I fasciovegani e le altre “genialate” di Cruciani

cruciani e1507650410934 - I fasciovegani e le altre "genialate" di Cruciani

Giuseppe Cruciani è un giornalista che conduce la trasmissione radiofonica La Zanzara su Radio 24 e ha raggiunto la notorietà grazie al suo “stile” infarcito di aggressività, violenza verbale e offese. Tra le varie “vittime” delle sue incursioni radiofoniche, un posto privilegiato l’hanno le persone umane vegane, oggetto di attacchi di ogni tipo per via del fatto che – come è noto – il veganismo è un fenomeno sociale di tendenza ed anche perché – ammettiamolo – purtroppo tra coloro che si definiscono vegan, ci sono sicuramente individui che non brillano per acume e che dimostrano una spiccata tendenza alla rissa mediatica: un vero e proprio invito a nozze per il personaggio Cruciani.
L’ultima fatica del nostro eroe è la pubblicazione del libro I Fasciovegani edito dalla casa editrice La Nave di Teseo. Un libro nella cui introduzione si recita “L’estremismo vegano è una religione che prescrive di amare tutte le specie animali ma al tempo stesso disprezza profondamente una di esse: l’uomo“. Con tali premesse si può facilmente intuire il tono degli argomenti pubblicati.
Non intendo ribattere a quanto affermato. Siccome però mi sono state dedicate quasi due pagine con tanto di citazioni tratte dal libro Proposte per un Manifesto antispecista, per corroborare la “geniale” tesi crucianiana che esista una vera e propria categoria (alla quale io dovrei appartenere) di campioni del “fascioveganesimo nostrano“, mi limito solo a constatare che l’agitatore radiofonico pare si sia preso la briga di leggere il mio libro. Non pretendo che ne abbia tratto un qualche giovamento, di sicuro però ha impiegato un po’ del suo tempo in modo intelligente.

Veganzetta compie 10 anni

nasce - Veganzetta compie 10 anni

Treviso, 15 maggio 2007

Nasce oggi partorita dalle menti di tre persone vegane visionarie la Veganzetta, un foglio informativo cartaceo, ma non solo, gratuito e (speriamo) innovativo. La neonata si presenta bene e gode di ottima salute, la sua presenza pian piano interesserà  territori sempre più vasti, perché la piccola ha fame e sete di conoscenza, e di farsi conoscere.

Aiutateci a tirarla su bene!
Inviate commenti, auguri, contributi e tutto ciò che potrà  essere utile alla sua sana e corretta alimentazione (vegana).
P.s.: Potete già  leggere le sue prime parole online QUI!!

La Redazione stremata ma felice

Questo è ciò che venne pubblicato sul sito web di Veganzetta il 15 maggio 2007 alle ore 16,20 circa per annunciare l’inizio di un lungo cammino che ha condotto fino ad oggi.
Questi dieci anni sono stati lunghi e strabilianti, mentre Veganzetta si nutriva di un quantitativo sbalorditivo di pensieri e parole, tutto intorno – lentamente o velocemente – il multiverso animalista, vegano e antispecista si trasformava (a volte in meglio, molto spesso in peggio).
Ripensare a come eravamo solo dieci anni fa, equivale a compiere un tuffo in un passato remoto, quasi preistorico.

Scontato dire che Veganzetta ha rappresentato uno dei progetti più importanti e impegnativi dell’esistenza di chi vi scrive, la speranza è che abbia anche e soprattutto rappresentato qualcosa di utile per chi legge.

Auguri a Veganzetta che ha ancora fame e sete di conoscenza.

Adriano Fragano

“Proposte per un Manifesto antispecista” in una tesina universitaria

ora del latte latte rosso sangue - "Proposte per un Manifesto antispecista" in una tesina universitaria

Proposte per un Manifesto antispecista” citato e inserito nella bibliografia di una tesina presentata da una studentessa a conclusione del corso di Marketing e Social Media della Facoltà di Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso l’Università di Ferrara. Grazie!

Di seguito la notizia originale di Campagne per gli animali

Daria Gamboni è una studentessa universitaria iscritta alla Facoltà di Scienze e Tecnologie della Comunicazione presso l’Università di Ferrara:
Tempo fa scrisse a Campagne per gli animali per avere una serie di informazioni sulla pubblicità antispecista “Latte rosso sangue“. L’idea di Daria era quella di comparare tale pubblicità con quella realizzata – con grande profusione di mezzi e coinvolgendo volti noti al grande pubblico – dal Ministero delle Politiche Agricole e intitolata “Ora del latte“: una pubblicità creata per incentivare il consumo di latte vaccino e quindi a sostegno dello sfruttamento sistematico e l’uccisione degli Animali considerati “da reddito” che viene normalmente chiamato zootecnia.
Dovendo sostenere l’esame di Marketing e Social Media, Daria pensò di comparare le due pubblicità mediante il metodo retorico per analizzarne pregi e difetti. Il risultato è stato una tesina dal titolo “ORA DEL LATTE” vs “LATTE ROSSO SANGUE”, che ha fruttato alla studentessa il massimo dei voti (30 con lode) e i complimenti del docente del corso (ai quali aggiungiamo i nostri).

