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Il bluff del “Made in Italy”, ovvero il mostro con i piedi d’argilla

made in italy - Il bluff del “Made in Italy”, ovvero il mostro con i piedi d'argillaDal blog di Oltre la specie:

http://oltrelaspecie.blogspot.com/2012/02/il-bluff-del-made-in-italy-ovvero-il_10.html

Si è svolto il 1 febbraio 2012 alla Camera dei Deputati un convegno dal sedicente ironico titolo “Viene prima l’uomo o la gallina?”, organizzato da Carlo Giovanardi (Pdl), sulla base di questa considerazione: decine di milioni di italiani si vestono e si nutrono di prodotti di origine animale, altri milioni di persone ricavano il loro reddito da attività fondate sull’allevamento.
Hanno partecipato soggetti diversi ma omologhi, per testimoniare l’importanza delle proteine animali nell’alimentazione umana, il valore economico della filiera zootecnica, i comparti come la moda, e quindi la produzione di pellicce, la farmaceutica, il settore mangimistico e chimico. (* sotto l’elenco dei relatori e link alle fonti)

I punti salienti del convegno possono essere così riassunti:

  1. “Il vero problema e’ rilanciare e potenziare le nostre eccellenze, – ha spiegato il senatore Giovanardi – ma il settore zootecnico rischia di andare in crisi per una martellante campagna animalista che contesta alla radice, ad esempio, la possibilità di utilizzare le pelli di animali per il Made in Italy. Di qui l’aggressione agli allevamenti, la presentazione di un ddl al Senato per proibire in Italia l’allevamento di animali da pelliccia e altre iniziative”.
  2. Giovanardi ha quindi evidenziato che “pur nel pieno rispetto della sanità degli animali non bisogna privilegiare gli animali rispetto agli uomini perché da ciò può dipendere la possibilità o meno di uno sviluppo economico”
  3. Si e’ voluto “sottolineare il ruolo essenziale che la carne e gli altri prodotti di origine animale hanno in una dieta equilibrata. Ma va ricordato che la carne è fondamentale per far crescere i bambini, per mantenere gli adulti, soprattutto le donne nel periodo fertile e poi aiutare l’anziano a sostenersi nella longevità”

Non possiamo esimerci dal rispondere alla retorica dei temi trattati in questo convegno, che interpretiamo come l’ennesima risposta specista e populista alla recessione economica che, nell’incapacità di affrontare la crisi con un piano strutturale di crescita e sviluppo, cerca di imbonirsi quelle categorie (di elettori) che si sentono minacciate per un fatturato che decresce (non possiamo che rallegrarcene); indubbiamente, è molto più semplice coalizzarsi in un convegno additando nell’azione di gruppi animalisti la grave compromissione del “Made in Italy” dai fatturati stellari. Ahi noi, nessuno ci ha interpellati per poter esporre le nostre posizioni in un pubblico e civile contraddittorio e quindi il simposio, che ha avuto la sua visibilità mediatica, si è ritenuto soddisfatto del suo vademecum anti-crisi.

Ebbene, siamo sconcertati da tanta miope e anacronistica conclusione. L’economia di un paese sano e il suo grado di civiltà dovrebbero andare di pari passo e se in un convegno tenutosi in una delle due Camere che rappresenta tutti i cittadini, pagata dai cittadini, la risposta alla gravità della situazione si risolve nella legittimazione della carneficina legalizzata in nome del business, noi non ci stiamo, come antispecisti e come esseri pensanti che si rifiutano di assistere, all’interno del parlamento, all’inizio della campagna elettorale.

L’Italia, i suoi abitanti, noi tutti meritiamo argomentazioni che vadano al di là del misero moralismo (al di sopra del bene e del male) per uscire da questo grave momento e la licenza d’uccidere ancora, anzi ancora di più, altri esseri viventi, affinché “l’uomo venga prima della gallina!“, ci conferma che questo sistema economico ha delle profonde crepe nelle sue fondamenta e che è il momento di cambiarle, di cercare soluzioni diverse ed eticamente accettabili.

