema in cui siamo immersi, ideologia in cui coesistono ambigui controsensi, paradossi e circoli viziosi dovuti alle molte sfaccettature che caratterizzano e regolano i rapporti tra gli esseri viventi – allo stesso tempo va detto che anche il concetto di ‘specismo’ risulta molto vago, proprio per il fatto che nonostante a livello ideologico l’Occidente sia (almeno così sbandierano i media) human-right-orientedo antropocentrico, in pratica è impossibile dividere l’uomo dall’ecosistema, in quanto nella realtà condividiamo il pianeta con altre specie dai tempi dei tempi, con le quali interagiamo quotidianamente da sempre.

È inoltre difficile valutare se un uomo ha di fatto sempre e comunque più diritti degli animali: che dire dei civili bombardati nelle guerre umane? Sostenere che per istinto si pensi prima ai propri simili risulta molto elusivo e superficiale, poiché l’uomo è capace di orribili mattanze anche nei confronti dei suoi stessi simili, e viceversa non mancano esempi stupefacenti di uomini e animali che salvano individui di altre specie, rischiando sovente le proprie vite. Per fare un esempio, si pensi alle migliaia di mummie di gatti ritrovate nelle tombe dell’antico Egitto, indice che quest’animale, per i nostri antenati egiziani, era degno di una sepoltura faraonica mentre agli schiavi umani non era riservato lo stesso ‘nobile’ trattamento.

In breve, non esiste una sfera umana completamente emancipata dal resto della Natura se non a livello teorico, perché nella pratica siamo e restiamo creature biotiche, e la cultura è influenzata da fenomeni sia di antropomorfismo che di cosmomorfismo, determinando una continua interazione tra uomo e cosmo: da tali interazioni extra-specie nascono spesso arcaici e profondi rapporti di rispetto e di pura amicizia, anche quando l’umano non si definisce animalista o ecologista.

L’antropocentrismo è dunque una forma di pensiero artificiosa, un falso feticcio, e lo specismo risulta essere un’ideologia alquanto bizzarra. Abbiamo dunque due ideologie profondamente diverse, che risultano avere anche approcci opposti nel loro relazionarsi alla vita in senso lato. Entrambe sono intrappolate nelle folli regole della biosfera, maestoso essere vivente che si nutre di se stesso.

I vegani più intransigenti, con passo felpato ed estatica visione, cercano di far sì che il mondo animale si gestisca da sé, tentando di limitare al massimo i danni nei confronti dell’ecosistema. Talora alcuni provano a ‘veganizzare’ il più possibile il mondo circostante, ad esempio ‘costringendo’ il proprio animale domestico a seguire una dieta a base vegetale, allo scopo di rendere la vita a tutti un po’ più lieve.

Sembrerebbe una forzatura a prima vista, dato che il senso comune ci sussurra che non si può obbligare qualcun altro a vivere secondo un’ideologia non scelta, ma anche questo pensiero è contraddittorio, perché anche il nutrirsi di carne, ad esempio, è de facto un fattore culturale obbligato sin dalla tenera età: il bambino non ‘sceglie’ di nutrirsi di maiale o di parlare italiano anziché l’esperanto, e il cane non sceglie di vivere in un recinto o di mangiare crocchette industriali, siano esse vegetali o di vacca.

Dall’altro lato, lo ‘specista’ che si nutre di carne e crede sia naturale ogni intervento umano nei confronti dell’ambiente per il benessere della propria specie, solo apparentemente sembra risultare coerente alla propria ideologia di fondo, quella antropocentrica per l’appunto, ma in realtà la sua abitudine detrae cibo ai suoi stessi simili a causa di semplici regole biologiche che vogliono che una vacca consumi quantità industriali di foraggio e di acqua che potrebbero essere utilizzati direttamente dagli umani, senza usare il corpo dell’animale come intermediario, determinando una contraddizione in termini a causa della ‘fame’ del famoso Terzo Mondo.

Sostengono gli apologetici seguaci della ‘cultura della carne’, che loro seguono semplicemente il flusso della catena alimentare che vuole che siamo tutti cibo, fui quod es, eris quod sum; anche se questa mentalità, più che un’ideologia vera e propria, sembra un escamotage, una via di fuga attraverso un approccio relativista che in fondo giustifica qualsiasi cosa.

