I muri da abbattere

Il Coordinamento Fermare Greenhill ha indetto, per il 28 aprile 2017, un presidio di solidarietà per le cinque persone umane attiviste sotto processo per l’occupazione dello stabulario della facoltà di Farmacologia dell’Università Statale di Milano avvenuta il 20 aprile 2013.
Il presidio di solidarietà in questo specifico caso non solo è opportuno per dimostrare vicinanza e sostegno nei confronti di chi subirà il processo, ma è da ritenersi necessario per ristabilire un minimo di chiarezza all’interno del variegato e frastornato mondo animalista e antispecista nostrano. I fatti del 20 aprile 2013 hanno rappresentato probabilmente l’azione più eclatante e importante dal punto di vista politico di tutta la recente storia del liberazionismo italiano, le ricadute in ambito animalista e antispecista – ma non solo – sarebbero dovute essere enormi, in realtà purtroppo non è accaduto assolutamente nulla. Il problema è che ben poche/i ne hanno compresa l’effettiva portata, mentre molte/i hanno volutamente ignorato o minimizzato l’accaduto per motivi che esulano la lotta antispecista. Lo scalpore causato dalla liberazione dei Cani prigionieri nel lager di Green Hill è stato, infatti, enormemente maggiore rispetto a quello sollevato dall’occupazione dello stabulario di Farmacologia e questo per numerosi motivi tra i quali è opportuno sottolineare:

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E siamo a più di 3000 copie!

Non è stato un lavoro semplice quello svolto dall’aprile del 2015 ad oggi per pubblicizzare e distribuire il libro “Proposte per un Manifesto antispecista“, ma le cifre raggiunte a distanza di un anno e otto mesi dalla pubblicazione, ripagano ampiamente di tutti gli sforzi compiuti.
Infatti tenendo conto delle copie cartacee (circa 800) e di quelle digitali (in formato pdf gratuito) scaricate (poco più di 2.360), arriviamo alla cifra totale di circa 3160.
Insomma questo piccolo libro ha fatto – e continua  a fare – molta strada, la speranza è che il successo riscosso possa essere effettivamente utile per la causa antispecista.
Con il nuovo anno ritengo sia giunto il momento di mettere in cantiere altri progetti, anche se l’elaborazione (ci saranno novità!) del testo del libro continuerà come sempre anche grazie al vostro aiuto, se lo vorrete.

Grazie alle lettrici e ai lettori per l’interesse.

Adriano Fragano

Nella foto: Camilla che medita su alcuni concetti antispecisti.

Download gratuito del testo integrale del libro: www.manifestoantispecista.org/doc/proposte-per-un-manifesto-antispecista-adriano-fragano-nfc.pdf

“Proposte per un Manifesto antispecista” in GB e USA

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Il libro “Proposte per un Manifesto antispecista” nonostante non sia stato tradotto in inglese sbarca in Gran Bretagna e negli Stati Uniti d’America, il tutto grazie all’interessamento e al lavoro di un caro amico e attivista antispecista: Tino Verducci.
Le attività di controinformazione liberazionista portano Tino a viaggiare in varie parti del mondo, ultimamente ha pensato bene di portare con sé un certo numero di copie del libro che ha così lasciato a Londra presso la storica biblioteca del London Action Resource Centre (LARC) e a Buffalo (Stato di New York – U.S.A.) presso la nota libreria Burning Books di proprietà dell’attivista ecologista radicale (fondatore ed ex portavoce del North American Earth Liberation Front Press Office) Leslie James Pickering.

Il LARC è uno spazio gestito collettivamente e dedicato alle lotte radicali, non gerarchiche e auto-organizzate per il cambiamento sociale. Tra testi di scrittori famosi e noti esponenti del pensiero radicale animalista mondiale, si può ora trovare anche il libretto delle “Proposte”.
In apertura del presente articolo: una fotografia inviata da Tino che ritrae il libretto con gli altri testi della fornitissima biblioteca.
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Una recensione delle “Proposte” su A Rivista anarchica

A409

Costanza Troini – amica, attivista e giornalista che ringrazio di cuore – mi ha fatto un doppio e graditissimo regalo: due recensioni al libro “Proposte per un Manifesto antispecista“, diverse tra loro ma ugualmente coinvolgenti, puntuali e efficaci.
La prima è stata pubblicata su numero 409 (Estate 2016) di A Rivista anarchica alle pagine 179 e 180, a riprova del fatto che tale rivista ha ampi orizzonti di interesse che toccano anche le tematiche antispeciste; la seconda invece è dedicata appositamente a questo sito web e si può leggere nella pagina ad essa dedicata: “Una recensione“.
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Il libro un anno dopo: più di 2.100 copie distribuite

Foto di Tino Verducci. Londra

Nell’aprile del 2015 con la pubblicazione online (che seguiva di pochi giorni quella cartacea) del testo di “Proposte per un Manifesto antispecista“, cominciava l’avventura editoriale di questo piccolo libro, ad un anno di distanza è giunto il momento di stilare un resoconto  di quanto fatto.