Ma di quale uomo parlate? Forse del lavoratore in nero, del clandestino, della donna disoccupata, del figlio nato in Italia da genitori stranieri senza diritto di voto, del pensionato a 500 euro al mese, della coppia di fatto, dell’omosessuale, della donna-madre, dello studente-lavoratore, del precario a vita, del senza-casa, dell’ex-alcoolizzato o ex-drogato, del carcerato…

E di quale gallina parlate? Dei 60 miliardi di esseri viventi, più i circa 90 miliardi di abitanti dei mari, violentati, torturati, imprigionati, uccisi ogni anno, per nutrire una minima parte della popolazione che affama il resto del mondo?

Il vostro patetico “Made in Italy” è la rappresentazione di una società specista e intra-specista, nella quale una minoranza, per poter continuare a detenere potere e denaro, soggioga il resto degli esseri viventi TUTTI, umani e non umani, in nome di un sistema economico che per poter restare in vita deve reggersi sullo sfruttamento dei più deboli e il sangue di chi, fra i più deboli, non ha voce: gli animali non umani.

Riteniamo che sia giunto il momento storico per un radicale cambiamento del Diritto, annoverando anche gli animali non umani fra i SOGGETTI E NON PIU’ OGGETTI di una società del 3° millennio, in quanto l’animale umano, con la sua dominazione su tutte le altre specie, ha prodotto un mostro con i piedi d’argilla.

Rispondete, allora, alla nostra domanda: “Viene prima il business o l’etica?”

Per noi l’etica ha un valore assoluto, in tutte le sue declinazioni, tra cui il rispetto, la compassione, la solidarietà e l’eguaglianza. Sì, quell’etica che, per chi si occupa di settori come la zootecnia, la moda, le pellicce, la vivisezione, l’allevamento, la vetero-politica, e’ definita elemento di disturbo al progresso.

Ma il progresso di cui parlate in realtà ha un altro appellativo: BUSINESS.

Il progresso, per essere tale, deve coinvolgere l’intero pianeta altrimenti parliamo di ricche lobbies che voi ci chiedete di sostenere. Siamo seri, non confondiamo le parole per imbonire le folle e addolcire lo sfruttamento degli animali umani e la morte degli animali non umani, che vi permettono di mantenere i vostri privilegi.

Leggendo tra le varie dichiarazioni dei relatori al convegno, Mons. Mauro COZZOLI – Ordinario di Teologia Morale alla Pontificia Università Lateranense – afferma in un altro contesto: “…La vita, sia altrui che propria, è un bene indisponibile e inviolabile, così che sopprimerla non è nel potere della libertà ma è piuttosto “un male morale che l’etica vieta””.
Vogliamo, per un momento, riprendere queste parole del Monsignore e ricordarvi che, nel vostro convegno, avete insabbiato addirittura la compassione, là dove si tratti di animali non umani.

Come si può condannare chi decide liberamente di uccidersi ed invitare, contemporaneamente, ad uccidere creature viventi e senzienti per l’arricchimento di pochi?

I valori morali non sono opinioni ne’ spicciola propaganda velata.

Vi sottoponiamo un ulteriore quesito: ritenete che esistano esseri viventi (umani e non umani) che hanno maggiori diritti di altri? A quali chiedete di sostenervi e plaudirvi, agli sfruttati o agli sfruttatori?

Come antispecisti, dissentiamo in toto dalle conclusioni a cui siete giunti e siamo pronti ad un contraddittorio nel momento in cui lo riterrete opportuno.

In attesa di una vostra risposta, vi salutiamo.

Sono intervenuti al convegno:

Nino ANDENA – Vice presidente nazionale Coldiretti e Presidente AIA
(“…tutelare, anche sui mercati internazionali, la qualità e la specificità dell’impareggiabile
patrimonio del “made in Italy” agroalimentare, al cui sviluppo è legato sempre più anche quello complessivo dell’agricoltura e della zootecnia italiana.” http://www.pubblicitaitalia.com/eurocarni/2001/8/3335.html )

Giorgio CALABRESE – Nutrizionista

Mons. Mauro COZZOLI – Ordinario di Teologia Morale alla Pontificia Università Lateranense
(“…La vita, sia altrui che propria, è un bene indisponibile e inviolabile, così che sopprimerla non
è nel potere della libertà” ma è piuttosto “un male morale che l’etica vieta”. – http://www.incomunione.it/vastomondo/271-quale-messaggio-il-q-non-uccidereq-vale-sempre-e-per-tutti-anche-per-se-stessi.html )

Carlo GIOVANARDI – Senatore
( http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Giovanardi )