Ma che dire di coloro che affermano di amare gli animali pur alimentando l’industria della carne? Come spiegare i comportamenti di coloro che si emozionano dinanzi ad un pulcino o ad un vitello, ma se ne nutrono? Perché molte persone si prendono cura di animali domestici nelle proprie abitazioni da un lato, e dall’altro vestono il cappotto con il futile colletto di pelliccia di cane (scuoiato vivo) per moda? E come si spiega inoltre che molti mangiatori di carne non riescano a fare una semplice connessione tra la bistecca sul piatto e il mattatoio, tanto che impallidiscono dinanzi alle cruenti immagini della macellazione? Non sono questi comportamenti aberrazioni del cosiddetto mondo civilizzato?

Coloro che si pongono il problema del maltrattamento degli animali, siano essi animalisti o ‘persone normali’, notano tali controsensi: alcuni giustificano il tutto, altri trovano la propria soluzione nel veg(etari)anismo.

Naturalmente gli studiosi del rapporto uomo-natura, e quindi uomo-animale, hanno tutti affrontato l’enigma. Gli ‘onnivori’ più convinti rompono il nodo gordiano definendo lo sfruttamento animale e il mangiar carne ‘necessità’, cosa ovviamente molto discutibile. Tra gli antispecisti le spiegazioni date passano da un estremo all’altro. I più moderati, come Peter Singer o Paul Waldau, ci dicono che si tratta di semplice abitudine culturale. Più estreme le posizioni di attivisti come Gary Yourofsky che ci parla di tossicodipendenza (indotta) da carne, mentre Gary Francione definisce il controsenso come ‘schizofrenia’.

In psicologia questo stato cognitivo viene chiamato dissonanza cognitiva, concetto introdotto da Leon Festinger nel 1957. Attraverso questa teoria lo studioso descrive le incoerenze logiche dell’uomo quando convivono in lui due idee completamente opposte, ma date entrambe come valide. Questa è un vero e proprio ‘mentire a se stessi’ che porta le persone, pur di non mutare le proprie convinzioni, a trovare giustificazioni assolutamente in contrasto con l’evidenza dei fatti.

George Orwell, nel suo celebre 1984, definì questo fenomeno come doppio pensiero(doublethink): si prenda ad esempio chi crede che si faccia la ‘guerra’ per portare la ‘pace’. Nel caso in cui l’evidenza risulti innegabile, quelli che non vogliono rinunciare alla propria credenza tendono a piegare la novità alla propria forma mentis come modello intoccabile per dar senso al nuovo: da qui i mangiatori di carne ma ‘amanti degli animali’ chiamano in causa gli uomini primitivi, le tradizioni, i ‘canini’ o la catena alimentare per giustificare la propria dissonanza.

Ovviamente i consumatori di carne che si definiscono ‘animalisti’ sono in piena dissonanza, specie quando, pur sapendo che questo alimento è superfluo nella dieta umana, sostengono di ‘amare gli animali’. Anche la filosofia vegana non è esente da paradossi, come quando ad esempio si nutre un animale carnivoro, ma è condannabile tale ‘contraddizione’ (falsus in uno (ergo) falsus in omnibus?) o bisogna comunque apprezzare l’operato di chi almeno prova ad ammortizzare la sofferenza altrui con piena coscienza?

Antispecisti quindi vegani: dossier vegan

Da Veganzetta un dossier di sicuro interesse:

futuro vegan - Antispecisti quindi vegani: dossier vegan

Antispecisti quindi vegani – Dossier vegan
Il dossier che potrete leggere scaricandolo al link di seguito in formato PDF è un estratto dell’originale pubblicato su A Rivista anarchica n° 353 del maggio 2010 a cura di Troglodita Tribe e con testi di Adriano Fragano, Filippo Trasatti e Massimo Filippi.

Buona lettura

Antispecisti quindi vegani – Dossier vegan (800 Kb)

Incontro “Azioni e parole” Milano/Magnago 24/25/26/27 aprile 2008

banner - Incontro "Azioni e parole" Milano/Magnago 24/25/26/27 aprile 2008

EVENTO TERMINATO

banner incontro milano - Incontro "Azioni e parole" Milano/Magnago 24/25/26/27 aprile 2008

 

>> Download della locandina con il programma completo

*Introduzione all’ incontro ‘AZIONI e PAROLE’

Milano / Magnago 24-25-26-27 aprile ’08

Poiché all’ultimo momento è stata negata l’autorizzazione a pernottare con tende a Magnago, dobbiamo rinunciare ad una base comune per l’incontro dove lasciare ognuno le proprie cose e dove fare le colazioni; ripieghiamo sulla disponibilità ad ospitare i partecipanti già riscontrata da parte di singoli e uno squat del Milanese.

