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Amiamo gli Animali ma mangiamo ancora carne, perché?

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Fonte: https://www.facebook.com/indifferenzaolocaustoanimale

La “Dissonanza cognitiva”: è una teoria basata sull’assunto che un individuo mira normalmente alla coerenza con se stesso. E’ un concetto introdotto da Leòn Festinger. Quando i pensieri, le emozioni o il comportamento sono in conflitto tra loro l’individuo prova disagio e tende a eliminare quelli in contraddizione. In altri termini ogni persona può tollerare soltanto un minimo numero di discrepanze nella sua identità, cercando di ridurre le cognizioni dissonanti e rafforzare quelle consonanti. Un individuo che possiede idee o comportamenti tra loro coerenti si trova in una situazione emotiva soddisfacente detta ‘consonanza cognitiva’. Al contrario, se ci fosse incoerenza tra pensieri e comportamento proverebbe imbarazzo.
Secondo Festinger: “modificando il comportamento di una persona, i suoi pensieri cambieranno per minimizzare la dissonanza”.
La dissonanza cognitiva può essere ridotta in tre modi diversi:

1) cambiando l’ambiente in cui vive l’individuo
2) modificando il comportamento
3) modificando il proprio mondo cognitivo

In altri termini, in presenza di input esterni l’individuo avrà come unica possibilità di uscita cambiare ambiente, cambiare comportamento o cambiare addirittura se stesso e le proprie convinzioni.
Nel caso in cui l’evidenza risulti innegabile, quelli che non vogliono rinunciare alla propria credenza tendono a piegare la novità alla propria forma mentis come modello intoccabile per dar senso al nuovo: da qui i mangiatori di carne ma ‘amanti degli animali’ chiamano in causa gli uomini primitivi, le tradizioni, i ‘canini’ o la catena alimentare per giustificare la propria dissonanza.
Ovviamente i consumatori di carne che si definiscono ‘animalisti’ sono in piena dissonanza, specie quando, pur sapendo che questo alimento è superfluo nella dieta umana, sostengono di ‘amare gli animali’.
Lo scienziato Brock Bastian della Scuola di Psicologia dell’Università del Queensland si è posto il problema del perché alcuni, pur essendo amanti degli animali, poi li mangino senza alcun rimorso. Lo studioso non nega la sensibilità di chi mangia carne, ma con i suoi esperimenti, mostra che in costoro esiste una conoscenza dissociata.
Dagli studi è quindi emerso che le persone immaginano un animale che stanno per mangiare come meno intelligente per ridurre la loro dissonanza cognitiva. Nello stesso tempo, dice Bastian, questi esperimenti mostrano come l’essere umano, pur di salvare i suoi sentimenti, quando la realtà entra in conflitto con la sua emotività, cerca di aggiustare la prima alla seconda, senza porsi nessun problema di coerenza e di onestà intellettuale”. Il co-autore dello studio Laughnan ha affermato “Piuttosto che cambiare le loro convinzioni circa la coscienza degli animali, le persone scelgono di cambiare il loro comportamento. Tuttavia, abbiamo il sospetto che la maggior parte delle persone non sono disposte a rinnegare se stessi il piacere di mangiare carne, e negare agli animali la capacità di pensiero consente loro di continuare a mangiare con la coscienza pulita.”
Bastian afferma: “se noi troviamo assai sgradevole parlare di come si produce la carne durante il pasto, vuol dire che stiamo sopprimendo la nostra empatia nei confronti di quello che stiamo mangiando. Significa che abbiamo un codice morale ma che per qualche ragione non stiamo vivendo secondo le sue regole. Questo può essere dovuto a conformismo, mancanza di rispetto verso se stessi, mancanza di riflessione, ecc”.
Negare l’intelligenza agli animali di cui bisognerà nutrirsi è il trucco che la mente umana escogita per superare il “complesso del carnivoro”. Continua Brock Bastian: “A molte persone piace mangiare carne, ma moltissime sono riluttanti perché pensano di danneggiare creature dotate di intelligenza. Il nostro studio mostra che questo induce la gente a negare l’intelligenza agli animali”
Le persone che sanno di dover mangiare carne sono, infatti, più convinte dell’inferiorità cognitiva degli animali rispetto ad un momento neutrale, quando cioè non hanno bisogno di mangiare carne. “La carne è fondamenta per la dieta di molte persone e al centro della gratificazione gastronomica, ma molte persone sono turbate dal danno arrecabile agli animali; di qui la creazione di un “paradosso carne” – spiega Bastian -, ovvero la preoccupazione delle persone per i conflitti tra il benessere animale e le proprie abitudini gastronomiche”.

Link allo studio: http://psp.sagepub.com/content/38/2/247.abstract

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Indirizzo breve di questa pagina: http://www.manifestoantispecista.org/web/oHIYw

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