Nell’arco dell’anno sono state effettuate numerose presentazioni in Italia con vendita diretta, il formato digitale dell’opera è stato reso pubblico e liberamente scaricabile mediante il sito web Veganzetta.org che ha provveduto anche alla vendita delle copie cartacee via internet.
La pubblicazione e la presentazione del libro mi hanno dato la possibilità di incontrare e confrontarmi – di persona o virtualmente – con un considerevole numero di lettrici e lettori che hanno voluto partecipare alla discussione delle idee proposte nel testo con osservazioni, critiche e suggerimenti.
Oltre a ciò posso affermare con soddisfazione che le presentazioni del libro sul territorio hanno rivelato un vivace e nutrito sottobosco antispecista, formato da persone umane molto interessate all’argomento e al contempo slegate da associazioni o gruppi. Ciò fa ben sperare: il riscontro ottenuto è la riprova che nonostante la preoccupante frammentazione e parcellizzazione del mondo animalista e antispecista a cui stiamo assistendo, sussistono delle buone basi per una crescita futura.
Ma passiamo ai numeri.
Da aprile 2015 a fine maggio 2016 sono state scaricate dal web 1.624 copie del libro in formato digitale (dati statistici del server che ospita il sito web manifestoantispecista.org), nello stesso periodo sono state distribuite (sito web Veganzetta.org e presentazioni sul territorio) 550 copie cartacee. In totale, quindi, nel primo anno di pubblicazione sono state distribuite 2.174 copie del libro, mancano ancora all’appello i dati relativi alle vendite effettuate mediante i canali di distribuzione della casa editrice NFC Edizioni.
A completare il quadro – che reputo molto soddisfacente – vi sono anche le numerose fotografie ricevute da coloro che hanno letto e apprezzato il testo (alcune delle quali sono pubblicate di seguito) e le richieste pervenutemi anche da altri Paesi come Svizzera, Spagna e Inghilterra.

Ringrazio di cuore lettrici e lettori e le associazioni, gruppi e collettivi che mi hanno invitato a presentarlo.

Adriano Fragano

Download gratuito del testo integrale del libro: www.manifestoantispecista.org/doc/proposte-per-un-manifesto-antispecista-adriano-fragano-nfc.pdf

Ricordando Enrica Bazzoli

trilli

Enrica non c’è più.
Un male incurabile contro il quale lottava da anni l’ha portata via.

Di lei rimangono molti ricordi da conservare gelosamente: la sua spontaneità, la sua gioia di vivere, l’energia e la simpatia travolgente.
Conobbi Enrica molti anni fa quando era impegnata nella produzione artigianale di seitan: un lavoro pionieristico ben lontano dalle logiche consumistiche odierne, da allora diventammo amici ed ebbi modo di apprezzare e stimare la sua coerenza, la sua incrollabile volontà di lottare per la liberazione animale e la sua grande umanità.
Enrica era sempre pronta ad aderire entusiasticamente ad ogni attività volta a promuovere la causa antispecista e fu una sincera amica di Veganzetta.
Per questi e per molti altri motivi mi piace ricordarla ora che non è più in vita, ma sempre ben presente nei nostri pensieri.

Ciao Enrica.

Adriano Fragano

nella fotografia: Trilli l’amata compagna canina di Enrica.

Una semplice proposta

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Chi sono le persone umane che si definiscono antispeciste e che visione hanno della società, del loro rapporto con gli altri Animali? Nell’attuale caos perfetto che caratterizza l’ambiente animalista e antispecista, dove tutto si mescola e dove gruppi, sigle, realtà locali e singoli agiscono (o non agiscono) per conto proprio senza dei punti di riferimento teorici accettati o condivisi e di conseguenza senza una strategia comune, appare ben difficile se non impossibile rispondere a tali domande. Forse ci si potrebbe semplicemente limitare ad affermare che esistono migliaia di antispecismi: una sorta di filosofia personale di autogestione del presente la cui visione prospettica varierebbe in base alle attitudini e inclinazioni del singolo, ciò non sarebbe affatto un male, a condizione però che vi siano delle basi teoriche comuni dalle quali partire, basi che – in tutta evidenza – pare manchino o non siano chiare.
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