Per non incorrere in altri problemi organizzativi dell’ultimo momento chiediamo a tutti di comunicare per tempo del loro arrivo e del mezzo di locomozione di cui dispongono per eventuali passaggi, in modo da poter fare i conti in anticipo e pensare gli spostamenti. Saremo a Magnago quindi solo il giovedì pomeriggio e la sera e tutta la domenica per lavori e discussioni (abbiamo eliminato il corteo di Busto Arsizio segnalato inizialmente sulle locandine). Il venerdì e il sabato invece iniziative, pranzi e cene si terranno a Milano.

Alla luce degli imprevisti invitiamo a non portare a seguito cani o, se proprio fosse impossibile dividervi, a chiamarci per cercare una soluzione.

Il cibo, rigorosamente vegan, sarà offerto, mentre saranno a prezzo di costo le bevande; unica occasione che è stata pensata per recuperare almeno parte delle spese è la cena del venerdì 25 sera…non preoccupatevi a contributo “popolare”.

Non mancate: confidiamo di poter realizzare un momento importante, alla ricerca di quella svolta di cui il movimento ha bisogno.
Sono ovviamente ben accette, anzi incentivate, tutte le proposte e la partecipazione di tutti coloro che sono interessati!

_info line 331-5987078
_per richiedere le locandine, contatti ed informazioni: azionieparole08@libero.it
_invitiamo tutti, individui, gruppi e associazioni, a pubblicare il banner della 4 giorni e far circolare nelle mailing lists la notizia dell’incontro
_per commenti e suggerimenti visita il sito http://www.manifestoantispecista.org/incontri-antispecisti/

Perché un incontro fra antispecisti?

Perché è nostra convinzione che sia necessario confrontarsi, in modo approfondito e beneficiando di una comunicazione diretta, sul termine antispecismo, in quanto evoluzione del concetto di animalismo. La storiografia del movimento per la difesa degli animali illustra una successione di fasi che appaiono una come la continuazione dell’altra, quando a ben vedere contengono aspetti tra loro contrastanti.

Si è assistito nel tempo da parte degli attivisti ad un arroccamento su posizioni da difendere, quasi si trattasse di aver a cuore interessi personali, piuttosto che ad una disponibilità collettiva a indirizzare le istanze verso l’ampliamento della consapevolezza delle idee, dei problemi e delle difficoltà. Riassumendo brevemente questo excursus, che ha avuto attuazione pressoché internazionale, dal semplice sentimento zoofilo è nato un atteggiamento pragmatico di tipo protezionistico. L’aspettativa di veder riconosciuti i diritti degli animali all’interno degli impianti legislativi, ha rivelato una profonda inconsistenza, a causa della sua natura conforme al sistema dominante; l’effettiva origine dello sfruttamento pone le sue radici nel ricorso alla gerarchia, che è figlia della domesticazione e mai strumento per porvi rimedio.

E’ così che rivendicazioni di stampo liberazionista hanno aperto un varco di critica radicale alla società in cui ci troviamo a vivere, da animali umani insieme ad animali non umani. La lotta per la liberazione animale è apparsa così meno isolata dal contesto generale, sapendo porre le basi per non percepire sé stessa come una causa singola.
Paradossalmente, mentre il concetto di animalismo trovava lo sviluppo utile a ridefinire sé stesso, aumentava l’identificazione da parte dei suoi osservatori esterni nelle modalità con le quali si era fallacemente generato.

Di fronte all’equivoco che presentava il rischio di veder confuse e ridimensionate rivendicazioni di carattere rivoluzionario, alla luce della strenua opposizione al paradigma antropocentrico, è emersa l’esigenza di utilizzare e discutere il termine antispecismo nell’ambito di una teoria e prassi radicali. Sono in corso d’opera lavori di analisi e caratterizzazione, che intendono costruire una piattaforma teorica rigorosa che funga da stimolo e riferimento tanto nelle parole quanto nelle azioni.
Un riferimento che non vuole essere intellettualmente fine a se stesso, bensì culturalmente funzionale al conseguimento di un cambiamento reale.