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Il tour italiano di Progetto X: le date

alfredo meschi macello - Il tour italiano di Progetto X: le date

Finalmente sono giunte le prime date del tour estivo italiano del Progetto X.
L’elenco è del tutto provvisorio e verrà aggiornato non appena nuove date si aggiungeranno.

9 luglio, ore 19 Zoe, spiaggia Torre del Porticciolo, Alghero Continua a leggere

Veganismo un tanto al chilo

despar veggie - Veganismo un tanto al chilo

Molti grandi geni pensavano “veggie” anche Leonardo da Vinci.

Questa è la scritta che campeggia a caratteri cubitali in una nuova pubblicità su megacartelloni che si può incontrare percorrendo le strade di alcune città del Veneto in questi giorni.
La pubblicità commerciale – a cura di Despar, Eurospar e Interspar, marchi del gruppo internazionale austriaco SPAR – si presenta così al pubblico per proporre una nuova linea di prodotti vegetariani e vegani (come se si trattasse della stessa cosa) che prende il nome di “Despar veggie“.
Un’idea geniale, il veggie che piace a tutti“, così recita il testo introduttivo alla linea sulle pagine del sito web Despar.it: in particolare con riferimento al bollino che ne contraddistingue i prodotti, si afferma che “Despar garantisce che in questo prodotto viene rispettata una filosofia e uno stile di vita bene preciso, improntato al massimo rispetto etico verso il mondo animale“. Gran bella frase ad effetto, perlomeno Despar dimostra di aver ben compreso, al contrario di molte persone umane vegane, che c’è differenza tra una filosofia e uno stile di vita.
Che Leonardo da Vinci fosse un genio è chiaramente fuori di discussione, che avesse grande rispetto, empatia e compassione per gli Animali è altresì noto, che quindi la sua figura sia stata usata – insieme a quella di altre figure illustri come il Mahatma Gandhi, Richard Wagner e Albert Einstein – per pubblicizzare una linea commerciale di prodotti vegetariani e vegan da un importante gruppo della GDO (Grande Distribuzione Organizzata), non è certo geniale, ma sicuramente furbo.
Se alcuni grandi geni dell’umanità pensavano “veggie” (neologismo orribile utile però ad accomunare vegetariani, vegani e le mille altre varianti con più o meno senso, per creare una nuova categoria sociale e di consumatori), perché non dovremmo farlo anche noi semplici mortali, magari comprando i prodotti suggeriti?
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Peter Singer: “Oh mio dio questi vegani…”

go vegan e1447434507313 - Peter Singer: “Oh mio dio questi vegani…”
Da Veganzetta:

Proponiamo la lettura di un interessante – anche se datato – testo pubblicato da Gary L. Francione sul suo sito web. In esso si affrontano alcuni argomenti che permettono di puntualizzare dei concetti utili per una riflessione di stampo antispecista (in coda all’articolo) sul veganismo e sulla pratica vegana.

Fonte: www.abolitionistapproach.com/peter-singer-oh-my-god-these-vegans
Di Gary L. Francione

Nel dibattito in corso tra coloro che promuovono l’approccio abolizionista e coloro che propongono quello welfarista, alcuni tra i welfaristi dichiarano il proprio supporto al veganismo, così c’è in realtà poca differenza tra loro riguardo al fatto di mangiare e usare prodotti d’origine animale.
Però a proposito del supporto al veganismo da parte dei welfaristi, è importante capire che la posizione di quest’ultimi è molto diversa da quella abolizionista.
L’abolizionista vede il veganismo come una base morale non negoziabile per un movimento che sostiene l’abolizione di ogni uso degli animali, anche se il trattamento degli stessi dovesse essere “umano”. L’abolizionismo assegna ai non umani un valore intrinseco e afferma che non dovremmo mai ucciderli per mangiarli, nemmeno se allevati e uccisi “in modo umano”. Il veganismo è visto come un fine – come un’espressione del principio d’abolizione. I vegan abolizionisti non avviano campagne per riforme welfariste per rendere presumibilmente lo sfruttamento degli animali più “umano”. Certo che è “meglio” infliggere meno sofferenza, ma in primo luogo non abbiamo giustificazioni morali per far del male. E’ “meglio” non picchiare la vittima di uno stupro, ma uno strupro senza percosse non è per questo più accettabile moralmente, e non significa che dobbiamo far campagne per ottenere uno stupro “umano”.
Gli abolizionisti guardano al veganismo come un importante mezzo di cambiamento e spendono il loro tempo e le loro risorse per educare gli altri al veganismo e al contempo alla necessità di fermare l’uso degli animali, anziché tentare di convincere la gente a mangiare uova “cage-free” o carne(1) prodotta da animali reclusi in recinti più grandi.
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