Confronto antispecista al Germinal di Trieste

Libertà per tutti? La proposta antispecista“.
Questo è il titolo dell’incontro che si terrà giovedì 6 aprile alle ore 20,30 presso la sede del Gruppo Anarchico Germinal in via del Bosco, 52/a a Trieste. Di seguito il testo di presentazione della serata e il volantino. Ci vediamo a Trieste.

Se si pensa al concetto di libertà non se ne dovrebbero vedere i confini, perché nel momento in cui essi vengono concepiti, la stessa libertà si trasforma in libertà condizionata. Una libertà valida per alcuni a discapito di altri, può essere sempre e solo la libertà dei padroni. Con tali presupposti l’antispecismo avanza una forte e strutturata proposta per ampliare l’orizzonte morale umano, abbattendo finalmente l’artificiosa barriera di specie costruita dalla società umana al solo scopo di controllare, schiavizzare e sfruttare chi non ne fa parte. Per essere liberi bisogna liberare. Ne parliamo con Adriano Fragano autore di “Proposte per un manifesto antispecista” e animatore di Veganzetta.

Gruppo Anarchico Germinal
germinalts.noblogs.org

Pagina evento: https://www.facebook.com/events/260999501027515/

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Ringraziamenti per una bella serata a Catania

 

 

Il 25 marzo si è svolta la presentazione del libro Proposte per un Manifesto antispecista nella bella cornice di Piazza dei libri a Catania.
Sedute/i davanti al Gammazita, si è parlato di liberazione animale e di antispecismo. Nel bel mezzo della “movida” catanese, per qualche tempo si è materializzata una piccola oasi antispecista dove non è di certo mancato il confronto.
Nonostante le peripezie del viaggio (con tanto di dirottamento dell’aereo all’aeroporto di Palermo a causa di una fitta nebbia calata su Catania) e la traversata in bus della Sicilia, l’esperienza catanese è stata importante e significativa.
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Inizia il processo contro l’occupazione di Farmacologia a Milano

Solidarietà a liberatrici e liberatori degli Animali dello stabulario di Farmacologia.

Fonte Veganzetta

Di seguito il comunicato del Coordinamento Fermare Greenhill nel quale si comunica la data della prima udienza del processo contro le cinque persone umane attiviste che il 20 aprile 2013 occuparono lo stabulario della facoltà di Farmacologia dell’Università Statale di Milano. Il giorno dell’udienza è anche quello in cui ricorre l’anniversario della liberazione avvenuta in pieno giorno a Montichiari di numerosi Cani beagle dal lager di Green Hill: una strana coincidenza.
Veganzetta coglie l’occasione per esprimere solidarietà a chi fece irruzione nello stabulario, e per comunicare che – per quanto possibile – seguirà le fasi del processo.

Il 28 aprile avrà inizio il processo contro 5 attivisti del Coordinamento Fermare Greenhill per i reati dell’occupazione dello stabulario di farmacologia dell’università statale di Milano.
Era il 20 aprile 2013.
Per più di dieci ore gli attivisti rimasero dentro allo stabulario per mostrare l’ordinaria brutalità della sperimentazione animale.
Uscirono immagini e informazioni che mai i ricercatori renderebbero pubbliche.
Furono documentate le condizioni di vita degli animali ”sacrificati”per la ricerca.
Centinaia di persone risposero alla nostra richiesta di sostegno in modo da dar vita a un fondamentale presidio sotto l’edificio perché tutti gli animali prigionieri e torturati tra quelle mura potessero uscire con noi da quell’inferno. 
400 topi e un coniglio videro la libertà quel giorno.

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Serata antispecista a Catania

L’associazione Liberaction organizza una serata antispecista con cena vegane e presentazione del libro “Proposte per un Manifesto antispecista” a Catania.
L’incontro si terrà sabato 25 marzo 2017 presso il circolo culturale Gammazita in piazza Federico di Svevia, 92.
Alle ore 20,00 cena vegan (tre pietanze a 6 euro, gradita prenotazione), alle ore 21,00 presentazione del libro e confronto pubblico con l’autore.
Durante la serata sarà possibile anche acquistare il libro.