Con questo incontro confidiamo di poter stabilire insieme un solido e proficuo ponte di comunicazione e collaborazione tra la teoria e la pratica che, ad oggi, ci appaiono poco sintonizzate reciprocamente, alle prese con andamenti delle volte asincronici e autoreferenziali.
Desideriamo creare una stretta connessione consequenziale tra il cosiddetto antispecismo di tipo pratico che, nella prospettiva di un significativo incremento, consentirebbe di rompere gli schemi imposti dalla società specista, e una teoria antispecista fiorente che s’impegna ad analizzare origini, modalità e finalità dello specismo, effettuando quei collegamenti concettuali indispensabili per rinforzare l’opposizione all’ideologia e alla discriminazione che accompagnano e generano lo sfruttamento degli animali, umani e non umani.

La ricerca di uno sviluppo in questo senso prevede l’assunzione di una consapevolezza politica collettiva, oltre che morale e individuale nelle idee e nelle azioni della quotidianità, per tanto auspichiamo la nascita di un ambito di cooperazione allargata in cui realizzare un’identità di movimento e perseguire progetti di intervento.

Per costituire un movimento antispecista unitario, nel rispetto delle diversità e delle prerogative dei singoli gruppi e individualità, dobbiamo persuaderci della necessità di creare strutture che non dipendano dai personalismi o dalle peculiarità di assembramenti ridotti; unirci in organismi rappresentativi della totalità e complessità della situazione in cui versa il cosiddetto animalismo radicale; istituire momenti di incontro periodico in cui prendere decisioni e dotarci di un metodo organizzativo che, per quanto orizzontale e rivolto al coinvolgimento dal basso, consenta di avanzare nella direzione dell’affermazione incrementale dei principi antispecisti.

Possiamo convergere su principi condivisi stilando fin da ora un manifesto antispecista d’intenti che presupponga nuovi sviluppi e applicazioni.

Questa prima ‘quattro giorni’ vuole fungere da apripista di una tale nuova collaborazione, che, una volta compresa e scelta, può cominciare a concretizzarsi.
Proporremo di aderire a successivi incontri, da stabilire insieme nelle sedi e nelle modalità; confidiamo di influenzare positivamente il movimento antispecista che al momento, più che variegato, è problematicamente disgregato.
Cooperazione tra attivismo teorico e pratico, AZIONI E PAROLE, in reciproca relazione: il fine è esplicitato; ora non resta che riconoscerci, metterci nelle condizioni di interagire ed evolvere insieme verso l’agognato traguardo di trasformazione della società specista che violenta, affama, sfrutta, tortura, inquina, distrugge, uccide.

Programma di massima:

24 aprile giovedì MAGNAGO

H.14.30 ritrovo a ferrovie nord stazione Vanzaghello

-pomeriggio: realizzazione di strutture utili ad ospitare animali riscattati dall’industria della carne a Magnago (Milano); presentazione del progetto “sangue degli animali
-cena vegan
-sera: introduzione all’incontro / mini torneo di calcio 3 vs 3

25 aprile venerdì MILANO

H.10.30 ritrovo in Piazza Duca d’Aosta, Milano (stazione centrale, MM verde, MM gialla)

-mattino: lavori preparativi per il corteo del 25 aprile di Milano
-pranzo: food not bombs in stazione centrale davanti a Mc Donald (Milano)
-pomeriggio: corteo della liberazione con il messaggio “Antispecismo é liberazione”, per la liberazione di tutti gli esseri senzienti
-cena vegan c/o parco-canile di Vitadacani, Arese via Mattei 70 ( www.vitadacani.org )
-sera: discussione sul consenso (come metodo decisionale interno + strategie e considerazioni sulla ricerca del consenso; suggeriamo la lettura del testo ‘Il metodo del consenso‘ su http://www.manifestoantispecista.org )

26 aprile sabato MILANO

H.10.30 ritrovo C.S.O.A. Conchetta, via Conchetta 18 Milano (tram 3, bus 90-91, MM Romolo)

-mattino: discussione e confronto con la cassa di solidarietà Senza Gabbie e un nuovo progetto del ‘Gruppo di supporto antispecista
-buffet vegan
-pomeriggio: dibattito su “Antispecismo e liberazione animale

*scaletta:
introduzione: “verso un movimento antispecista”
l’antispecismo de La Nemesi
l’antispecismo di Liberazioni.org
dibattito e proposte dai presenti

-buffet vegan

Durante l’arco della giornata verranno allestite mostre sullo sfruttamento animale, proiezioni video e sprazzi di musica nel momento del rinfresco serale. Raccoglieremo fondi per una prossima iniziativa editoriale del gruppo ecologista il Silvestre sul nuclerare.

