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F.A.Q. n° 2 – Rapporti con gli altri Animali

F.A.Q. n° 2 tratta dal libro “Proposte per un Manifesto antispecista. Teoria, strategia, etica e utopia per una nuova società libera” di Adriano Fragano, NFC Edizioni, 2015. Testo liberamente divulgabile senza modifiche e citando la fonte.

Faq 2 – Se non siamo più legittimati a pensare che la specie umana valga più delle altre, come dovrebbero cambiare i nostri rapporti con le altre specie viventi?


In un’ipotetica società umana aspecista e liberata i rapporti tra Umani e altri Animali dovrebbero cambiare radicalmente. Nell’ottica del rispetto dell’altra/o, i rapporti interspecifici dovrebbero divenire paritari, orizzontali e di conseguenza spontanei: non regolati secondo il controllo e lo sfruttamento da parte dell’Umano, bensì secondo il minor impatto possibile sugli altri esseri senzienti, che verrebbero considerati in tutto e per tutto “persone non umane”.

 

Il cambio di rapporti interspecifici proposto dall’antispecismo condurrebbe la società umana a reinterpretare per intero i suoi rapporti con l’ambiente; la Terra diverrebbe finalmente ciò che è sempre stata: il pianeta di ogni essere vivente, e non solo dell’Umano. La specie umana ha da sempre influenzato e modificato il territorio anche profondamente e con danni notevolissimi; ciò, in una società umana futura che tenga conto delle esigenze anche degli altri Animali, non potrebbe più accadere; ogni intervento umano dovrebbe essere ponderato considerando anche le esigenze degli altri esseri senzienti che coabitano con noi i territori in cui intendiamo agire. Pensando nello specifico al rapporto Umano-Animali, si può affermare che in una società liberata non dovrebbero esistere Animali modificati, sfruttati e in generale usati o gestiti dall’Umano. Pertanto gli Animali creati mediante incroci selettivi, suddivisi per categorie in base al loro utilizzo (da reddito, da carne, da lavoro, da compagnia, etc.), e costretti a condurre un’esistenza del tutto innaturale, dovrebbero poter vivere una vita dignitosa fino alla sua naturale conclusione.
Tali Animali potrebbero essere liberati sul territorio se capaci di riadattarsi alla vita selvatica, o vivere in centri protetti, se incapaci di provvedere in autonomia alle proprie esigenze a causa dell’opera di selezione artificiale dell’Umano.
In estrema sintesi Animali come Cani, Gatti, Mucche, Maiali, Galline (solo per citarne alcuni a titolo di esempio) tornerebbero alla vita selvatica cessando di svolgere qualsivoglia ruolo assegnato loro dalla società umana. Numerose razze di Animali semplicemente sarebbero destinate nel tempo a scomparire, perché del tutto artificiali. Tutti gli altri Animali cosiddetti selvatici, semplicemente vivrebbero secondo le loro caratteristiche liberi in natura e senza una gestione umana. Ciò non cancellerebbe i contatti e i rapporti tra Umano e altri Animali, ma al contrario li porrebbe finalmente su un piano di orizzontalità e reciprocità: avverrebbero in piena libertà e in un contesto naturale e non più artificialmente creato e controllato.

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Indirizzo breve di questa pagina: http://www.manifestoantispecista.org/web/rnwsd

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