Grazie di cuore all’associazione Liberaction e in particolare a Chiara Sgrò. Vi attendiamo numerose/i.

Per informazioni:
Pagina social dell’evento: www.facebook.com/events/376189186096870
Pagina dell’associazione LIberaction: www.facebook.com/pg/LIBERACTION
Email per prenotazioni: chiara.sgro@hotmail.it

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Un po’ di antispecismo a Pantelleria

Antonella Amato (che ringrazio pubblicamente di cuore) vive nella bella isola di Pantelleria e mi invia questa foto che la ritrae con una copia di “Proposte per un Manifesto antispecista“.
E’ stupefacente constatare come questo piccolo libro sia capace di portare in ogni dove idee che parlano di antispecismo e di liberazione animale.

Sono anarchico, dunque antispecista

Su Umanità Nova si parla di anarchismo e antispecismo.

Fonte: www.umanitanova.org/2017/01/29/sono-anarchico-dunque-antispecista

Ho già avuto modo di parlare del rapporto tra anarchismo e antispecismo (vedi “Anarchismo e antispecismo: un nesso inscindibile” in A-Rivista Anarchica, anno 45 n. 403, dicembre 2015 gennaio 2016), e con quest’altro intervento vorrei cercare di approfondire maggiormente la questione. Innanzitutto va detto che non si vuole in alcun modo andare a riprendere le teorie e gli scritti dei pensatori anarchici che, per quanto importanti e fondamentali essi siano, non sono in questo ambito di irrinunciabile menzione. Voglio dire che la questione antispecista non deve andare a cercare legittimazione attraverso ciò che i filosofi libertari hanno scritto e diffuso ma, a prescindere dalle loro teorie, la corrente antispecista deve rappresentare una nuova visione della società libertaria per cui si lotta, e una nuova pratica del quotidiano.
In ciò che ho già avuto modo di scrivere, affermo che seppur non voglio ricoprire il ruolo di giudice che sentenzia chi è l’anarchico e l’anarchica, personalmente ritengo che, secondo il mio modo di intendere la teoria libertaria, l’antispecismo ne è una componente non solo importante, ma necessaria e imprescindibile. Ed è proprio da qui che vorrei ripartire. Anarchismo e antispecismo, ad oggi, rappresentano due teorie diverse, seppur con basi sottostanti comuni e a volte indistinguibili. Ciò che differenzia la prima teoria dalla seconda è il fine ultimo: se l’anarchismo classico si limita a prevedere la libertà, intendendo questa parola nell’accezione più estensiva possibile, e quindi la libertà dal dominio e dalle gerarchie (politico-sociali-economiche), solo in riferimento all’emancipazione umana, l’antispecismo intende estendere quella stessa libertà anche nei confronti di tutte le altre specie animali di qualsiasi appartenenza, liberando dunque i rapporti sociali, intra e interspecifici, dalle maglie del nesso disposizione-subordinazione.
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Cinque tesi (sbagliate) contro l’antispecismo


Matteo Meschiari è l’autore di un articolo pubblicato sul blog Pleistocity dal titolo “Cinque tesi contro l’antispecismo“, leggendolo non ho potuto fare a meno di notare una serie d’imprecisioni e di errori concettuali, che vorrei evidenziare.
L’articolo oltre a trattare di antispecismo – materia per me della massima importanza – riporta come immagine di apertura una nota pubblicità antispecista di Campagne per gli animali dal titolo “CHI mangi oggi?” della quale sono co-ideatore. A maggior ragione, quindi, mi sono sentito di intervenire.
Quanto esporrò è chiaramente una posizione personale e non vuole essere un attacco o una critica all’autore, ma ha l’unico fine di fornire il punto di vista di chi non si ritrova nella descrizione generale che Meschiari fa dell’ambiente antispecista e che – pur riconoscendo che sono in atto pericolose derive – ritiene che l’enorme confusione creata sull’argomento, provenga dal fatto che non si è voluto a oggi fare chiarezza sui principi che contraddistinguono la filosofia antispecista. Per tale motivo molti gruppi e singoli si proclamano antispecisti senza sapere cosa nella realtà significhi, agendo di conseguenza secondo modalità non ascrivibili all’approccio antispecista.
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