27 aprile domenica MAGNAGO

H. 10.30 ritrovo a ferrovie nord stazione Vanzaghello

-mattino: presentazione della Coalizione contro la vivisezione nelle Università ( www.bastavivisezione.net ) e aggiornamenti dalle lotte alla vivisezione nel mondo
-pranzo vegan
-pomeriggio: discussione su metodi e finalità delle campagne di pressione

Durante la 4 giorni saranno distribuiti due documenti frutto di tre assemblee avvenute in preparazione all’incontro, momenti nei quali si è lavorato insieme per realizzare una definizione del ‘nostro antispecismo’ e per gettare le basi per un intervento nel sociale che integri il ricorso alla sensibilizzazione e alla pressione, alla ricerca di una rivendicazione di tipo politico indispensabile ai fini della lotta antispecista.

Alleghiamo dei testi per la riflessione che potete trovare su
http://www.manifestoantispecista.org/incontri-antispecisti:

-Specismo e antispecismo storia e prospettive
http://www.manifestoantispecista.org/2008/03/11/specismo-e-antispecismo-storia-e-prospettive

-Antispecismo e liberazione animale
http://www.manifestoantispecista.org/2008/02/22/antispecismo-e-liberazione-animale

-Dal 1° seminario antispecista
http://www.manifestoantispecista.org/2008/01/15/dal-1%c2%b0-seminario-antispecista-i-testi

-Antispecismo su Anarchopedia
http://www.manifestoantispecista.org/2008/03/09/antispecismo-su-anarchopedia

-Un Manifesto?
http://www.manifestoantispecista.org/un-manifesto

-Uomini, animali, animalisti (parte prima e parte seconda)
http://www.liberazioni.org/ra/ra/qa/indice.html

-La cassetta degli attrezzi
http://www.manifestoantispecista.org/cassetta-degli-attrezzi/

-…e superare l’animalismo
http://www.manifestoantispecista.org/2008/01/09/e-superare-lanimalismo

-Le insidie dello “specismo speculare”
http://www.manifestoantispecista.org/2008/03/13/le-insidie-dello-specismo-speculare

-Il grattacielo
http://www.manifestoantispecista.org/2008/01/09/il-grattacielo

-Critica all’ideologia animalista
http://www.liberazioni.org/ra/ra/ma_ma/indicedimarco.html

-Verso una pratica antispecista
http://www.liberazioni.org/liberazioni/articoli/SottofattoriA-01.htm

-Cos’è l’antispecismo?
http://www.liberazioni.org/liberazioni/articoli/MauriziM-06.htm

Diffondiamo a seguire un testo inviatoci;
racchiude una proposta che vuole essere vagliata insieme la giornata del sabato 26 alle h.10.30 c/o C.S.O.A. Conchetta.

*’Gruppo antispecista di supporto’

Nasce una cassa di solidarietà per militanti antispecisti.

Gli obiettivi primari del nuovo gruppo di supporto per attivisti vegan sono:

-incrementare l’apporto monetario a favore di coloro che devono affrontare le insidie dei tribunali
-istituire un metodo di corrispondenza che sfrutti la fruibilità del mezzo telematico per contattare i detenuti
-mettere in campo un nuova tipologia di sostegno per chi è detenuto nelle galere

Attraverso cene e iniziative di food not boobs desideriamo accostare alla propaganda del veganismo la raccolta di fondi utili a coprire maggiormente le spese con le quali il movimento si trova a dover fare i conti con crescente difficoltà.

Attraverso l’istituzione di indirizzi mail specifici per ogni compagno ingabbiato intendiamo accorpare i messaggi di coloro che lo sostengono, per poi occuparci di stampare le lettere e spedirle al luogo in cui sosta.

Attraverso proteste telefoniche, via mail e sui media pensiamo sia possibile e necessario interferire contro il trattamento forcaiolo degli inquirenti a discapito dei prigionieri vegan, sottoposti alla privazione degli alimenti fondamentali che la loro scelta etica richiede.

Fintantoché non riusciremo, con il vostro insostituibile aiuto, a realizzare il riconoscimento da parte delle amministrazioni penitenziarie del diritto minimale a non dover rinunciare, oltre che alla libertà di movimento e azione, anche al proprio regime alimentare, ci impegniamo a spedire pacchi di cibo che non proviene dallo sfruttamento degli animali.
Ogni casa circondariale risponde a regole proprie e così espone compagni e amici solidali a vivere nell’incertezza il destino di coloro che vengono rinchiusi.
E’ nostra intenzione tentare di fornire un apporto in più a chi rimane impigliato nelle maglie della repressione e subisce un’ennesima pena tra le pene!

