Latte a fiumi sulle strade di Sardegna

latte versato sardegna - Latte a fiumi sulle strade di Sardegna

Fiumi di latte di Pecora scorrono per le strade e nei canali in Sardegna ormai da molti giorni. I pastori sardi sono in rivolta a causa del prezzo troppo basso del latte e come metodo di lotta per attirare l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica, non hanno trovato di meglio che gettare sull’asfalto quello che ritengono essere il frutto del loro duro lavoro.
La diatriba è tra allevatori e filiera produttiva casearia, con lo Stato chiamato in causa dai primi a fare da mediatore. Insomma una questione squisitamente economica e commerciale per spuntare un miglior prezzo per litro dell’”oro bianco” della Sardegna, che però ha anche dei chiari risvolti culturali ed identitari.
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Nascita di un collettivo antispecista

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Questa è una di quelle notizie che confortano, scaldano il cuore e che quindi vale davvero la pena evidenziare, se non altro nel tentativo di arginare il mare di notizie sulla sofferenza animale e sullo sfruttamento specista in cui siamo immersi quotidianamente.
In questi giorni nasce ufficialmente a Trieste il Collettivo Tana Liberi Tutti, un collettivo che si definisce in modo molto promettente “antispecista, vegano, antigerarchico e antiantropocentrico”.
Di presenze come questa se ne sente (oggi più che mai) un disperato bisogno, quindi benvenga il nuovo collettivo nella speranza che possa agire in modo efficace sul territorio, contribuendo al dibattito culturale sull’antispecismo, sul veganismo radicale e alla lotta per la liberazione animale.
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La liberazione dei sentimenti

blanche e1538314129624 - La liberazione dei sentimenti
Il mattino del 30 settembre 2015 trovai Blanche morta nella sua cuccia: pareva addormentata. Meno di dodici ore prima, sempre dalla stessa cuccia lei aveva assistito insieme a me alla morte di Mukko, il suo compagno canino di una vita; il suo corpo stanco e il suo cuore appesantito, forse non avevano retto all’idea che Mukko non ci fosse più, o forse aveva semplicemente deciso che era l’ora di andarsene insieme a lui. Questo non potrò mai saperlo.
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COMUNICHIAMOLO. Un manifesto vegan!

manifesto 40000 al secondo - COMUNICHIAMOLO. Un manifesto vegan!

Per comunicare il messaggio etico vegan e antispecista abbiamo tante possibilità. Una di queste è prendere gli spazi pubblicitari che i vari comuni offrono ed usarli per veicolare il nostro pensiero. Il progetto “Comunichiamolo” vuole fare questo ed ha attivato una raccolta fondi per affiggere in diverse città italiane un primo manifesto vegan.

Parte il progetto “Comunichiamolo” con l’obbiettivo di affiggere manifesti di grande formato in diverse città italiane per comunicare la scelta vegan e antispecista.

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Superate le 6.000 copie

libreria lovat treviso ma e1516288814767 - Superate le 6.000 copie

Da un controllo delle statistiche relative al periodo aprile 2015 – gennaio 2018 riguardanti il numero di copie distribuite del libro “Proposte per un Manifesto antispecista“, si ottengono i seguenti dati.

Copie cartacee distribuite (dato risalente a metà 2017): 1000
Copie in formato digitale (pdf) scaricate da questo sito web e da Docdroid, Issuu e Scribd: 5015

Totale copie in data 18 gennaio 2018: oltre 6.000

Grazie di cuore alle lettrici e ai lettori.

Adriano Fragano

Nella foto: “Proposte per un Manifesto antispecista” sugli scaffali della libreria LOVAT di Treviso

Download gratuito del testo integrale del libro: www.manifestoantispecista.org/doc/proposte-per-un-manifesto-antispecista-adriano-fragano-nfc.pdf

Credere, obbedire, gattini

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Credere, obbedire, gattini” è il titolo di un articolo a firma di Lorenzo Bagnoli pubblicato sulla rivista online The Vision. L’autore tratta un argomento che purtroppo è innegabilmente di grande attualità: la proliferazione – nella società italiana e non solo – di gruppi di estrema destra in ambito animalista.
Nell’ormai lontano 2010 pubblicammo un dossier dal titolo “Antispecisti di destra? nel quale si esaminava il preoccupante fenomeno delle infiltrazioni di realtà legate direttamente o indirettamente all’estrema destra nell’ambiente animalista, vegano e addirittura antispecista.
La situazione da allora è cambiata ma, come si potrà notare, in peggio. Il testo di The Vision cita il nostro dossier e ne riprende alcuni passi, per poi riportare notizie di cronaca, dichiarazioni sui social network, articolo pubblicati su siti internet e giornali, nel tentativo di analizzare lo stato dei fatti. L’articolo in questione – seppur in modo a volte superficiale – ha il pregio di evidenziare alcune delle numerose – e recenti – connessioni tra il “variegato” mondo animalista e singoli o gruppi riconducibili ad ambienti fascisti, tutti legati dallo stesso approccio che pare ripetersi come un mantra: la politica non c’entra nulla con gli Animali. Ciò nella più totale e colpevole indifferenza o addirittura con il benestare (per misantropia, per tentazioni autoritarie o per altri motivi) di molte attiviste e attivisti.
Considerando la situazione attuale si deduce che l’ambiente animalista e vegano in generale sono contraddistinti da una sconfortante ignoranza che genera (nella migliore delle ipotesi) mancanza di basi teoriche e pertanto di consapevolezza e capacità critica. Tali gravi mancanze sono il motivo dell’estrema facilità con cui coloro che (da destra) tentano di infiltrarsi nell’animalismo riescono nel loro intento: è sufficiente fare leva su un’incomprensione di fondo (derivante dall’ignoranza di cui sopra) di ciò che è realmente la prassi politica dichiarandosi  “apolitici”, per ottenere il risultato voluto.
Il problema è serio, per quanto ancora si vorrà ignorarlo?