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F.A.Q. n° 1 – specismo ed evoluzione umana

F.A.Q. n° 1 tratta dal libro “Proposte per un Manifesto antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera” di Adriano Fragano, NFC Edizioni, 2015. Testo liberamente divulgabile senza modifiche e citando la fonte.

Faq 1 – È possibile individuare e tracciare origine e sviluppi dello specismo nel corso del processo d’evoluzione umana?


Lo specismo non è solo un pregiudizio (personale o collettivo) nei confronti degli altri esseri senzienti in quanto non umani, ma è anche una filosofia antropocentrica atta a giustificare le pratiche di controllo e dominio degli Umani sugli altri Animali (allevamento, caccia, pesca, macellazione, vivisezione etc.). All’origine dello specismo vi è la visione antropocentrica che l’Umano ha della Natura. Non basta pertanto parlare di pregiudizio, ma anche di componente storica, sociologica e antropologica dello specismo.

 

Lo specismo è una filosofia antropocentrica nella concezione degli Animali, ossia considera gli altri Animali solo da una prospettiva prettamente umana. Il termine fu usato per la prima volta dallo psicologo inglese Richard Ryder nel 1970, per riferirsi alla convinzione che gli Umani godano di uno status morale superiore (e quindi di maggiori diritti) rispetto agli altri Animali. Grazie allo specismo la nostra specie si è sentita, e si sente, legittimata a disporre a proprio piacimento degli altri viventi, considerati inferiori per il semplice fatto di appartenere a una specie diversa dalla nostra (specismo inteso come discriminazione). Anche attraverso tale concezione, originatasi dall’antropocentrismo (ossia dalla tendenza – che può essere derivazione di una teoria, di una religione o di una semplice opinione – a considerare l’Umano, e tutto ciò che gli è proprio, come centrale nell’Universo), abbiamo potuto ideare e realizzare, in passato come in epoca contemporanea, società fondate sullo sfruttamento (il controllo totale o parziale del ciclo biologico di un altro essere vivente, tale per cui perda la propria autonomia e venga così ridotto a risorsa) e sul dominio (la negazione di ogni possibilità di rapporto, e riduzione, o cancellazione, dell’identità dell’altro) degli Animali, dei viventi, del Pianeta, ma anche degli stessi Umani.

Le origini dello specismo sono quindi anche storiche e sociologiche: la società umana ha definito nel tempo concetti di esclusione, di controllo, sopraffazione e dominio degli altri Animali, mediante l’introduzione per esempio della domesticazione, dell’agricoltura, dell’allevamento. La società specista umana, pertanto, influenza il singolo e lo rende specista. Lo specismo infine ha anche delle basi antropologiche: se la quasi totalità delle società umane si sono “evolute” e trasformate in un’unica direzione contraddistinta dalla violenza, e dallo sfruttamento degli altri Animali e dei viventi (tranne alcune rare eccezioni), ciò probabilmente è imputabile anche a caratteristiche e predisposizioni umane, che hanno portato alla costruzione delle società speciste.

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Indirizzo breve di questa pagina: http://www.manifestoantispecista.org/web/qkjew

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