Non riserviamo tale specifico supporto, umano e nel vitto che rifiuta carne, uova, latte e derivati, a coloro che non rispondono a quelle che secondo il nostro pensiero sono caratteristiche imprescindibili all’antispecismo: ripugniamo insieme allo specismo, razzismo, sessismo e omofobia.

Non vogliamo sovrapporci all’impegno profuso dalle altre casse di solidarietà alle quali dobbiamo riconoscenza rivoluzionaria; confidiamo di occupare un campo di utilità generale a partire dalle nostre peculiarità.

Per adesioni, contributi e suggerimenti ci mettiamo a disposizione su uno spazio libero del movimento, dove potete tutti convenire per fornire la vostra opinione:
http://www.manifestoantispecista.org/

Solo quando giudicheremo soddisfacente tale percorso preliminare di conoscenza cominceremo a portare avanti l’attività del Gruppo Antispecista di Supporto e vi forniremo i riferimenti per partecipare.

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Testo tipo d’invito alla 4 giorni di aprile ’08, per mailing list e messaggi personali:

Introduzione all’ incontro ‘AZIONI e PAROLE’
Milano / Magnago 24-25-26-27 aprile ’08

Antispecismo e liberazione animale

Con questo incontro confidiamo di poter stabilire insieme un solido e proficuo ponte di comunicazione e collaborazione tra la teoria e la pratica che, ad oggi, ci appaiono poco sintonizzate reciprocamente, alle prese con andamenti delle volte asincronici e autoreferenziali.
Desideriamo creare una stretta connessione consequenziale tra il cosiddetto antispecismo di tipo pratico che, nella prospettiva di un significativo incremento, consentirebbe di rompere gli schemi imposti dalla società specista, e una teoria antispecista fiorente che s’impegna ad analizzare origini, modalità e finalità dello specismo, effettuando quei collegamenti concettuali indispensabili per rinforzare l’opposizione all’ideologia e alla discriminazione che accompagnano e generano lo sfruttamento degli animali, umani e non umani.

A causa del fatto che all’ultimo momento è stata negata l’autorizzazione a pernottare con tende a Magnago, dobbiamo rinunciare ad una base comune per l’incontro dove lasciare ognuno le proprie cose e dove fare le colazioni; ripieghiamo sulla disponibilità ad ospitare i partecipanti già riscontrata da parte di singoli e uno squat del Milanese.
Per non incorrere in altri problemi organizzativi dell’ultimo momento chiediamo a tutti di comunicare per tempo del loro arrivo e del mezzo di locomozione di cui dispongono per eventuali passaggi, in modo da poter fare i conti in anticipo e pensare gli spostamenti. Saremo a Magnago quindi solo il giovedì pomeriggio e la sera e tutta la domenica per lavori e discussioni (abbiamo eliminato il corteo di Busto Arsizio segnalato inizialmente sulle locandine). Il venerdì e il sabato invece iniziative, pranzi e cene si terranno a Milano.
Alla luce degli imprevisti invitiamo a non portare a seguito cani o, se proprio fosse impossibile dividervi, a chiamarci per cercare una soluzione.
Il cibo, rigorosamente vegan, sarà offerto, mentre saranno a prezzo di costo le bevande; unica occasione che è stata pensata per recuperare almeno parte delle spese è la cena del venerdì 25 sera…non preoccupatevi a contributo “popolare”.

Non mancate: confidiamo di poter realizzare un momento importante, alla ricerca di quella svolta di cui il movimento ha bisogno.
Sono ovviamente ben accette, anzi incentivate, tutte le proposte e la partecipazione di tutti coloro che sono interessati!

_info line 331-5987078
_per conoscere il programma, richiedere le locandine, per avere i codici del banner della 4 giorni, contatti ed informazioni:azionieparole08@libero.it
_invitiamo tutti gli interessati a partecipare e a far circolare, nelle mailing lists e attraverso i passa-parola, la notizia dell’incontro
_per commenti e suggerimenti visita il sito http://www.manifestoantispecista.org/incontri-antispecisti

Antispecismo è liberazione… un arrivederci a presto dagli organizzatori