Roberto SCARPELLA – Presidente Associazione Italiana Pellicceria
(http://www.modaonline.it/marchi/a/aip/2011/roberto-scarpella-nuovo-presidente-dell%27associazione-italiana-pellicceria.aspx )

Luigi SCORDAMAGLIA – Vice presidente Federalimentare R.S.V.P
(c.v. : amministratore delegato del consiglio di amministrazione di Inalca, società del gruppo Cremonini – Direttore di Assocarni, l’Associazione di categoria dell’industria italiana nel settore delle carni bovine – tra il ’94 e il ’95 amministratore delegato di “Intercarne Qualità” – consigliere d’amministrazione di “Quinto Valore”, società del settore delle pelli. Laureato in medicina veterinaria all’università di Perugia, ha svolto dal ’91 al ’94 attività didattica e di ricerca nel settore degli alimenti – consigliere del ministero delle Politiche agricole e forestali e membro del consiglio di rappresentanza Agea per Federalimentare – presidente dell’Ema, l’Associazione europea dell’industria della carne bovina.)

Per chi non avesse letto l’articolo, rinviamo a questo link:
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Stop-a-campagne-animaliste-contro-carne-e-pellicce-per-difendere-il-Made-in-Italy_312929851437.html

oppure alla lettura dello stesso sotto:

Un convegno alla Camera dei Deputati

Stop a campagne animaliste contro carne e pellicce per difendere il Made in Italy
Roma, 1 feb. (Adnkronos) – Decine di milioni di italiani si vestono e si nutrono di prodotti di origine animale, altri milioni di persone ricavano il loro reddito da attività’ fondate sull’allevamento. Parte da queste considerazioni lo spunto del convegno dal titolo provocatorio “Viene prima l’uomo o la gallina?”, organizzato da Carlo Giovanardi (Pdl) alla Camera al quale hanno partecipato oggi tante soggetti diversi per testimoniare l’importanza delle proteine animali nell’alimentazione umana e non ultimo, il valore economico della filiera zootecnica, anche per altri comparti come la moda, e quindi la produzione di pellicce, la farmaceutica, il settore mangimistico e chimico.
“Il vero problema è rilanciare e potenziare le nostre eccellenze, – ha spiegato il senatore Giovanardi – ma il settore zootecnico rischia di andare in crisi per una martellante campagna animalista che contesta alla radice, ad esempio, la possibilità di utilizzare le pelli di animali per il made in Italy. Di qui l’aggressione agli allevamenti, la presentazione di un ddl al Senato per proibire in Italia l’allevamento di animali da pelliccia e altre iniziative”.
Giovanardi ha quindi evidenziato che “pur nel pieno rispetto della sanità degli animali non bisogna privilegiare gli animali rispetto agli uomini perché da ciò può dipendere la possibilità o meno di uno sviluppo economico”, un concetto che lo stesso Giovanardi ha ripreso da Monsignor Mauro Cozzoli, ordinario di Teologia morale alla Pontificia Università Lateranense che è intervenuto al convegno.

A rappresentare la filiera alimentare è intervenuto Luigi Scordamaglia, vicepresidente di Federalimentare e di Assocarni. “Il comparto zootecnico nazionale produce oltre 40 miliardi di euro di fatturato e comprende oltre 320mila allevamenti che, – ha spiegato – ogni giorno, forniscono prodotti di assoluta qualità e sicurezza. La produzione della carne avviene infatti, nel più rigido rispetto del benessere animale e i produttori sono i primi a farlo. Chi non diffonde queste verità è legato a una strumentalità dei comportamenti che speriamo cessi al più presto”.

Oggi si è voluto sottolineare il ruolo essenziale che la carne e gli altri prodotti di origine animale hanno in una dieta equilibrata come quella italiana. “La carne contiene delle proteine nobili che sono i vagoni più importanti di un ipotetico treno ad alta velocità – ha argomentato il nutrizionista Giorgio Calabrese – i vegetali sono solo una parte dei vagoni, ai quali manca la motrice o il vagone ristorante, quindi sono meno nobili. Dunque la logica quale è? Sposare la carne con i vegetali, con i legumi, con i cereali. Ma va ricordato che la carne è fondamentale per far crescere i bambini, per mantenere gli adulti, soprattutto la donne nel periodo fertile e poi aiutare l’anziano a sostenersi nella longevità “.

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Indirizzo breve di questa pagina: http://www.manifestoantispecista.org/web/JpRWN

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